Vino rosso lazio

Ci sono terre famose nel mondo per rappresentare vere e proprie roccaforti dell'enologia, ed altre conosciute per altre ragioni: l'importanza delle città che contengono, la ricchezza di monumenti, la bellezza dei paesaggi. Il Lazio è annoverabile sicuramente nella seconda categoria, ma come tutte le regioni italiane, vanta un patrimonio enogastronomico da non trascurare. Se parlare del Piemonte, del Friuli Venezia Giulia e della Toscana, vuol dire fare riferimento a territori noti nel mondo per aver dato alla luce bottiglie eccezionali, soffermarsi sulla tradizione laziale, implica aprire i propri orizzonti alla possibilità di scoprire sorprese e prodotti eccellenti. Sia che si parli di vini rossi, che di bianchi, rosati e vini da desserts, il Lazio è pronto a dire la sua nell'invidiabile bagaglio nazionale. Una delle zone più famose a livello regionale per la produzione vinicola è quella rintracciabile nella parte meridionale, ... continua

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vigne nel Lazio
Cesanese del Piglio
La zona vinicolo del Cesanese del Piglio è un'area poco estesa in provincia di Frosinone, nei dintorni del del monte Scalambra tra le valli dei fiumi Sacco e Aniene. La geologia della zona è costitui ... vai alla pagina Cesanese del Piglio
Il Cesanese di Affile
Cesanese di Affile
La piccola area di produzione del Cesanese di Affile è nella provincia di Roma, ad est della capitale, su terreni costituiti da sedimenti alloctoni del complesso ligure e subligure del Cretaceo superi ... vai alla pagina Cesanese di Affile
Il Circeo DOC
Circeo
L'area è situata nel Lazio meridionale, in provincia di Latina, e si estende lungo la fascia costiera a nord e a sud del promontorio del Circeo, nella Pianura Pontina. È una zona di recente vocazion ... vai alla pagina Circeo
prosegui ... , nella zona del Parco Nazionale del Circeo, dove vengono prodotti vini rossi e bianchi. Il Circeo Rosso è un vino realizzato in due varianti, amabile e frizzante, nel territorio della provincia di Latina. Vanta un colore rosso rubino piuttosto intenso, che assume note violacee con il procedere dell'invecchiamento; ha un odore tipicamente vinoso ed un sapore armonico e tannico al punto giusto. In fase di produzione, si utilizzano per l'85% uve Merlot, si tratta di un vino semplice, a tutto pasto, da abbinare sui piatti più vari, sia a base di carne che di pesce. LIl novero dei rossi laziali non può che proseguire con una sosta nei dintorni della provincia di Frosinone, nella parte più bassa della regione, nell'area che circonda i Colli Romani. Molto probabilmente, stiamo parlando della zona più conosciuta dal punto di vista enogastronomico. Ogni anno, sono migliaia le persone che raggiungono Albano Laziale, Frascati, Rocca di Papa, per godere della bontà dei prodotti tipici della zona. Il vino dei Castelli Romani è una vera e propria specialità, prodotta in varietà amabile, frizzante, dolce e secco, capace di coprire fette importanti della tradizione culinaria regionale. Tra i più gradevoli è impossibile non includere il Rosso Novello: un vino fermo e a tutto pasto, caratterizzato da un odore tipicamente fruttato e da un sapore fresco, armonico e rotondo; raggiunge una gradazione alcolica non superiore agli 11 gradi ed in fase di vinificazione prevede l'utilizzo di uve Cesanese, oppure di Merlot, Montepulciano o Sangiovese. Più strutturato e persistente è l'aroma che sprigiona dai calici contenenti Castelli Romani rosso amabile, il rosso più autentico della zona, contraddistinto da un sapore pieno ed armonico, per il quale è consigliata una fase di affinamento non inferiore ai 4 anni.

Non meno interessanti, nell'elenco dei vini rossi prodotti nel Lazio, sono quelli che vedono la luce nella parte più settentrionale della regione, in provincia di Viterbo. Tra i più famosi, in questo territorio, c'è sicuramente il Velletri rosso, un vino tipicamente frizzante ed estremamente gradevole, caratterizzato da un colore rosso rubino tendente al granato con il procedere dell'ìnvecchiamento, da un odore persistente, etereo e tipicamente vinoso; in bocca è sapido, vellutato, armonico e tannico al punto giusto; raggiunge una gradazione alcolica mai inferiore ai 12,5 gradi. Il Velletri rosso assume le caratteristiche che lo rendono famoso ed apprezzato a livello nazionale grazie alla fase di affinamento, che non può durare meno di 2 anni, e può arrivare fino ad un massimo di 7 anni. Viene prodotto con varie percentuali di uve Sangiovese, Montepulciano, Bombino nero e Ciliegiolo, e perfetto per accmpagnare piatti di carne grigliata, formaggi stagionati a pasta dura, ma soprattutto preparazioni a base di cacciagione e selvaggina. Lungi dal rappresentare un vino “minore” - data la facilità con la quale lo si trova nei supermercati – il Velletri rosso vanta uno dei rapporti qualità-prezzo più interessanti della regione. Per comprenderlo appieno, basta osservare da vicino i riflessi granati, la concentrazione e la consistenza che animano i calici che lo contengono. Andando nel dettaglio con l'analisi delle proprietà organolettiche, passiamo all'esame olfattivo: riconosceremo fin da subito le note peculiari di ciliegia marasca e violetta, ma non meno evidenti sono i sentori dei frutti e della vegetazione boschiva: si avvertono muschio, mora, lampone e prugna. Tale complessità è confermata in pieno dall'esame gustativo: il Velletri Rosso ha corpo e morbidezza, ma anche la giusta tannicità. Per quanto concerne il retrogusto, è contraddistinto dalle note tipiche che donano i terreni vulcani del nord del Lazio: in un contesto finissimo, fanno la loro comparsa anche lievi note di mandorla. Insomma, stiamo parlando di un grande vino rosso, da servire ad una temperatura massima di 18 gradi centigradi, dopo averlo stappato già da un paio d'ore. E' preferibile versarlo in un decanter per farlo ossigenare bene, prima di sorbirlo. Quanto agli abbinamenti, questo rosso dà il meglio di sé sui brasati, sui grandi piatti di carne arrosto e selvaggina. Un altro vino rosso estremamente gradevole, prodotto sempre nella parte settentrionale della regione Lazio, è il Cerveteri, realizzato sia in versione novello, che amabile e frizzante. La legge ne regolamenta la produzione esclusivamente nella provincia di Viterbo: si tratta di un vino fermo contraddistinto da un colore rosso rubino intenso, tendente al violaceo, e da un odore fresco e tipicamente vinoso. Ha una gradazione compresa tra gli 11 e i 12 gradi e un sapore asciutto. Vinificato con uve Sangiovese, Canaiolo, Montepulciano e Cesanese, il Cerveteri rosso ha un ottimo tenore alcolico e vede la luce per mezzo dell'unione dei tre maggiori vitigni dell'Italia centrale. Per quanto concerne la coltivazione, interessante è notare come a partire dagli anni '60 e '70, nella zona si è diffuso il sistema dei vigneti “a tendone”, mentre comuni laziali da considerare come roccaforti della produzione del Cerveteri sono: Civitavecchia, Santa Marinella, Ladispoli, Allumiere, Tolfa, Arquinia e, naturalmente, Cerveteri.

