Vitigni rossi

Uva di Troia

Uva di Troia

Vitigno pugliese a bacca nera, noto anche come Nero di Troia, coltiva principalmente in provincia di Bari e Foggia. Resiste alle malattie, matura ad ...

Teroldego

Vitigno rosso antico coltivato nel Trentino, il Teroldego produce vini dal colore profondo e fruttati, ideali per abbinamenti con carni rosse e ...

Refosco dal Peduncolo Rosso

Refosco dal Peduncolo Rosso

Vitigno autoctono friulano, il Refosco dal Peduncolo Rosso è considerato la sottovarietà più pregiata del suo gruppo. Coltivato nei Colli Orientali e ...

Sagrantino

Sagrantino

Vitigno rosso umbro di Montefalco, dal probabile ceppo greco o autoctono. Storico per usi liturgici, oggi produce vini secchi robusti e longevi.

Corvina Veronese

Corvina Veronese

Vitigno rosso fondamentale per Amarone e Valpolicella, originario della provincia di Verona. Coltivato anche sul Garda, produce vini dal rubino ...

Susumaniello

Susumaniello

Vitigno rosso pugliese antico, il Susumaniello offre vini dal colore rubino e sapori di frutta rossa e spezie. Coltivato prevalentemente a Ostuni e ...

Lagrein

Lagrein

Vitigno rosso autoctono del Trentino-Alto Adige, il Lagrein produce vini strutturati come il Dunkel. Coltivato su terreni ghiaiosi, offre profili ...

Aglianico

Aglianico

Vitigno rosso autoctono del Sud Italia dalle origini greche, predilige i suoli vulcanici e le zone ad alta quota. Resiste bene alle malattie e ...

Vespolina

Vespolina

Vitigno rosso piemontese dal nome legato all’attrazione delle vespe per gli acini dolci. Coltivato soprattutto in provincia di Novara, si usa in ...

Barbera del Sannio

Barbera del Sannio

Vitigno autoctono del Sannio, la Barbera del Sannio produce vini leggeri e pronti all’uso, caratterizzati da profumi fruttati e tannini morbidi. ...

Pollera Nera

Pollera Nera

Vitigno a bacca nera dalle origini liguri, la Pollera Nera è oggi coltivata raramente. Usata prevalentemente negli assemblaggi per le sue elevate ...

Pelaverga Piccolo

Pelaverga Piccolo

Vitigno rosso piemontese antico, oggi limitato alle Langhe. Offre vini leggeri se monovitigno o strutturati se abbinato al Nebbiolo.

Pallagrello Rosso

Pallagrello Rosso

Vitigno autoctono dell’area casertana, il Pallagrello Rosso vanta origini romane e una rinascita negli anni Novanta. Coltivato sui Monti del Taburno, ...

Pascale di Cagliari

Pascale di Cagliari

Vitigno rosso sardo coltivato prevalentemente in provincia di Sassari, impiega grappoli grandi e buccia spessa per vini strutturati o da tavola.

Filari in Campania

Sciascinoso

Vitigno rosso campano, noto anche come Olivella, coltivato in provincia di Napoli e Avellino. Maturazione tardiva e acidità elevata ne fanno un ...

Ancellotta

Ancellotta

Vitigno rosso modenese dal nome antico, l’Ancellotta è fondamentale nel Lambrusco Reggiano per colore e struttura. Pur sensibile a malattie, si ...

Montepulciano

Montepulciano

Vitigno rosso autoctono diffuso in Abruzzo e Marche, noto per i vini corposi e aromatici come il Montepulciano d'Abruzzo e il Rosso Conero.

Bovale

Bovale

Varietà spagnola importata in Sardegna, il Bovale si distingue in due ceppi usati prevalentemente in assemblaggio con Cannonau e Monica per vini ...

Schioppettino

Schioppettino

Vitigno rosso autoctono del Friuli, lo Schioppettino produce vini profumati di frutti di bosco e spezie, strutturati ma poco alcolici.

Cesanese di Affile

Cesanese di Affile

Vitigno rosso storico dei Castelli Romani, il Cesanese di Affile è noto per vini strutturati, ricchi di alcol e aromi di frutti di bosco, oggi ...

Cannonau

Cannonao

Il Cannonao, o Cannonau, è la varietà rossa sarda più diffusa, oggetto di dibattiti sulla sua origine tra autoctonia e influenze spagnole. Produce ...

Cabernet Sauvignon

Cabernet Sauvignon

Vitigno francese del Médoc, il Cabernet Sauvignon è noto per l’alta adattabilità globale e la resistenza ai patogeni. Produce vini strutturati, ...

Malbec

Malbec

Vitigno francese originario del Bordolese, ora diffuso in Argentina e Cahors. Resiste ai climi caldi producendo vini intensi e strutturati.

Grignolino

Grignolino

Vitigno rosso autoctono piemontese del Monferrato, noto per l'elevato numero di semi e le basse rese. Pur soffrendo di limitazioni colturali, offre ...

Cos'è un vitigno

Variano per forma, colore e chicchi d'uva, ma anche per caratteristiche organolettiche, grappoli, foglie, periodi e modalità di maturazione. Rappresentano una delle eccellenze della tradizione enologica ed in generale della storia italiana. Già, perché gran parte dei vitigni che crescono entro i confini nazionali affondano le proprie radici nella storia antica. Abbiamo già visto come non tutti i vitigni siano uguali tra di loro, dunque come facciamo a riconoscerli e distinguerli? Possiamo ricorrere all'ampelografia, ovvero alla disciplina che ci consente di realizzare studi approfonditi sulla forma e sulle caratteristiche di un vitigno. Tale scienza vide la luce nel XIII secolo grazie a Pier dei Crescenzi, ma fu perfezionata soltanto nel XIX secolo in seguito agli approfondimenti del Conte Odart.

