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Vino Rosso · Vino rosso piemontese

Carema

Aggiornato il 24 settembre 20267 capitoli5 domande frequenti
canavese

Tra il Canavese e la Valle d'Aosta, nelle terre del Carema DOC

Piemonte, terra di vini e culla di tradizioni enogastronomiche radicate sul territorio ed apprezzate a livello internazionale. A cominciare dalle Langhe, la terra vinicola per eccellenza della regione, proseguendo per aree meno conosciute ma di certo non meno interessanti, come per esempio le province di Biella, Verbania e Vercelli, patria del Bramaterra DOC, oppure il Monferrato, dove vedono la luce alcuni tra i vini rossi più buoni di tutto il Nord Italia. Tuttavia, non si può parlare di una specialità regionale senza soffermarsi sulle primizie che nascono dal capoluogo. Uno dei vini più rappresentativi della provincia di Torino è senza ombra di dubbio il Carema, un vino rosso fermo originario del comune omonimo e prodotto nel solo comune di Carema, al confine tra il Canavese e la Valle d'Aosta.

Un rosso "duttile"

All'esame delle caratteristiche organolettiche, il Carema DOC si presenta di un colore rosso rubino intenso, che diventa granato scuro con il procedere dell'invecchiamento. All'olfatto, il vino è molto fine, tipicamente vinoso, anche se lascia risaltare non pochi sentori di rosa macerata e fiori di campo. Gradazione alcolica minima pari a 12 gradi, il Carema è un vino rosso che in bocca si presenta asciutto, morbido e sapido, nonché dotato di un gradevole retrogusto amarognolo. In fase di vinificazione, l'uvaggio di cui ci si serve è costituito in gran parte da uve Nebbiolo, con aggiunta eventuale di un vitigno a bacca scura locale. Per quanto concerne l'invecchiamento, la variante Riserva – commercializzata e molto venduta – si ottiene dopo 4-5 anni di conservazione, ma può tranquillamente arrivare anche a 10 anni. L'invecchiamento obbligatorio deve essere di tre anni, di cui due da trascorrere esclusivamente in botti di legno di rovere o castagno. Stiamo parlando di un rosso forte e fiero, molto utilizzato, soprattutto a cavallo tra il Piemonte e la Lombardia, nonché da stappare almeno un'ora prima del consumo. Dopo una fase di ossigenazione questo vino sprigionerà il meglio delle sue proprietà, specie se chiamato ad accompagnare i piatti giusti. Volete qualche consiglio sugli abbinamenti? Sappiate che ci troviamo di fronte ad un vino rosso classico, che accompagna perfettamente secondi piatti a base di brasato e carne alla griglia, ma è preferibile anche in accompagnamento ai primi piatti: su tutti, è da provare con gli agnolotti e le pappardelle al ragù. Dà il meglio di sé anche insieme all'agnello al forno allo spiedo, con contorno di funghi trifolati.

Dal Carema alla Grappa di Nebbiolo: le primizie dell'Azienda Orsolani

Roccaforte della produzione del cioccolato e di altri dolci tipicamente regionali, la provincia di Torino non è di certo meno ricca di luoghi che rappresentano punti di riferimento per l'enologia. L'enoturismo torinese conta su cantine ed aziende agricole che rappresentano vere e proprie roccaforti della produzione vinicola piemontese. Su tutte, val la pena menzionare l'Azienda Orsolani, visitabile in Via Michele Chiesa a San Giorgio Canavese (TO), situata nel cuore di una zona dove la produzione viti-vinicola affonda le radici nella storia antica, e nata da una piccola Locanda (nota come “Locanda Aurora”), gestita da una umile famiglia del luogo. Il successo in questa piccola attività convinse, fin dai primi anni del XX secolo, le generazioni successive ad approfondire la conoscenza dell'ambito vinicolo e la produzione di vini pregiati. Oltre al Carema DOC, dalle botti della Cantina Orsolani escono tante altre specialità, compresi numerosi bianchi (come la Rustià) e la Grappa di Nebbiolo.

Ferrando Vini a Ivrea

Non meno interessante, per chi si trova da quelle parti, risulterà fare un salto all'Azienda Agricola Ferrando Vini, situata al numero 599 di Via Torino a Ivrea. Si tratta di un'azienda a conduzione familiare, che da decenni commercializza le proprie specialità non soltanto in Italia, ma anche all'estero. Dai vigneti curati si producono vini quali la Carema DOC e il Nebbiolo.

Le cantine Martinetti

Ce ne sono tantissime in provincia, ma le cantine non mancano neanche nella città di Torino: una delle più famose è senza ombra di dubbio la Franco Martinetti, esistente dal 1974 e i cui vigneti sono estesi su una superficie complessiva di quattro ettari. Il proprietario suddetto è uno degli uomini più in vista nel panorama enogastronomico internazionale.

