Vino bianco calabria

Da un lato la costa tirrenica, con lo spettacolo offerto dalle cittadine marittime che rappresentano il vanto di tutta la regione: Diamante, Capo Bonifati, Tropea, Praia a Mare; dall’altro la costa ionica, non meno frequentata ma decisamente più selvaggia. In mezzo, alcuni tra i massicci montuosi più affascinanti e profondi d’Italia: la Sila, innanzitutto, simbolo assoluto della natura calabrese, seguita dal Pollino e dall’Aspromonte. Su tutto l’arco del territorio regionale, vigneti che danno alla luce prodotti di ottima qualità. Meno conosciuti rispetto ad altri nazionali, i vini calabresi riscuotono comunque un notevole successo in ambito regionale ed entro i confini dell’Italia meridionale. Sia che ci si soffermi sui bianchi, sia che si parli dei rossi, la varietà e le particolarità non mancano. In ambito enologico, un nome che rappresenta una garanzia è sicuramente quello di Cirò. Il Cirò bianco è un vino realizzato tra i comuni di Cirò, ... continua

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      prosegui ... , Cirò Marina, Melissa e Crucoli, contraddistinto da un colore giallo paglierino intenso e da un odore fruttato e tipico. Al gusto è asciutto, delicato ed estremamente gradevole, di gradazione alcolica difficilmente supera i 12 gradi e, per quanto riguarda gli abbinamenti, dà il meglio di se quando è chiamato ad innaffiare piatti a base di pesce, piuttosto che antipasti di verdure, formaggi o comunque portate leggere. Il Cirò si ottiene spremendo le uve del vitigno principe della Calabria: il greco, dal quale si ricava tra l’altro un vino omonimo, prodotto nella zona di Reggio Calabria, nella parte meridionale della regione. Il Greco Bianco è una vera e propria specialità dell’enogastronomia locale: ha una gradazione alcolica compresa addirittura tra i 14 e i 17 gradi, un colore tendente al dorato ma non privo di riflessi ambrati e un sapore morbido e vellutato. Per ottenere il meglio dalle botti di Greco bianco, è necessario sottoporre il prodotto ad un periodo di affinamento, da portare a termine preferibilmente agli inizi di novembre, a vendemmia ultimata. Perfetto per l’accompagnamento dei desserts, il Greco Bianco è uno dei vini più tipicamente calabresi. Un’altra zona di produzione molto ricca è quella che fa capo ai comuni silani e all’alto cosentino. Qui la maggior parte dei contadini è dedita, tra le altre cose, alla produzione di vino a consumo familiare, che in molti casi è il Verbicaro Bianco, un vino dal colore giallo carico e dal sapore piacevolmente aromatico, prodotto mediante l’unione di diversi vitigni a bacca bianca: dalla guarnaccia alla malvasia bianca, al greco bianco. Stiamo parlando di un vino bianco classico, perfetto per innaffiare piatti a base di molluschi, crostacei e frutti di mare.Lo abbiamo già tirato in ballo, soffermandoci sulla variante bianca, ma dovendo parlare dei maggiori vini rossi prodotti entro i confini della regione Calabria, non possiamo che citarlo di nuovo: signori, a voi il Cirò rosso, l’eccellenza dell’enologia regionale, un vino DOC (il più antico d’Italia) prodotto tra Cirò e Cirò Marina, sullo Ionio, e in parte a Melissa e Crucoli. Vanta le proprietà organolettiche dei grandi vini, e non a caso è ritenuto da molti il “Barolo del Sud”: un colore rosso rubino molto intenso, un odore pieno e persistente e un sapore che con il passare del tempo diventa sempre più vellutato e corposo, ma che mantiene sempre una nota evidente di armonia e calore. La tradizione vuole che questo fosse il vino offerto ai vincitori delle Olimpiadi nell’Antica Grecia. Infine, per quanto concerne gli abbinamenti, oltre ad andare a nozze con piatti di carne rossa e bianca, il Cirò rosso accompagna benissimo portate insaporite con il peperoncino piccante, ma anche formaggi e salumi tradizionali, e selvaggina. Altri vini rossi molto apprezzati in Calabria, ma anche nelle regioni limitrofe, sono il Savuto, il San Vito di Luzzi, il Bivongi, il Donnici, il Lamezia Rosso riserva e il Pollino rosso superiore. In generale, malgrado la presenza del mare, i calabresi preferiscono di gran lunga i calici rossi a quelli bianchi. Per quanto concerne il novero dei vitigni più comuni in Calabria, è impossibile non includervi il Gaglioppo, a bacca rossa: è il padre dei vitigni autoctoni calabresi, importato, come molti di quelli presenti nel bacino del Mediterraneo, dai greci. Numerosi vini DOC si ottengono anche delle summenzionate uve Greco Bianco, piuttosto che dal vitigno Montonico, padre del Bivongi, del Donnici e del Pollino. Tra i più importanti, non si può non considerare il Prunesta, da cui vedono la luce numerosi vini IGT, e lo stesso si può dire per il Greco Nero, il Guarnaccia e il Pecorello Bianco. Chi è intenzionato ad intraprendere un viaggio alla scoperta delle varietà enogastronomiche più valide della regione, ha soltanto l’imbarazzo della scelta, in quanto sono tante le cantine pronte ad accogliere clienti, turisti e visitatori. Nella zona di Cirò operano per esempio la Colli Capoano, l’Azienda Agricola De Luca e la Cantina Francesco Malena, mentre nel cosentino si possono visitare l’Azienda Grisolia e la Cantina Matera Lidia.
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