Vino Nobile di Montepulciano

Vino rosso toscano

Vino Nobile di Montepulciano

Il nobile di Montepulciano viene prodotto in una zona corrispondente alla Val di Chiana, in particolar modo nella sua parte più bassa, nell'omonimo comune di Montepulciano.

di Redazione

04 settembre 2011

Zona di produzione

Il nobile di Montepulciano viene prodotto in una zona corrispondente alla Val di Chiana, in particolar modo nella sua parte più bassa, nell'omonimo comune di Montepulciano. L'origine dei terreni in cui vengono coltivate le viti è pliocenica l'altitudine è, nella maggior parte dei casi, inclusa tra un minimo di 250 metri ed un massimo di 580 metri sopra il livello del mare. Montepulciano e le sue origini sono legate a doppio filo con le popolazioni etrusche che vi abitarono, ma questo comune può vantare da secoli una grande tradizione di vigne e di vini. In pratica, il comune di Montepulciano è legato, praticamente dalla sua nascita, al vino, come possono testimoniare numerosi reperti etruschi che sono stati ritrovati (come ad esempio una tazza da vino risalente ad una tomba etrusca rinvenuta nei pressi di Montepulciano).

Storia

Un documento è sempre una pietra miliare che identifica l'origine di un vino: in questo caso il “pezzo di carta” più antico che si può ricollegare facilmente al vino nobile di Montepulciano risale al 789. In questo anno, infatti, il chierico Arnipert propone alla Chiesa di San Silvestro, nella località di Lanciniano sull'Amiata, un piccolo appezzamento di terra coltivata a vigna posta. Con il passare del tempo, i vigneti appartenenti a monsignor Pulitianus sfornavano vini dalla qualità estremamente elevata e, con l'arrivo del 1500, anche un esimio parere si espresse sulla qualità del vino che venne prodotto nella zona di Montepulciano: stiamo parlando di Sante Lancerio, ovvero il bottigliere di papa Paolo III. Gli apprezzamenti a questo vino non mancarono nel corso del tempo e furono uno dopo l'altro, sempre più illustri: tra gli altri, trovò spazio anche il parere dei Francesco Redi, medico, ma anche poeta e naturalista, che esaltò le qualità di tale vino. Nel momento in cui si arrivò al 1900, le qualità e l'apprezzamento per il Nobile di Montepulciano sembravano diminuire a vista d'occhio, sopratutto per via dell'imponente diffusione che stava avendo, in quegli stessi anni, il Chianti. Nel corso degli anni Sessanta si assistette ad un ritorno sulla scena del Montepulciano, anche grazie all'opera di conversione intrapresa da molte aziende per realizzare gli impianti vitati rispettando le esigenze contenute all'interno della DOC. In seguito, arriva anche il riconoscimento come DOCG e, da questo momento in poi, il Nobile di Montepulciano può vantare un'ottima ripresa produttiva.

Vitigni

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in precedenza, il Sangiovese (che viene chiamato con il nome di Montepulciano Prugnolo gentile), presenta una percentuale minima che si aggira intorno al 70%. In alcuni casi può essere anche presente il Canaiolo nero, per una percentuale che, in ogni caso, non arriva e non può superare la soglia del 20%; i vitigni possono anche essere rappresentati, sempre presenti all'interno di autorizzazioni e raccomandazioni specifiche, da territorio all'interno della provincia di Siena, a patto, però, che la percentuale di vitigni bianchi presenti non vada oltre la soglia del 10%. In questa occasione non si possono minimamente prendere in considerazione i vitigni aromatici, tranne la Malvasia del Chianti.

Invecchiamento

Per quanto riguarda questa delicata fase, possiamo affermare come il periodo debba essere considerato di almeno due anni (periodo minimo di dodici mesi, fino ad un massimo di 24 mesi) all'interno di botti realizzate in legno: la scadenza deve essere rappresentata dal 1 gennaio dell'anno che segue quello in cui è avvenuta la vendemmia.

Caratteristiche organolettiche

Il vino Nobile di Montepulciano si caratterizza per essere un prodotto che vanta una quantità ridotta, ma in compenso, presenta un livello qualitativo davvero molto elevato. Le origini sono altamente presenti nel suo gusto, ma anche all'interno dei suoi pregiati aromi e nei colori che denota: in tutte queste caratteristiche troviamo la bellezza e l'unicità di un vino che riesce a concentrare in sé anche al storia e la cultura di una comunità che, da molti secoli ormai, vi si dedica con attenzione e grande premura. Per quanto riguarda il colore, dobbiamo sottolineare come si tratta di un rosso rubino che, al pari del Chianti, diventa sempre più granato man mano che invecchia. Concentrandoci sull'odore, si evidenzia un profumo notevole e tipico, che da secoli porta la firma di Montepulciano. Infine il sapore di questo vino è tipicamente asciutto e molto ben equilibrato, che può presentare in alcuni casi un tipico sentore di legno.

