Barbaresco

Le Zone di Produzione del Barbaresco

Il vino rosso piemontese, il Barbaresco, nasce nelle Langhe, ossia nella fascia collinare prealpina che si sviluppa nel sud del Piemonte e a est di Alba. La produzione di questo vino è consentita nella provincia di Cuneo, esclusivamente nei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e la parte della frazione "San Rocco" in precedenza facente parte del comune di Barbaresco ed aggregata dal 1957 al comune di Alba. Il Barbaresco prende il nome del paese in cui viene prodotto, luogo in cui un tempo sorgeva una vasta foresta dedicata al dio Marte. I romani chiamarono questa foresta barbarica silva, ossia selva dei barbari, da cui poi derivò, nel Medioevo, il nome Barbariscum, che divenne poi Barbaresco. Questo vino viene prodotto con uve nebbiolo vinificate in purezza. I suoi grappoli sono formati da acini di colore violaceo o azzurrognolo scuro, avvolti da uno stato detto pruina che sembra nebbia. Il vitigno presenta tre varietà principali dette lampia, michet e rosè: il lampia ha grappoli allungati con polpa dolce, acidula e succo incolore; il michet ha un grappolo raccolto; il rosè è quello che viene coltivato sempre meno. Il terreno in cui viene coltivato il Barbaresco è argilloso, ricco di calcare, con percentuali variabili di calcio e sabbia. La vitivinicoltura di questo vino rosso piemontese gode di un clima continentale.
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Il Barbaresco e le sue caratteristiche principali

vino rosso piemonte Il Barbaresco è un ottimo vino rosso, la resa dell’uva non deve superare gli 80 quintali per ettaro e deve invecchiare almeno 26 mesi, di cui la metà in botte . Tra le sue caratteristiche organolettiche il Barbaresco annovera un colore rosso granato brillante con riflessi aranciati, un odore caratteristico, etereo, gradevole e intenso. Il suo sapore è pieno, robusto, austero ma anche vellutato e armonico. Il suo tasso alcoolico è pari a 12,5 % vol.

Il Barbaresco va servito a 18° C di temperatura e può essere accompagnato da pietanze quali carni rosse, che siano cotte a lungo, e da formaggi che siano molto stagionati. Alcuni amanti del vino preferiscono bere il Barbaresco ad una temperatura pari a 20°C. Fino a quindici anni fa questo vino veniva considerato un Barolo minore dato che veniva valutato meno potente e meno longevo. Solo di recente i grandi bevitori del vino e persone esperte in materia hanno iniziato ad apprezzarlo, preferendolo al Barolo stesso proprio per la sua diversità, per la sua delicatezza e per il suo sapore fine e seducente. Grazie a queste sue caratteristiche delicate, il vino può essere abbinato senza alcun problema a piatti ben strutturati, tra cui agnolotti di brasato, pappardelle al sugo di cinghiale, tagliolini al ragù d’anatra, maccheroncini al sugo di arrosto. Per quanto riguarda i secondi piatti, il Barbaresco crea un ottimo connubio con cibi come carni sapide, tra cui manzo stracotto,coppa fresca di maiale al forno, polpa di cavallo al vino rosso. Infine, questo vino rosso piemontese può essere accompagnato anche da formaggi di lunga stagionatura, tra cui il Castelmagno, che ha un gusto decisamente marcato. Il Riserva, pur essendo un vino di grande armonia, esprime la giusta forza necessaria che gli consente di essere accostato a pietanze quali carni saporite, ma è anche adatto a cibi a base di selvaggina da pelo: sella di capriolo in salsa al vino rosso, bocconcini di cinghiale stufati, camoscio in civet, medaglioni di cervo in salsa, lepre in salmi.


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Le vie del Barbaresco e la sua prima cantina

barbarescoPer chi volesse degustare un buon bicchiere di vino del Barbaresco nella sua terra di originie è consigliato un bel viaggio. La terra di questo vino può essere raggiunta per la via dei Bricchi, percorrendo antichi tratti della strada romana, o dalla valle del Tanaro. S i può raggiungere poi Alba dove oltre al Barabaresco si può gustare un ottimo tartufo bianco. Proseguire poi versoNeive, dove è possibile assaporare dei fantastici tagliolini alla fonduta con tartufo bianco. La prima cantina sociale del Barbaresco fu fondata nel 1894 da Domizio Cavazza e altri suoi soci, il quale si prefisse lo scopo dell’invecchiamento di questo vino che all’epoca veniva sempre venduto giovane.


Giacosa: una cantina di tre generazioni

La cantina Giacosa, situata a Neive, ha un lavoro caratterizzato dalla passione da tre generazioni di viticoltori, i quali sono alla ricerca della perfezione per condividere poi il loro lavoro con gli amanti del vino. Il loro lavoro è continuo e costante con tecniche di lavorazione che procedono nel pieno rispetto della natura. È possibile visitare qui l’azienda agricola Falletto, che comprende venti ettari di vigneti di proprietà nei comprensori di Serralunga d'Alba, La Morra e Barbaresco.


La Cantina del Glicine

La cantina del Glicine, come la Giacosa, si trova a Neive. È stata fondata nel 1600, è stata costruita con mattoni pieni e vanta una costruzione del soffitto a volte e un pavimento in pietra. Tra i suoi prodotti consta il Barbaresco Marcorino, con esposizione Sud-Est, sul bricco di una collina ventilata, terra bianca, ricca di potassio. Barbaresco Currà, con un’ esposizione a Sud-Ovest in una terra bianca ed asciutta, il Barbaresco Vignesparese.


Fontanafredda: una riserva bionaturale

La cantina Fontanafredda, essendo conscia della sua particolare umidità dell’ambiente in cui è situata, ha progettato una nuova fase di sviluppo, ovvero la trasformazione in "Riserva bionaturale", calcolando ovviamente anche i processi circa la produzione delle uve e della loro conseguente trasformazione in vino.


Mantenere le caratteristiche originarie del vino nella cantina Chiarlo

Lo scopo principale di questa cantina è qello di mantenere le caratteristiche peculiari e originiarie delle uve una volta che vengono trasformate in vino e ciò richiede una scrupolosa attenzione alle tecniche e ai mezzi utilizzati per la produzione del vino. L’azienda Chiarlo è anche provvista di cantine di affinamento in botte , le quali predispongono di impianti di umidificazioni a vapore acqueo per mantenere l’umidità intorno all’80%.




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