Vino bianco emiliano-romagnolo

Le antichissime tradizioni enologiche dell'Emilia-Romagna sono testimoniate dal ritrovamento nel 1878 di una grande coppa di argento di epoca romana detta "Gutturnium" da cui trae il nome uno dei vini della regione: il Gutturnio. Al giorno d’oggi l'Emilia-Romagna è una delle regioni italiane che produce più vino: a partire dalle pendici dei monti Appennini fino alle pianure del fiume Po e alle coste dell'Adriatico il paesaggio è dominato dai vigneti. In questa regione le tradizioni vitivinicole si sposano con enorme successo con le tradizioni gastronomiche: cibo e compagnia e un buon bicchiere di vino sono caratteristiche fondamentali dell’ Emilia Romagna. Le zone di produzione vitivinicola principali sono: Piacenza e Bologna, area caratterizzata dal vitigno Lambrusco. Questo vitigno è autoctono, dalle origini antichissime. Alcuni pensano che derivi dalla vite silvestre che cresceva spontaneamente al tempo degli antichi romani. Il vitigno Lambrusco dà origine al vino omonimo che, ... continua


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      prosegui ... , curiosamente, viene considerato il vino giovane per eccellenza. È un rosso frizzante dal caratteristico profumo fruttato, che si abbina bene ai salumi locali. Si coltivano nella stessa area geografica vitigni di importazione come il Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay che danno il meglio di sé sulle colline intorno a Bologna, dove regna un clima ed è presente un terreno particolarmente propizi alla vitivinicoltura.

      Altra zona di produzione la si trova tra Bologna e Rimini: questa fascia geografica è intensamente coltivata, dove il vitigno più diffuso è quello a bacca rossa, il Sangiovese. È questa l’area che dà origine anche al primo vino bianco italiano che ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, meglio conosciuta come D.O.C.G.: l'Albana di Romagna. Questo vino si ottiene dal vitigno autoctono omonimo, che la tradizione fa discendere dagli antichi romani, può essere secco, amabile, dolce e passito.

      L’Emilia Romagna è ai primi posti in Italia per la produzione di vini DOC. Solo l’Albana di Romagna può figurarsi come vino DOCG.

      Tra i vini DOC, citiamo: Colli di Parma, Trebbiano di Romagna, Colli di Rimini, Colli di Scandiano e Canossa, Colli Piacentini, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco di Grasparossa di Castelveltro, Lambrusco di Salamino di Castelveltro, Pagadebit di Romagna, Colli Bolognesi e Colli Bolognesi Classico, Reggiano, Reno, Sangiovese di Romagna, Bosco Eliceo, Cagnina di Romagna, Colli di Faenza, colli di Imola.

      Tra i vini IGT, nominiamo: Sillaro o Bianco del Sillaro, Val Tidone, Rubicone, Modena o Provincia di Modena, Emilia o dell’Emilia, Forlì, Fortana del Taro, Colli Imolesi, Ravenna.

      L’Albana, nel tempo, ha cambiato le proprie caratteristiche: all’inizio del nostro secolo era un vino passante e poco impegnativo. Veniva prodotto in piccole quantità da viticoltori del Bertinoro.

      Negli ultimi decenni ha subito una trasformazione riguardante le sue caratteristiche, che gli hanno permesso una crescita qualitativa.

      L’Albana è stato riconosciuto vino DOC nel 1967 e DOCG nel 1987. La sua area di produzione si estende alle province di Forlì, Ravenna e Bologna.

      È un vino secco, giallo paglierino, che con gli anni tende al dorato. Ha un odore leggero, caratteristico, qualche volta fruttato, tendente alla pesca. Ha un sapore asciutto, lievemente tannico, caldo e armonico, con un sapore finale che ricorda la mandorla tostata. La sua gradazione alcoolica complessiva minima è pari a 11,5% vol.

      L’ Albana amabile ha un sapore leggermente dolce con gradazione alcoolica pari a 12% vol.

      L’Albana dolce ha un sapore più zuccherino con tasso alcoolico uguale all’amabile.

      L’Albana passita, invece, ha un colore giallo tendente all’ambrato, ha un sapore vellutato, gradevolmente amabile o dolce. La sua gradazione alcoolica è pari a 15,,5% vol.

      L’Albana può essere secco o dolce, con diversa gradazione alcoolica e per questo motivo può accompagnare sia cibi salati, sia dolci.

      La varietà secca è un vino che si sposa con tutti i pasti, soprattutto quelli estivi: frutti di mare crudi, sashimi e carpaccio di pesce. Si abbina con creme di verdure, risotti vegetariani e di mare e con spaghetti alle vongole. Accompagnano secondi piatti come verdure ripiene al forno, zucchine trifolate,la ratatouille. Le produzioni meno corpose creano un buon connubio con pesci bolliti o lessati.

      La varietà amabile dell’Albana, se poco zuccherino, si può abbinare a cibi salati con componente dolce: pasticci di fegato o foie gras. Può accompagnare formaggi come il gorgonzola e dessert moderatamente dolci, soprattutto se sono secchi.

      L’Albana dolce può abbinarsi a qualsiasi dolce.

      L’albana passita può essere servito a 10°C come aperitivo o a temperatura ambiente per accompagnare i pasti. Se servito con i dessert è da provare insieme a dolci al cioccolato come torte glassate al cioccolato o pasticcini di crema inglese al cioccolato.