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Vino Rosso · Vino rosso piemontese

Dolcetto di Dogliani

Aggiornato il 24 settembre 20266 capitoli5 domande frequenti
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Dogliani, patria di un dolcetto eccellente

Le Langhe custodiscono un patrimonio enogastronomico unico, dove il Dolcetto si distingue tra Nebbiolo, Barbera e Grignolino. Se il Dolcetto d’Alba nasce nelle colline più vicine ad Alba, la zona orientale della provincia di Cuneo, comprendente i comuni di Dogliani, Farigliano, Belvedere Langhe, Briaglia, Bastia, Monchiero, Clavesana, Cigliè e Rocca Cigliè, è la culla del Dogliani DOCG. Dal 2005 questa denominazione ha raggiunto il vertice qualitativo, e dal 2011 il nome Dolcetto di Dogliani è confluito nel disciplinare del Dogliani DOCG, che include sia la versione base che quella Superiore. Il vino si presenta di un rosso rubino vivace, talvolta con sfumature granato, e offre un profumo vinoso, fruttato e caratteristico, con un gusto asciutto, armonico e un finale ammandorlato. Il Superiore ha una gradazione più alta e richiede un affinamento di almeno un anno. Si consiglia di servirlo tra i 16 e i 18 gradi, accompagnando pasta al ragù, carni bianche, formaggi stagionati, bolliti misti e piatti ai tartufi, confermandosi come un eccellente vino da tutto pasto.

Focus sul Dolcetto di Dogliani DOC

Quando si parla di Dogliani DOCG, ci si riferisce a un vino rosso prodotto in una fascia territoriale specifica della provincia di Cuneo, che comprende, tra gli altri, i comuni di Clavesana, Farigliano e Dogliani. Rispetto alle precedenti denominazioni, la DOCG garantisce una struttura più marcata, sia olfattiva che gustativa, e prevede due tipologie: la base e la Superiore, quest’ultima caratterizzata da un affinamento più lungo e da una gradazione alcolica superiore. Realizzato esclusivamente con uve Dolcetto, questo vino si presta a un’ampia gamma di abbinamenti, accompagnando con eleganza primi piatti a base di pasta ripiena o condita al ragù, antipasti di salumi e carpacci, nonché bolliti misti e formaggi locali a pasta molle e dura.

Il meglio del Piemonte "rosso": l'azienda Marc De Grazia

Chi adora l'enologia piemontese ed è deciso ad acquistare soltanto il meglio di quanto offre questo settore, può raggiungere senza dubbio l'Azienda Vinicola Marc De Grazia, situata proprio a Dogliani, in frazione San Martino Pianezzo, e rintracciabile al numero 0173 70574. Qui è possibile acquistare tutti i più grandi vini piemontesi, a partire dai Dolcetti di Alba, Dogliani e Ovada, passando per la Barbera d'Alba, del Monferrato, d'Asti, ma anche per il Nebbiolo, il Barolo, il Barbaresco, la Vespolina, il Grignolino. Insomma, ce n'è per tutti i gusti...

Le Cantine Del Tufo a Dogliani

Sempre a Dogliani, in una cornice paesaggistica mozzafiato, si estendono le proprietà dell'Azienda Vinicola Del Tufo Antonio, situata al numero 33 di Via Madonna delle Grazie. Gestita a conduzione familiare e sviluppata su una superficie viticola di 13 ettari, la Del Tufo si impegna dal 1985 ad offrire il meglio di ciò che la generosa natura langarola mette a disposizione di chi vuole produrre del buon vino. Unitamente alla cantina, c'è anche un agriturismo, frequentato ed apprezzato perché fondato sulla squisitezza dell'enogastronomia locale. Tra i tanti vini prodotti dall'azienda – bianchi, rossi e rosati – il Dogliani DOCG la fa assolutamente da padrone.

Eleganza e qualità: i "Poderi Luigi Einaudi"

Uno dei più antichi punti di riferimento per la produzione vinicola nelle Langhe è senza ombra di dubbio rappresentato dai "Poderi Luigi Einaudi", la cui storia ebbe inizio addirittura nel 1897 e da allora non ha mai smesso di puntellarsi di episodi, vicende e risultati straordinari. Situata a Dogliani, in Borgata Gombe, la Luigi Einaudi vanta in realtà ben 11 poderi dislocati su tutta la provincia di Cuneo: da Dogliani a Barolo, passando per Treiso. Sono tantissime e tutte da scoprire le specialità prodotte dall'azienda: oltre ai Dolcetti d'Alba e di Dogliani, qui vengono prodotti e venduti il Barolo, il Barbaresco, la Barbera, il Langhe Rosso e Chardonnay, il Moscato d'Asti e tanti altri ancora.