In provincia di Viterbo, ed annoverabile tra i vini rossi più antichi ed apprezzati d'Italia, c'è l'Aleatico di Gradoli, prodotto da un vitigno importato in Italia dai Greci. E' un vino che va affinato per quattro anni, prima di presentare il colore rosso granato e le note violacee che ne rappresentano la caratteristica più evidente. Si tratta di un vino molto aromatico, caratterizzato da un profumo tipicamente vinoso, ma non privo di note fruttate. In bocca è morbido, vellutato e dolce, pertanto è perfetto per innaffiare piatti dolci. Viene prodotto mediante l'utilizzo esclusivo di uve Aleatico. Noto anche come Leatico e Liatico, questo vitigno è tipicamente mediterraneo, ma la denominazione dipende dalla zona di coltivazione: distinguiamo, pertanto, un Aleatico di Firenze, ma anche un Aleatico di Portoferraio e di Benevento. I grappoli di Aleatico sono famosi per avere un colore blu-vermiglio, ma soprattutto per la vigoria e la consistenza; maturano generalmente negli ultimi dieci giorni di settembre ed offrono una produttività media, ma costante. Per quanto riguarda le zone dove la produzione è più intensiva, fanno capo principalmente alla regione Toscana. Assolutamente da menzionare sono i vini rossi prodotti con queste uve sull'Isola d'Elba, ma anche nel grossetano ed a Capraia. Con il nome di Vernaccia rossa di Pergola, invece, l'Aleatico viene prodotto nella Marche, nella zona che circonda la città di Pergola, mentre in Umbria troviamo queste uve in provincia di Orvieto e nei dintorni del Lago di Corbara. Tra bianchi, rossi e rosati, l'enologia laziale può contare su 26 etichette protette, di cui una soltanto gode della Denominazione di origine controllata garantita: si tratta del poco conosciuto Cesanese del Piglio, coltivato e prodotto in un'area decisamente ampia e compresa tra vari comuni della provincia di Frosinone. Oltre che a Piglio, lo troviamo a Serrone, Anagni, Acuta e Paliano. Si tratta di un vino fermo, che alla vista si presenta rosso rubino, ma tende ad assumere evidenti note di granato con il procedere dell'invecchiamento; vanta un odore delicato e tipico ed un sapore morbido, contraddistinto da chiare note amarognole nel retrogusto. Ciò che rende questo vino diverso da tutti quelli che vengono prodotti nel Lazio, è molto probabilmente la fase di affinamento. Il Cesanese del Piglio viene messo in vendita a partire dal primo luglio dell'anno successivo alla vendemmia; l'invecchiamento avviene prima in recipienti di legno, poi in bottiglie semplici. Nel caso quest'ultima fase raggiunga un periodo compreso tra i 20 mesi ed i sei anni, parliamo di Rosso Riserva. Stiamo parlando di un vino rosso di pregevole fattura, che vede la luce mediante l'utilizzo pressoché esclusivo di uve Cesanese di Affile (90%), mentre il restante 10% è composto da altre uve a bacca nera tipiche della regione Lazio, ed idonee all'accoppiamento con queste. Adesso parliamo di turismo. Proprio così: perché se vi capita di varcare i confini della regione che custodisce la città di Roma, dopo aver visitato i monumenti della capitale, fate pure un giro nelle aree più importanti sotto il profilo enogastronomico. Da tempo, riscuote notevole successo la zona dei Castelli Romani: qui è nata una DOC incentivata anche dal nome dell'area. Il termine “castello” esercita un richiamo forte, soprattutto in quanto abbinato al “Romani” ed alla città eterna. Un'altra area interessante, ricca di cantine ed itinerari enogastonomici, è quella che si estende intorno ai Colli Etruschi e ai Colli della Sabina. Specie durante la stagione primaverile o estiva, visitare questa zona può essere un'esperienza di assoluto valore, sia sotto il profilo paesaggistico, che enogastronomico.