Abbinamenti

Per quanto riguarda l'accostamento ai cibi, dobbiamo sottolineare come il Nobile di Montepulciano si caratterizza per essere ottimo con gli arrosti di carni bianche, dimostra tutta il suo profumo intenso anche con il pollame nobile. Ovviamente, bisogna prestare un certo livello di attenzione per quanto concerne la temperatura a cui va servito il Nobile di Montepulciano: nella maggior parte dei casi, la temperatura ideale è compresa tra un minimo di 18 e un massimo di 20 gradi. Il consiglio è quello di provvedere sempre a stappare la bottiglia almeno due ora prima di servirlo in tavola.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il Vino Nobile di Montepulciano?
    La base fondamentale del Vino Nobile di Montepulciano è il Sangiovese, localmente noto come "Prugnolo Gentile", che deve costituire almeno il 70% dell'assemblaggio. Questo vitigno conferisce al vino la struttura e l'identità tipica della zona. È possibile integrare il blend con altre uve a bacca nera, come il Canaiolo Nero, che non può superare il 20% del totale. Inoltre, il disciplinare permette l'aggiunta di altri vitigni rossi autorizzati nella provincia di Siena, nonché una piccola quota di uve bianche (massimo 10%), con l'esclusione dei vitigni aromatici, fatta eccezione per la Malvasia del Chianti. Questa composizione garantisce un equilibrio complesso tra tannini e acidità.
  • Quanto tempo deve invecchiare il Vino Nobile di Montepulciano prima di essere immesso al consumo?
    Secondo il disciplinare DOCG, il Vino Nobile di Montepulciano richiede un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno due anni dalla data di vendemmia. Di questi, un minimo di dodici mesi (fino a ventiquattro) devono trascorrere obbligatoriamente in botti di legno, che contribuiscono a sviluppare i sentori terziari e a ammorbidire i tannini. La data limite per l'immissione al consumo è fissata al 1° gennaio dell'anno successivo a quello della raccolta. Esistono inoltre versioni "Riserva" che richiedono tempi di affinamento ancora più lunghi, solitamente quattro anni, permettendo allo wine di esprimere la massima complessità e longevità.
  • A quale temperatura va servito il Vino Nobile di Montepulciano per apprezzarne appieno le caratteristiche?
    Per gustare al meglio un Vino Nobile di Montepulciano, la temperatura di servizio ideale si colloca tra i 18 e i 20 gradi Celsius. Servirlo troppo freddo maschererebbe i profumi complessi e i sentori di frutta matura, mentre una temperatura eccessivamente alta accentuerebbe l'alcolicità e renderebbe il vino sgradevole. Prima di servire, è fortemente consigliato aprire la bottiglia almeno due ore prima, consentendo al vino di respirare e ossigenarsi. Questa decantazione naturale aiuta a disperdere eventuali note riduttive iniziali e a far emergere pienamente l'aroma caratteristico di ciliegia, spezie e sottobosco che contraddistingue questo vino toscano.
  • Quali sono i piatti tradizionali toscani ideali da abbinare al Nobile di Montepulciano?
    Data la sua struttura elegante, i tannini ben strutturati e l'acidità vivace, il Vino Nobile di Montepulciano è eccellente con piatti robusti ma raffinati. Si abbina perfettamente agli arrosti di carni bianche, come agnello o maiale, e al pollame nobile, come faraona o tacchino, specialmente se preparati con metodi di cottura lenti che valorizzano la morbidezza delle carni. È inoltre un compagno insostituibile per i primi piatti con sughi di carne cacciagione, i tagliatelle al ragù di cinghiale e i formaggi stagionati toscani come il Pecorino di Pienza. La sua capacità di pulire il palato lo rende adatto anche a carni rosse alla brace, purché non eccessivamente grasse.
  • Dove si trova esattamente la zona di produzione del Vino Nobile di Montepulciano?
    La zona di produzione del Vino Nobile di Montepulciano coincide principalmente con il territorio comunale di Montepulciano, situato nella Val di Chiana, specificamente nella sua porzione più bassa. I vigneti si estendono su terreni di origine pliocenica, caratterizzati da una buona permeabilità e drenaggio, fondamentali per la salute delle viti. L'altitudine media delle colline dove vengono coltivate le uve varia tra i 250 e i 580 metri sul livello del mare. Questa posizione geografica, storicamente legata alle civiltà etrusche, offre un microclima favorevole che favorisce la maturazione graduale del Sangiovese, garantendo ai frutti una concentrazione aromatica ottimale.

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