Uva

Uva Fogarina

La Fogarina è un vitigno dimenticato che in passato fu largamente vinificato con ottimi risultati nel Reggiano. Oggi un programma di rilancio sta provando a reinserirlo nell'albo nazionale dei vigneti per farne un DOC di prima qualità.

di Redazione

14 luglio 2012

La varietà

La Fogarina è una varietà rossa autoctona dell'Emilia, precisamente del Reggiano, oggi quasi dimenticata ma che fino ai primi del novecento era coltivata assai intensivamente con alcune aree che arrivavano a coprire quasi l'80 per cento della superficie totale coltivata. È stata un'uva importantissima quindi che però a segnato il passo nel corso del secolo scorso quando nel riordino legislativo seguito all'istituzione delle denominazioni di origine fu esclusa dall'albo nazionale dei vigneti probabilmente in quanto vitigno particolare appartenente alla famiglia della Vitis Lambrusca. La condizione di questa vite è abbastanza particolare in quanto a seconda di molti esperti tra cui Luigi Veronelli, la Fogarina è in grado di fornire vini strutturati e di colore con profumi intensi e sapori decisamente nobili al pari dei supertuscans. Con il nuovo millennio i coltivatori locali hanno tentato un rilancio del vitigno e del vino da Fogarina grazie al Lambrusco, che dalle prove del DNA è risultato certamente la sua famiglia si appartenenza. La Regione ma soprattutto la Camera di Commercio di Reggio Emilia hanno avviato così una sperimentazione per riuscire a far riconoscere il vitigno nell'albo nazionale e chiedere quindi l'approvazione del Lambrusco Fogarina DOC, che riporterebbe questa splendida uva tra le migliori d'Italia. Il progetto, partito nel 2004, e della durata di 4 anni, sembra aver subito dei ritardi e dell'istituzione del DOC si sono perse le traccie. Intanto viene prodotto il Fogarina di Gualtieri, zona ad alta concentrazione di viti piantate, ma senza protezione legislativa alcuna a difesa si questo vitigno. La Fogarina è un vitigno vigoroso e molto resistente a tutte le malattie, con una maturazione talmente tardiva che veniva raccolto a fine ottobre se non ai primi di novembre. Nonostante la sua maturazione molto tardiva, mantiene un'acidità molto sostenuta, tanto che si deve cercare di attenuarla. In purezza potrebbe fornire ottimi risultati anche in longevità, ma per il momento viene utilizzato quasi esclusivamente nel taglio dei prodotti minori, in attesa che il Ministero faccia la sua parte.

Un po di storia

Ai primi del novecento erano addirittura 60 mila gli ettolitri di vino prodotti ogni anno dalla Fogarina, con i vitigni piantati specialmente nelle golene. Era senza dubbio la varietà più coltivata della provincia di Reggio Emilia e in particolare nei comuni di Gualtieri, Brescello e Boretto dove raggiungeva l'80 per cento delle superfici vitate. Il nome Fogarina ha origini incerte ma sembra che tra le varie leggende due siano particolarmente serie per essere prese in considerazione. La prima indica la capacità di quest'uva di “dare fuoco”, accendere e contribuire in modo decisivo nei tagli con altri vini, mentre l'altra riguarda un suo presunto arrivo nel Reggiano durante una piena del Po che trascino piante e semi che crebbero in un boschetto della zona detto appunto Folgarin. Ma anche Virgilio sembra che ne abbia parlato in un suo scritto. Insomma un bel rompicapo per un ottimo vitigno da uva ripudiato un po troppo in fretta. Fatto sta che ai primi del novecento il vitigno si era diffuso anche nelle province limitrofe, in particolare a Mantova e a Modena. Molto lo ritenevano il Focarino descritto in alcuni testi medioevali e conosciuto nell'area come un vino molto venduto nel cinquecento. Questo avvalorerebbe l'autoctonia del vitigno e la tesi secondo cui già ai tempi di Virgilio la Fogarina era presente come Vitis Lambrusca nel Reggiano. La documentazione storica comunque ne accerta sicuramente la presenza ai primi dell'ottocento, grazie ai registri della cantina Domenico Rossi. Fino agli anni settanta del novecento comunque le superfici vitate di Folgarina nel Reggiano rimasero predominanti in alcuni comuni, gli stessi che oggi vogliono giustamente rilanciare la varietà, forti di dettagliate analisi ampelografiche redatte già a partire dai primi del novecento da numerosi esperti del settore. Il progetto ha avuto la sua prima fase iniziale nel 2000 e 2001 con l'individuazione delle piante madre da cui allevare i cloni migliori da innestare. L'area interessata è stata naturalmente quella di Gualtieri che si è occupata anche dei test di micro-vinificazione. Tutto è praticamente pronto per avviare a livello industriale la produzione del ritornato vitigno Fogarina tra i grandi del centro Italia.

