Vino rosso siciliano

Le tradizioni vitivinicole della Sicilia risalgono all’incirca a 3000 anni fa e riguarda tutte le popolazioni che hanno abitato l’isola e che si sono cimentati nella pratica enologica, aiutati anche dal fatto che qui la vite trova uno degli habitat più favorevoli grazie al clima caldo e ventilato: prima i fenici, poi i greci, poi gli antichi romani. Al giorno d’oggi la Sicilia è la regione che , in Italia, produce più vino. La maggior parte del vino prodotto viene usato nell’ambito commerciale sfuso per tagliare i vini più deboli del nord Italia o di altre regioni ed è da qui che proviene il detto

"in ogni vino italiano scorre sangue siciliano". Affianco a cotanta produzione, però, sono nati dei piccoli produttori che fanno della qualità il loro cavallo di battaglia e grazie alle condizioni ambientali decisamente favorevoli riescono a dare vita a delle vere e proprie perle enologiche.

Le zone vitivinicole principali nell’isola siciliana sono:

• Nella punta estrema ad ovest dell'isola si sviluppa la zona di Trapani che comprende anche l'isola di Pantelleria situata a circa 100 chilometri dalla costa siciliana. E' questa la zona di produzione del famoso vino Marsala che prende il nome dalla città omonima: di origine romana, ... continua


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      prosegui ... , affinato molti secoli dopo dagli spagnoli e diffuso in tutto il mondo dagli inglesi sul finire del XVIII secolo, può essere bianco o rosso, secco, amabile o dolce. Negli anfratti di Pantelleria, al riparo dai venti che soffiano impetuosi, si coltiva invece un vitigno di origine araba, lo Zibibbo, le cui uve poste ad essiccare al sole dagli schivi e orgogliosi vignaioli di questa piccola isola, danno origine al raro Moscato Passito di Pantelleria, vino da meditazione dal colore ambrato e dal profumo delicato.

      • Nella punta a nord est dell'isola si estende la zona di Messina che comprende anche l'arcipelago delle Eolie. E' nelle piccole isole di Salina e Stromboli che si produce uno dei vini più antichi e nobili di Italia: la Malvasia delle Lipari. Ottenuto dal vitigno autoctono omonimo, coltivato con grande fatica tra le aspre rocce di origine vulcanica, ha colore giallo ambrato e profumo aromatico caratteristico.

      • Infine nella punta a sud est dell'isola si sviluppa la zona di Ragusa dove si produce uno dei vini più interessanti del panorama enologico siciliano: il Cerasuolo di Vittoria. Il colore caratteristico rosso ciliegia e la città di Vittoria hanno dato origine al nome. E' un vino robusto e caldo che bene si abbina con la cacciagione e soprattutto con i cibi piccanti tipici delle regioni calde come la Sicilia.

      Nonostante in Sicilia non ci siano zone vitivinicole DOCG, la produzione del vino ugualmente eccelle in qualità. Di particolare interesse sono i vini da tavola classificati come IGT, una categoria particolarmente utilizzata in Sicilia e nella quale si trovano molti dei vini prestigiosi e famosi dell'Isola. In Sicilia sono attualmente previste 19 DOC.

      Tra i vini DOC elenchiamo: Delia Novelli, Moscato di Noto, Moscato di Pantelleria. Moscato di Siracusa, Alcamo, Cerasuolo di Vittoria, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Marsala, Eloro, Etna, Faro, Malvasia delle Lipari, Menfi, Monreale, Santa Margherita di Belice, Sciacca.

      Tra i vini IGT, cioè di indicazione geografica tipica, possiamo citare: Salemi, Salina, Camarro, Colli Ericini, Fontanarossa di Cerda, Sicilia e Valle Belice.