Da Benito Favaro ai figli: vino a Piverone

Nata nel 1992 e da allora gestita con il medesimo entusiasmo dalla stessa famiglia, l'Azienda Agricola Favaro è probabilmente la principale attrazione turistica di Piverone, in provincia di Torino. Da quando aveva soltanto quindici anni, l'attuale proprietario Benito Favaro coltiva la propria passione per la coltivazione dell'uva e per il buon bere. L'Azienda si occupa di numerose vigne, situate tutte entro i confini del comune di Piverone, su una collina di origine morenica conosciuta come Serra d'Ivrea.

Il meglio di Mazzé: vini firmati Santa Clelia

Chiudiamo la nostra rassegna delle cantine specializzate nella produzione del Carema DOC prendendo in esame l'Azienda Viti-vinicola Santa Clelia, aperta nel 1965 ed estesa su oltre dodici ettari di terreno vitato. Il meglio dei vini del Canavese, quindi il Carema, ma non solo, viene conservato nelle botti di rovere rintracciabili nelle cantine di Santa Clelia, una tappa da non perdere per chi si trova nel comune di Mazzé.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del Carema DOC e come cambia con l'invecchiamento?
    Il Carema DOC è un vino rosso fermo prodotto principalmente con uve Nebbiolo, talvolta integrate da vitigni locali a bacca nera. Al naso si distingue per profumi fini e tipici, con note di rosa appassita e fiori di campo. Il colore varia dal rosso rubino intenso del giovane al granato scuro dopo l'invecchiamento. In bocca è asciutto, morbido, sapido e presenta un gradevole finale amarognolo. La gradazione alcolica minima è del 12%. Esiste anche la versione Riserva, che richiede un invecchiamento più lungo, fino a 4-5 anni, ma che può evolvere positivamente fino a 10 anni, sviluppando maggiore complessità e morbidezza.
  • Quanto tempo deve durare l'invecchiamento obbligatorio del Carema DOC?
    Per ottenere il riconoscimento DOC, il Carema deve subire un periodo di invecchiamento minimo di tre anni. Di questi, almeno due devono avvenire esclusivamente in botti di legno, preferibilmente di rovere o castagno, per permettere al vino di sviluppare struttura e aromi terziari. Questa lunga maturazione è fondamentale per ammorbidire i tannini del Nebbiolo. La tipologia Riserva, invece, beneficia di un affinamento ancora più prolungato, spesso arrivando a 4-5 anni in botte e poi in bottiglia, permettendo al vino di esprimere appieno il suo potenziale di longevità, che può superare i dieci anni.
  • Come va servito il Carema DOC per esaltarne le qualità?
    Il Carema DOC è un vino strutturato e potente che richiede una corretta gestione della temperatura e dell'ossigenazione. Si consiglia di decantarlo o aerarlo per almeno un'ora prima del consumo, specialmente se giovane, per permettere ai composti aromatici di aprirsi e ai tannini di addolcirsi. La temperatura ideale di servizio oscilla tra i 16°C e i 18°C. Una volta aperto, il vino mantiene le sue caratteristiche organolettiche per diversi giorni grazie alla sua robustezza. L'aerazione è cruciale per liberare il bouquet floreale e fruttato tipico del Nebbiolo, rendendo l'esperienza di degustazione più armoniosa e completa.
  • Con quali piatti si abbina meglio il Carema DOC?
    Grazie alla sua acidità vivace e alla struttura tannica, il Carema DOC si abbina eccellentemente a carni rosse robuste e piatti elaborati. È perfetto con brasati al Barolo o al Chianti, arrosti di manzo, selvaggina da pelo e formaggi stagionati. In ambito di pasta, si sposa bene con tagliati al ragù, come agnolotti o pappardelle, dove la sapidità del vino bilancia la ricchezza del condimento. Anche l'agnello arrosto, specialmente se accompagnato da funghi trifolati, rappresenta un abbinamento vincente. Evitare piatti troppo leggeri o delicati, poiché il carattere deciso del Carema potrebbe sopraffare i sapori più sottili.
  • Dove si produce il Carema DOC e qual è il territorio specifico?
    La zona di produzione del Carema DOC si estende in un'area limitata ma prestigiosa, situata tra il Canavese (provincia di Torino) e la Valle d'Aosta. I vigneti sono coltivati sui versanti ripidi e soleggiati dei comuni di Carema, Piverone, Mazzé e altri limitrofi. Questo territorio montano, caratterizzato da climi alpini e terreni ghiaiosi ben drenati, conferisce al vino la sua particolare mineralità e freschezza. La vicinanza geografica alla Valle d'Aosta influisce sulla microclima, permettendo alla vite di maturare lentamente, preservando aromi e acidità essenziali per lo stile unico di questo rosso piemontese.

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