Perché il Prosecco frizzante
Come moltissimi vini, il Prosecco viene vinificato anche in versione frizzante, il che rappresenta una precisa scelta strategica e commerciale, sempre presa in base a una qualità indubbiamente elevata di questa denominazione.
Pur mantenendo le sue qualità organolettiche, il Prosecco frizzante risulta di più semplice beva, anche in considerazione della sua vendita verso le generazioni giovani e i profani del vino, che in questo modo possono avvicinarsi al mondo Prosecco gradualmente, fino ad arrivare ad apprezzare anche i prodotti più complessi. Lo spumante infatti risulta essere si un prodotto comunque giovanile, essendo il vino della festa, ma rimane comunque anche un vino di grandi tradizioni e qualità, spesso molto complesso e non sempre facile da bere e decifrare. Il vino frizzante rende più semplice la degustazione, pur mantenendosi nella tipologia delle bollicine. Certamente i prosecco frizzante non riescono a raggiungere i livelli qualitativi dello spumante, ma sono comunque dei buoni compagni per i pasti o in aperitivo con gli amici.
Come si ottiene
Il Prosecco frizzante si ottiene per rifermentazione in bottiglia o in autoclave, e ha una pressione atmosferica inferiore a quella degli spumanti e dei Satèn.
La rifermentazione in bottiglia, che prevede dei costi maggiori, è utilizzata raramente, preferendo la più economica ma comunque molto precisa qualitativamente, rifermentazione in autoclave. I due procedimenti comunque, al di la delle sfumature, seguono gli stessi principi per la rifermentazione con l'aggiunta di lieviti e zucchero per far ripartire la fermentazione.
Generalmente il vino base viene lasciato riposare durante l'inverno, in modo da eliminare il tartaro e chiarificarne le caratteristiche tramite le temperature fredde.
Passato l'inverno vengono aggiunti i lieviti selezionati e lo zucchero, che riescono ad agire a basse temperature. Una volta raggiunta la pressione desiderata, la fermentazione viene arrestata tramite l'abbassamento della temperatura. I lieviti precipiteranno verso il fondo, in una decina di giorni, in modo da consentire il travaso del vino e l'imbottigliamento.
Dopo un periodo di riposo minimo di 6 o 7 settimane il vino può essere commercializzato.
Gli abbinamenti e le aziende
Meno famosi e diffusi degli spumante, i Prosecco frizzante non hanno mai conquistato le vette dell'enologia nazionale, anche se sono vini di buona qualità.
Tra i frizzanti di un certo pregio, segnaliamo il De Faveri con il Prosecco Colli trevigiani Frizzante Selezione Bottiglia Nera, di un bel paglierino e una spuma persistente. Ottimi aromi di mela, pera e fiori d'acacia. Il palato è fruttato e acido, ottimo per l'insalata di farro e calamari. Il suo frizzante generico è invece un ottimo accompagnamento per il prosciutto. Tra i più convenienti nel rapporto qualità-prezzo abbiamo il Frizzante Ruralia di Francesco Druisian.
Ottimo il Frizzante Bosco delle Fate di Montesel, verdolino e dai sentori agrumati e di mela, avvolte dal glicine e la mineralità. Fresco e sapido, il palato si segnala per una discreta cremosità. Ottimo con le frittate di verdure. Tra i piu famosi è bene ricordare il Martini e il Carpené Malvolti.
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