Vini Pecchenino a Dogliani

La rassegna delle migliori aziende e cantine della zona di Dogliani si può chiudere con l'Azienda Agricola Fratelli Pecchenino, nata alla fine del 1700 e da sempre gestita a conduzione familiare. Oggi occupa una superficie di 25 ettari vitati, per il 70% a Dolcetto e per la restante parte a Nebbiolo, Barbera, Chardonnay e Sauvignon Blanc.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Dolcetto di Dogliani Classico e il Dolcetto di Dogliani DOC?
    La distinzione fondamentale risiede nella zonizzazione geografica e nei requisiti qualitativi. Il Dolcetto di Dogliani DOC è prodotto esclusivamente in una fascia territoriale più ristretta, comprendendo solo dieci comuni specifici come Clavesana, Farigliano e Dogliani stessa. Questa limitazione geografica conferisce al vino DOC una struttura più marcata, sia sotto il profilo olfattivo che gustativo, rispetto alla versione Classica. Inoltre, il Classico può raggiungere una gradazione alcolica fino a 13 gradi (nella versione Superiore), mentre il DOC ha un limite massimo di 11,5 gradi. Entrambi sono realizzati al 100% con uve Dolcetto, ma il DOC rappresenta l'eccellenza del terroir specifico, offrendo una maggiore complessità adatta a chi cerca profili più strutturati.
  • A quale temperatura va servito il Dolcetto di Dogliani per esaltarne le caratteristiche?
    Per apprezzare appieno il bouquet aromatico e la struttura tannica del Dolcetto di Dogliani, è essenziale servirlo alla corretta temperatura, che deve oscillare tra i 16 e i 18 gradi Celsius. Servirlo troppo freddo maschererebbe i profumi fruttati e le note di mandorla dolce, mentre una temperatura eccessivamente alta accentuerebbe l'alcolicità in modo sgradevole. Questa fascia termica permette al vino di esprimere la sua tipica acidità vivace e la sua freschezza, rendendolo ideale per accompagnare i sapori intensi della cucina piemontese. Assicurarsi di utilizzare un bicchiere adeguato e di lasciare il vino areare per qualche minuto dopo l'apertura migliorerà ulteriormente l'esperienza sensoriale.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Dolcetto di Dogliani?
    Grazie alla sua acidità vivace e ai tannini morbidi, il Dolcetto di Dogliani è estremamente versatile in tavola. È perfetto per accompagnare carni crude, come la famosa bagna càuda o tagli di manzo crudi conditi, tipici della tradizione piemontese. Si abbina egregiamente anche alle grigliate miste, sia di carne rossa che bianca, e ai bolliti misti. Non disdegna i formaggi stagionati e quelli a pasta dura, nonché i primi piatti ricchi, come quelli al ragù o con pasta ripiena. Un accostamento particolarmente elegante è quello con i funghi e i tartufi, ingredienti nobili delle Langhe che trovano nel vino un partner capace di esaltare i loro aromi senza coprirli.
  • Quanto tempo può invecchiare un Dolcetto di Dogliani Superiore?
    Il Dolcetto di Dogliani Superiore, caratterizzato da una gradazione alcolica superiore (fino a 13 gradi) e da una selezione migliore delle uve, possiede un potenziale di invecchiamento notevole. A differenza della versione giovane e fresca, destinata al consumo immediato, il Superiore richiede almeno quattordici mesi di affinamento prima della commercializzazione. Tuttavia, il suo vero valore si svela col tempo: può evolversi positivamente per molti anni, arrivando a durare fino a otto anni. Durante l'invecchiamento, il colore rosso rubino tende a virare verso tonalità granato, mentre i profumi si affinano, sviluppando note terziarie complesse che si integrano armoniosamente con la struttura del vino.
  • In quali comuni del Cuneese viene prodotto il Dolcetto di Dogliani DOC?
    La denominazione di origine controllata (DOC) Dolcetto di Dogliani è riservata a una zona specifica e limitata della provincia di Cuneo. I vigneti devono trovarsi esclusivamente nei territori comunali di Clavesana, Farigliano, Dogliani, Belvedere Langhe, Rocca de' Cigliè, Somana, Bastia Mondovì, Monchiero, Cigliè e Castelletto Molina. Questa delimitazione rigorosa garantisce che il vino rifletta le peculiarità pedoclimatiche uniche di queste colline. La produzione di questa DOC è quindi più esclusiva rispetto alla genericità del Dolcetto d'Alba, concentrandosi su un microcosmo enologico dove ogni comune contribuisce con sfumature specifiche dovute all'esposizione e alla composizione del suolo.

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