Vino bianco marche

Dalla Vernaccia di Serrapetrona al Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Matelica, passando per il Bianchello del Metauro e il Lacrima del Morro d'Alba: sono ben 13 le etichette DOC rintracciabili spulciando nel ricco e gustoso bagaglio dell'enologia marchigiana. Ricca e tutta da scoprire sia per quanto riguarda il novero dei vini rossi, che dei bianchi. Sia in corrispondenza delle propaggini del Monte Conero, la principale vetta della regione, che nelle pianure e lungo la costa, trovano origine numerosissimi vigneti, patria di vini poco conosciuti (almeno rispetto ai capostipiti dell'enologia italiana), ma a ben vedere eccezionali, sia per quanto concerne la storia che le proprietà organolettiche. Cominciamo parlando di uno dei vini bianchi migliori tra quelli che può sorbire chi visita le Marche, ovvero il già citato Bianchello del Metauro. Si tratta di un vino fermo, ... continua

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      prosegui ... , caratterizzato da un colore giallo paglierino particolarmente carico, e da un profumo vinoso, delicato e tipico; in bocca il Metauro è estremamente gradevole, pienamente armonico ed asciutto. Come gran parte dei vini bianchi, dà il meglio di sé quando consumato fresco, ad una temperatura massima di 12 gradi, ed in accompagnamento a piatti di pesce. La legge regolamenta l'area di produzione del Bianchello del Metauro in gran parte dei territori della provincia di Pesaro-Urbino, in una zona che parte dal Mare Adriatico e raggiunge l'entroterra, passando per colline ed altipiani che si stagliano lungo il corso del fiume Metauro: è proprio nella parte settentrionale del corso d'acqua che vide la luce la produzione originale del Bianchello, un vino semplice ma dotato di una sottile e sorprendente personalità. L'elenco dei vini bianchi marchigiani non può che proseguire con il Verdicchio dei Castelli di Jesi superiore, un fermo contraddistinto da un colore giallo paglierino tenue e da un odore lievemente fruttato. Al gusto il Verdicchio è sapido, asciutto e fresco, ma presenta anche un gradevole retrogusto amarognolo. Stiamo parlando di un vino DOCG la cui produzione è consentita solamente nelle province di Ancona e Macerata: tra tutti i bianchi della regione è probabilmente quello che innaffia meglio i piatti a base di pesce che caratterizzano maggiormente la tradizione culinaria marinara delle Marche. Dai primi ai risotti, alle zuppe di pesce, passando per gli antipasti a base di pesce crudo, alle grigliate di pesce, passando per orate, spigole e sgombri al forno. Non mancano, tuttavia, coloro che lo preferiscono sulle carni bianche: in particolare sul coniglio. Un vino particolare è sicuramente il Falerio dei Colli Ascolani, che tocca una gradazione alcolica spesso vicinissima ai 12 gradi ed è caratterizzato da un colore giallo paglierino piuttosto spento. Si tratta di un DOC tipico della provincia di Ascoli Piceno, che vanta un sapore fresco e leggermente acidulo, perfetto per i piatti a base di pesce. Parlare di vino, entro i confini della regione marchigiana, vuol dire soffermarsi, volente o nolente, su quella che rappresenta la specialità della categoria, l'eccellenza in ambito enologico, ovvero il Conero DOCG, un vino rosso contraddistinto da un corpo tipico di pochissimi altri vini, che dà il meglio di sé quando invecchiato a lungo (mai meno di 2 anni, mai più di 6-7 anni). Se dovessimo scegliere un vino a rappresentanza della tradizione enologica marchigiana, opteremmo sicuramente per il rosso Conero, un vino veramente speciale. La legge ne consente la produzione soltanto entro i confini della provincia di Ancona. Ha un colore rosso rubino impenetrabile ed un odore da cui traspaiono, oltre ad evidenti note di liquirizia e tabacco, sentori di frutti rossi e ciliegia selvatica. Fruttato è anche il sapore, arricchito da note di frutti di bosco, prugna e mora. Contrariamente a quanto si possa pensare, il territorio marchigiano è tra i più ricchi di vitigni: sia in riferimento alle uve a bacca bianca che a bacca nera, sono molteplici le specialità rintracciabili tra le varie province. A partire dalla Lacrima di Morro d'Alba, da cui si produce un vino rosso assolutamente gradevole. Sempre a bacca nera sono il vitigno Ciliegiuolo, da cui vede la luce un vino rosso liquoroso, e il tipico Sangiovese, rintracciabile praticamente in tutto il Centro Italia. A bacca bianca, oltre alle uve Maceratino, meritano una menzione la Malvasia e il Trebbiano Toscano, piuttosto che il Bianchello del Metauro e il Pecorino. Numerose sono anche le cantine aperte al pubblico tutti i giorni, roccaforti delle maggiori produzioni enologiche nazionali. Nell'anconetano, per esempio, sono visitabili le cantine Silvestroni, Oltrevino, e Badiali & Candelaresi. Il Tannino Orgoglioso, La Collina e l'Azienda vinicola Pezzoli sono invece situate nella provincia di Ascoli. Tra le più conosciute, in questa zona, ci sono le Cantine Fratoni e l'Enoteca Lucchi De Re Coquinaria, ma anche “Il Mosto Antico”, di Fermo (AP).