      Tra i vini rossi più celebri dell’isola siciliana possiamo citare il marsala. Vi è un filo sottile che unisce il marsala, il madeira, il porto, lo sherry, il samos, il malaga, lo stesso commandaria cipriota e così via. Questi vitigni sono coltivati ad alberello, in un ambiente il cui clima è caldissimo, talvolta addirittura torrido. Dopo la raccolta le uve, che già sono ricche di zuccheri vengono spesso lasciate essiccare. Alcuni vini vengono corretti con sostanze dolcificanti oppure, qualche volta con dei distillati, come nel caso del marsala, porto e sherry. Tali caratteristiche le possiamo trovare in una regione: la vite venne messa a dimora in queste terre calcaree, argillose o ciottolose dai coloni greci a partire dall’VIII secolo a.C. In questi paesi i coloni adoperavano i medesimi sistemi medesimi di allevamento impiegati in Grecia. La vite infatti veniva potata ad alberello per far sì che la chioma della pianta potesse far ombra al proprio piede, specialmente nelle ore più calde in modo tale da proteggerlo dal caldo eccessivo. Nelle regioni più temperate invece le viti sono coltivate con sesti di impianto che garantiscono una maggiore esposizione ai raggi solari delle piante. Un’altra pratica enologica praticata dai coloni greci è la dolcificazione del vino, praticata aggiungendo alla bevanda un composto detto hepsema. Tale pratica però non era di origine greca, ma il merito lo si può attribuire agli arabi i quali diffusero la tecnica della distillazione. Il marsala deve il suo essere celebre a due fratelli, mercanti inglesi, i Woodhaouse. Questi due uomini, intorno al 1770 intraprendendo un viaggio in Sicilia scoprirono qui questo vino che ricordava lo sherry, il porto, il madera e intuirono immediatamente che avrebbero potuto inserirlo nel commercio traendone grossi profitti. Alcuni sostengono che i Woodhouse aggiunsero dell’acquavite al marsala per permettere il trasporto, realizzandone così la formula. Successivamente, constatato il successo del marsala spedito in Inghilterra, i Woodhouse diedero il via ad una loro produzione anche in Sicilia. Fu da quel momento che il marsala divenne un vino famoso a livello internazionale. Cotanto successo non fece altro che scaturire l’interesse di un altro imprenditore inglese, Benjamin Inghamm, che aprì una nuova cantina sul lungomare di Marsala. Da quel momento il vino andò incontro a periodi di gloria e di decadenza, in quanto tutta questa fama comportò l’interesse di speculatori che, approfittando dell’assenza di leggi che tutelassero il marsala, diedero vita a produzioni scadenti offuscandone il buon nome. Al giorno d’oggi il marsala, ottimo vino sia per quel che riguarda il sapore che per quanto concerne la qualità, merita davvero di essere degustato per potere provare il suo gusto ricco di aromi soprattutto se soggetto ad un lungo invecchiamento. Questo viene prodotto nella Sicilia occidentale, in tutti i comuni della provincia di Trapani. I terreni su cui si estendono i vigneti appartengono a due tipologie: uno arido color mattone chiaro che caratterizza la zona classica e uno siliceo ad est. Il clima è caldo e ricco di sole. Il marsala può essere prodotto sia in oro, in ambra e in rubino: per le prime due qualità vengono utilizzati i vitigni grillo o catarratto e/o anzonica; per quel che riguarda il marsala color rubino, invece, vengono impiegati il perricone e/o il calabrese detto nero e/o il nerello mascalese. Il marsala color rosso rubino con l’invecchiamento acquisisce riflessi ambrati. Il profumo è profondo con presenza di aromi di miele e ricordi di vaniglia, è ampio e piacevolmente etereo. Possono essere avvertiti odori di ginestra, di uva passita e di mandorle. Il sapore secco, semisecco o dolce è caldo, morbido, corposo e dotato di un retrogusto amarognolo. Il marsala viene classificato in base alle caratteristiche e al tipo di invecchiamento nelle seguenti categorie:

      • Fine: ha una gradazione alcolica minima non inferiore a 17° e deve invecchiare almeno un anno. La varietà ambra deve essere vinificata impiegando almeno l’1% di mosto cotto;

      • Superiore: la gradazione minima è di 18° e l’invecchiamento minimo in due anni in botti di legno

      • Superiore riserva: stessa normativa per il superiore con una differenza per quel che riguarda l’invecchiamento, in questo caso si tratta di quattro anni

      • Vergine e/o solera: vinificato senza nessuna aggiunta, deve invecchiare cinque anni in botti di legno ed avere una gradazione alcolica minima di 18°

      • Vergine e/o solera stravecchio o vergine e/o solera riserva: ha un invecchiamento minimo di dieci anni.

      Secondo la quantità di zucchero il marsala si distingue in tre tipi:

      • Secco: zuccheri rimanenti inferiori a 40g per litro;

      • Semisecco: zuccheri compresi tra 40 e 100g per litro;

      • Dolce: con zuccheri superiori a 100g per litro.

      I marsala secchi e invecchiati vanno serviti a 6°C e sono vini da fuori pasto, se invece sono proposti a 10°C sono da considerare degli ottimi aperitivi, oppure possono essere degustati a temperatura ambiente in luogo di un distillato o a conclusione di un pranzo. I più dolci sono, invece, vini da dessert, serviti a 12°C accompagnati da pasticceria da forno, dolci lievitati e frutta matura. Infine il marsala può anche creare un ottimo connubio con formaggi piccanti ed erborinati.

      Tra i vitigni più celebri della Sicilia possiamo citare il Nero d’Avola, la cui origine è ancora incerta. Le caratteristiche di questo vitigno sono: pianta vigorosa, foglia medio-grande, intera o trilobata, di forma cuneiforme pentagonale; grappolo da medio a grande, cilindrico o cilindro-conico, alato, mediamente compatto, acini medi da troncovoidi ad ovoidi, buccia pruinosa di colore blu-nero. Maturazione media. I vini Nero D’Avola si distinguono in base alle zone di coltivazione della vite, hanno un colore rosso rubino carico, un sapore aromatico con note fruttate, floreali e speziate, ottima struttura gustativa, tannici, corposi, equilibrata acidità e morbidezza, armonici nel complesso. Un altro vitigno storico della Sicilia che si coltiva da tempi immemorabili è il Catarratto, le cui caratteristiche sono: pianta mediamente vigorosa, foglia da media a medio-grande, di forma da pentagonale ad orbicolare, con 3-5 lobi; grappolo medio, conico o piramidale, più o meno allungato, compatto, generalmente alato, acini medi, sferoidali, buccia di colore verde-giallo. Maturazione media. Anche il Malvasia di Lipari è un vitigno siciliano, le sue proprietà sono: Pianta mediamente vigorosa, foglia medio-piccola, cuneiforme, pentalobata; grappolo medio, da cilindrico a cilindro-conico, allungato, alato, spargolo, acini medio-piccoli, da rotondi ad ellittico-corti, buccia sottile di colore giallo-dorato, polpa dolce, sapore aromatico. Maturazione media.