I vini del Fogarina

Il Fogarina gia in passato era stato descritto come un ottimo vino strutturato e profondo, ricco in alcol, con circa 14 gradi e di aromi, con lampone e ribes in primo piano. Le nuove micro-vinificazioni effettuate negli anni 2000 hanno confermato queste caratteristiche nel vino. Il colore varia dal rubino al violetto intenso, con brillanti sfumature violacee. Al naso il vino esprime intense sensazioni floreali e speziate, seguite da profondi aromi di ribes e ciliegia rifinite da toni caramellati e qualche aroma vegetale come i peperoni ed erbaceo. Il palato risulta ricco, mediamente strutturato con una persistenza discreta fino ai sette secondi. Media anche l'acidità e l'astringenza, con la prima che deve essere certamente modulata a seconda del tipo di vino che si vuole ottenere. Un vino atteso quindi, nella speranza che possa un giorno divenire un DOC.

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Domande frequenti

  • Cos'è esattamente la Fogarina e perché è considerata un vitigno storico ma dimenticato?
    La Fogarina è un vitigno rosso autoctono dell'Emilia, specificamente della zona di Reggio Emilia, appartenente alla famiglia della Vitis Lambrusca. Fino ai primi del Novecento era estremamente diffuso, arrivando a coprire l'80% delle superfici vitate in comuni come Gualtieri e Brescello, con produzioni annuali che superavano i 60.000 ettolitri. Tuttavia, è stato escluso dall'albo nazionale dei vigneti durante il riordino legislativo delle denominazioni di origine, portando al suo quasi completo abbandono. Oggi è oggetto di un progetto di rilancio per recuperarne l'identità ampelografica e valorizzarne le qualità enologiche, considerate paragonabili a quelle di grandi vini strutturali.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino prodotto da Fogarina?
    Il vino Fogarina si presenta con un colore che va dal rubino al violetto intenso, brillante. Al naso offre profili intensi e complessi: spiccano note floreali e speziate, affiancate da frutta rossa matura come lamponi, ribes e ciliegie, con finali caramellati e talvolta accenni vegetali di peperone. Al palato è un vino strutturato, ricco e di media astringenza, con una gradazione alcolica intorno ai 14 gradi. La persistenza olfattiva è discreta (circa 7 secondi). Una caratteristica distintiva è l'acidità sostenuta, che richiede una gestione attenta in cantina per essere armonizzata e non risultare eccessivamente aspra nel finale.
  • Perché la raccolta della Fogarina avviene così tardi rispetto ad altre uve?
    La Fogarina è caratterizzata da una maturazione fenolica e zuccherina estremamente tardiva. Mentre molte varietà vengono raccolte in autunno inoltrato, la Fogarina matura pienamente solo verso la fine di ottobre o i primi di novembre. Questa lunga permanenza in vigna permette all'uva di sviluppare una struttura importante e un alto contenuto alcolico, ma comporta il rischio di perdere acidità o subire attacchi fungini. Per questo motivo, nonostante la maturazione tardiva, il vino mantiene un'acidità elevata che i produttori devono modulare attentamente durante la vinificazione per bilanciare la struttura del vino.
  • Esiste attualmente un disciplinare DOC per il Lambrusco Fogarina?
    Al momento non esiste ancora una Denominazione di Origine Controllata (DOC) specifica per il Lambrusco Fogarina, sebbene ci siano stati tentativi concreti per ottenerla. Un progetto sperimentale, iniziato nel 2004 e durato quattro anni, promosso dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia, aveva l'obiettivo di validare scientificamente il vitigno e richiedere il riconoscimento nell'albo nazionale. Sebbene le fasi iniziali abbiano individuato cloni migliori e effettuato micro-vinificazioni con successo, il percorso burocratico per l'istituzione ufficiale della DOC ha subito ritardi e incertezze. Attualmente, il vino viene prodotto principalmente nella zona di Gualtieri senza una tutela legislativa specifica.
  • Qual è l'etimologia del nome Fogarina e quali leggende lo accompagnano?
    L'origine del nome 'Fogarina' non è certa, ma la tradizione locale propone due teorie principali. La prima collega il nome alla capacità del vino di 'dare fuoco', intesa come energia o capacità di vivacizzare e migliorare i vini con cui viene tagliato, conferendo loro carattere e vitalità. La seconda teoria, più legata alla geografia, suggerisce che il vitigno sia arrivato in zona durante una piena del Po, che trasportò semi e piante depositandoli in un boschetto locale chiamato proprio 'Folgarin'. Alcuni storici collegano inoltre questa varietà al 'Focarino' menzionato nei testi medievali e persino alle citazioni virgiliane sulla Vitis Lambrusca, rafforzando la tesi della sua antichità nel territorio reggiano.

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