Da Nord a Sud, passando per il Centro: tutti i maggiori vitigni rossi della penisola

Attualmente si considera che nel mondo esistano qualcosa come 5000 vitigni differenti: i più famosi sono sono partiti dall'Europa ed arrivati praticamente in tutto il mondo: è il caso del Pinot, del Sauvignon e del Cabernet, ma anche dalla Malvasia e dello Chardonnay. Nel nostro caso, soffermiamoci su quanto di meglio ci offre la terra italiana, patria di vitigni antichissimi, da cui vedono la luce vini eccellenti. Nebbiolo, Montepulciano, Trebbiano, Sangiovese, Primitivo, Falanghina, Verdicchio, Moscato, Malvasia: sono soltanto alcune tra la varietà illustri di cui chi vive nel Belpaese può andare fiero. Il Nebbiolo può essere tranquillamente inserito nel novero dei vitigni a bacca nera più rappresentativi dell'enologia italiana: la denominazione deriva evidentemente da “nebbia”, in quanto il periodo migliore per vendemmiare queste uve è quello delle nebbie autunnali. Si tratta di un vitigno coltivato abbondantemente in Piemonte, in particolare nella zona delle Langhe e di Roero. Cannaiolo, Aglianico, Calabrese, Brachetto, Aleatico, Traminer, Refosco, Marzemino, Negramaro, Greco nero, Croatina, Ottavianello, e chi più ne ha più ne metta: ecco la prova della ricchezza di vitigni rossi che da sempre contraddistingue l'offerta enologica italiana.

Nebbiolo, Lambrusco, Bonarda: il meglio della tradizione vinicola settentrionale

Proviamo a dare un ordine preciso al nutrito elenco, esaminando i vitigni per area di origine. Oltre che del Nebbiolo, per esempio, il Piemonte è la terra della Barbera, oggi il vitigno a bacca rossa più diffuso della regione, da cui si produce un vino corposo e ricco di personalità, che nell'immaginario collettivo rappresenta il classico vino rosso da pasto. L'Oltrepò Pavese, in Lombardia, è la patria della Bonarda, un vitigno a bacca nera conosciuto anche come Croatina e coltivato sia nel Pavese che nei territori che circondano Piacenza. Più a sud, in Emilia Romagna, è la patria del Lambrusco, un vitigno da cui si producono due uve simili, che danno alla luce vini rossi frizzanti e particolarmente dolci. Mezzocorona, Mezzolombardo e San Michele all'Adige sono invece i comuni che costituiscono l'area di coltivazione del Teroldego, un vitigno a bacca nera tipico del Trentino Alto Adige ma proveniente, sia per quanto concerne l'origine fisica che la denominazione, dalla regione austriaca del Tirolo.

L'antichissimo Sagrantino, vino di San Francesco d'Assisi

Ricchissimo è anche l'elenco dei vitigni a bacca nera coltivati nelle regioni del Centro Italia: Umbria, Toscana e Marche su tutte. Cominciamo l'elenco proprio dal Sagrantino, il vitigno più rappresentativo delle terre a sud di Perugia, così chiamato perché, secondo la tradizione, con il vino ricavato dalle sue uve, San Francesco d'Assisi era solito celebrare il rito eucaristico. Da secoli, questo vitigno viene utilizzato per produrre i migliori vini di tutta la regione umbra e cresce soprattutto nella zona che circonda Montefalco, su un territorio di appena 680 ettari. E' DOCG dal 1992. Entra nell'uvaggio di decine di vini differenti e rappresenta il vitigno più utilizzato in Toscana: si tratta del Sangiovese, le cui uve si stagliano senza soluzione di continuità dall'Emilia Romagna alla Campania. Conosciuto a livello nazionale, ma autoctono dell'Abruzzo è invece il Montepulciano, un vitigno a bacca nera che insieme al Sangiovese simboleggia il “top” della produzione vinicola delle regioni centrali.

Al Sud largo a "Re Aglianico", poi ci sono Primitivo e Nero d'Avola

Dal centro ci spostiamo al Sud, patria di centinaia di vitigni (a bacca nera e bianca) provenienti in gran parte dalla Grecia. E' il caso, ad esempio, dell'Aglianico, coltivato soprattutto in Campania, Basilicata, Puglia e Molise, ma famoso principalmente grazie a due varianti di produzione: l'Aglianico del Vulture e l'Aglianico del Beneventano. In queste due aree geografiche, le uve Aglianico danno veramente il meglio di sé. Diffusissimo in particolare nella provincia di Bari, il Primitivo è un vitigno rosso annoverabile tra i cinque più redditizi ed apprezzati a livello nazionale. La denominazione trae spunto dal fatto che le uve hanno da sempre una maturazione precoce; dà alla luce alcuni tra i migliori vini pugliesi, quali il Primitivo di Manduria, ma anche quelli di Gioia del Colle e di Lizzano. Chiudiamo questa breve rassegna parlando del fiore all'occhiello dell'enologia siciliana: il Nero d'Avola. Da queste uve, coltivate nella zona di Siracusa, si ricava un vino eccezionale ed esportato in tutta Europa fin dal XIX secolo.