Barbera del Sannio

La varietà

Benvenuti a Castelvetere si dovrebbe scrivere sulle bottiglie di vino prodotte da questa uva rossa, perche il vitigno è coltivato praticamente solo in questo comune del Sannio e niente ha a che vedere con la sua omonima piemontese secondo le analisi dell'Assessorato Regionale all'Agricoltura. Si chiama con questo nome perché secondo l'enologo Nicola Venditti in queste zone non si usava fare vinificazioni in purezza e le uve locali venivano sempre assemblate. Quest'uva in particolare non aveva nemmeno un nome e rimase sconosciuta a non Castelveteranesi per moltissimo tempo, finché non gli si diede questo nome in quanto, essendo sensibile al trasporto veniva usata solo per le produzioni locali comparandola nelle valutazioni alla famosa omonima piemontese.

Le prime testimonianze di un vitigno aromatico denominato Barbera, molto diffuso nella zona, risalgono alla metà dell'ottocento per opera degli agronomi Gasparrini e Frojo.

È un vitigno che è riuscito a sopravvivere nonostante la concorrenza spietata dell'Aglianico e di numerose uve importate, anche grazie alle sue peculiari qualità.

La Barbera del Sannio ha grappoli a spargolo con chicchi piccoli e come detto delicati, per la buccia sottile specialmente dopo la maturazione, che giunge i primi dieci giorni di di settembre.

Barbera del Sannio

Vassoio di impianto Stewart Corinto Nero 80 centimetri

Prezzo: in offerta su Amazon a: 14,4€
(Risparmi 0,12€)


I vini del Barbera del Sannio

Il Barbera del Sannio oggi riscoperto fornisce vini di colore, leggeri e di pronta beva non adatti all'invecchiamento. Gli acini hanno alte concentrazioni di antociani, con bei profumi intensi e fruttati di ciliegia seguiti da toni floreali di rosa e viola. La bocca è dotata di tannini morbidi che si affidano ad un corpo di media struttura. Trova molti abbinamenti anche per la sua facilita d'approccio e si può bere con della semplice pasta al pomodoro fresco o con grigliate di carni bianche.

Prima in IGT con la denominazione Barbera del Beneventanoda quindici anni la Berbera ha la sua denominazione DOC Barbera del Sannio. Non facile da vinificare, è ancora una prerogativa dei produttori locali.


  • La Barbera La Barbera è un'uva autoctona italiana, originaria del Piemonte, tra le più conosciute e piantate uve rosse d'Italia fino agli anni 90 del novecento, quando “esplosero” le uve autoctone del sud, dove ...
  • Lavori in corso in un nuovo vigneto Anche se la maggior parte dei vigneti è già impiantata, ogni coltivatore deve necessariamente progettare i nuovi impianti, in relazione a molti fattori, inclusi il rimpiazzo dei vigneti vecchi ormai i...
  • Il grappolo Scientificamente il grappolo dell'uva è il prodotto dell'infiorescenza della pianta della vite, che raccoglie i frutti, detti acini e anche bacche.Per grappolo si intende tutta l'infiorescenza trasf...
  • un grappolo di Falanghina La Falanghina è una varietà molto antica, le cui origini sono abbastanza misteriose, ma con buona certezza possiamo ritenere che fosse coltivata già ai tempi dei Romani. Attualmente viene coltivata ...

Crema balsamico, colore nero glitterato, oro, 200 mL

Prezzo: in offerta su Amazon a: 11,8€


I produttori

Un ottima Sannio Barbera viene prodotto dalle Cantine Fontana delle Selve con il Thelemako DOC in purezza di 13,5% vol. Ottima luminosità nel colore rubino che apre ad aromi vinosi profondi, con fiori freschi e ciliege ben equilibrate. Bel corpo, sostenuto ma leggero con gusti fragranti e una lunga persistenza floreale. Ottimo con i paccheri all'amatriciana.

Un altro buon Barbera Sannio DOC è quello Di Santo Ugo, che apre con aromi di vegetali freschi e dolci con una bocca morbida e ben equilibrata, da provare con il pollo alla piastra e i peperoni.

Il Barbera è protagonista anche del Grotta di Futa Barbera Beneventano IGT di A Cance’llera con un olfatto alla mela cotogna, che sfumature floreali. Il palato è persistente, discretamente acido per la pasta al pomodoro fresco e basilico.




COMMENTI SULL' ARTICOLO