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Vino Rosso · Vino rosso piemontese

Dolcetto di Diano d'Alba

Aggiornato il 28 settembre 20266 capitoli5 domande frequenti
dolcetto di diano d'alba

Il Dolcetto Diano d’Alba e le sue Zone di Produzione

Il Dolcetto di Diano d’Alba prende il nome da un piccolo borgo a sud di Alba; si estende su una collina che governa da un lato la città, dall'altro l'antica via di comunicazione per la Liguria e dal terzo lato le colline che digradano verso la pianura che s'intravede in lontananza. La posizione di questa città è alquanto strategica e veniva sfruttata dalle varie popolazioni che l’hanno abitata. Di questo panorama non resta più nulla, anche il castello è sparito: si giunge qui solo per poter ammirare la splendida immagine dei vigneti presenti e per poter degustare l’ottimo vino Dolcetto di Diano d’Alba, forse il più completo e strutturato dei vini che derivano da un vitigno molto amato dai piemontesi, il Dolcetto, appunto. Queste colline sono l’ambiente ideale per la coltivazione di questo vitigno, il quale trova una costante esposizione al sole. La predilezione dei produttori vinicoli di Diano per questo vitigno e l'esperienza tramandata nelle generazioni ha individuato nel tempo così bene le posizioni migliori per i vigneti che è stato possibile delimitarle con precisione fin dal 1988; si chiamano Sörì, che in dialetto piemontese sta per "luogo solatio" e sono 77 in tutto le aree più vocate alla viticoltura, interamente comprese nel comune di Diano d'Alba. La zona di produzione del Dolcetto Diano d’Alba corrisponde all'intero territorio del comune di Diano d'Alba, in provincia di Cuneo.

Il Dolcetti Diano d’Alba e le sue Caratteristiche Organolettiche

Il vino piemontese, il Dolcetto di Diano d’Alba, viene prodotto anche nella tipologia Superiore, che prevede un titolo alcoolometrico minimo di 12,5 % vol. e un periodo di affinamento di 14 mesi. Il Dolcetto di Diano d’Alba,, prodotto solo nel comune omonimo, esprime un carattere simile, per quanto concerne le caratteristiche organolettiche, a quello del Dolcetto d’ Alba. Esso annovera tra le sue peculiarità un rosso rubino vivace, con un profumo fruttato e leggermente vinoso. Il sapore del Dolcetto di Diano d’Alba è secco, con tannini in buon equilibrio e con una discreta morbidezza. È preferibile consumare questo vino rosso piemontese uno o tre anni, ma si può conservare fino ai 3 o cinque anni. La sua temperatura alcoolica deve essere pari a 11,5% vol e va servito ad una temperatura ambientale pari a 16-18° C. Il Dolcetto di Diano d’Alba va accompagnato da pietanze quali: peperoni alla piemontese, minestroni di cereali e legumi, carne cruda all’albese e le subrics, ossia le tipiche crocchette di Cuneo, carni bianche e rosse arrosto, primi piatti di pasta ripiena, formaggi stagionati e piccanti.

Le Terre del Barolo e i suoi Quattrocento Viticoltori

La Cantina Terre del Barolo è situata nella valle che unisce Alba a Barolo e associa circa quattrocento viticoltori, proprietari di circa 650 ettari delle Grandi Vigne di Langa nel territorio dei Comuni di Grinzane Cavour, Serralunga, Monforte d'Alba, Diano d'Alba, Barolo, Novello, La Morra, Verduno, Roddi e Castiglione Falletto. Scopo principale di questa azienda vinicola è la qualità. Il progetto è stato avviato dalla cantina nell'anno 2001, nasce da un approfondito studio, da parte dei nostri tecnici delle diverse microzone viticole dislocate nel comprensorio degli 11 Comuni facenti parte della zona di produzione del Barolo. L'obiettivo viene raggiunto attraverso l'ottenimento di basse rese, riduzione dei trattamenti antiparassitari, tempi di vendemmia rispettosi della completa maturazione dell'uva fino all'accurata vinificazione, che sfruttando l'abbondanza di microclimi e terroir offerta dal territorio dà origine a vini sempre più ricchi di sensazioni olfattive e gustative.

I Fratelli Savigliano e la sua generazione di lavoratori

L’azienda vitivinicola dei Fratelli Savigliano è caratterizzata da un costante impegno e da una forte passione nel lavoro che va avanti da generazioni. L’azienda dispone di 18 ettari di vigneti aziendali, i quali fruttano uve accuratamente selezionate, destinate alla produzione di oltre 100.000 bottiglie. La commercializzazione dei vini di questa cantina, gestita dalla famiglia Savigliano da generazioni, si realizza in varie regioni italiane e in molti Paesi europei. La conduzione dell'azienda è rimasta a carattere prevalentemente familiare, proprio come i sistemi destinati alla lavorazione del vino e delle uve, che restano comunque prettamente tradizionali.

I Poderi Sinaglio

Nella nostra cantina nascono e si affinano i vini D.O.C. e D.O.C.G., quali: Dolcetto di Diano d'Alba, Nebbiolo d'Alba, Barbera d'Alba, Sinaij, Chardonnay, Moscato e Passito, ottenuti da uve che ricoprono la collina del Bric Maiolica, e che possono essere degustati con accompagnamento di formaggi tipici e salumi di zona. Cordialità, accoglienza, storia, alta gastronomia, shopping: tutto a portata di mano ad appena pochi minuti di auto da Alba.

La Riserva Bionaturale di Fontanafredda

L’azienda vinicola Fontanafredda è consapevole della posizione in cui si trova e per tale motivo ha deciso di fare del suo lavoro una riserva bionaturale, mantenendo sempre le buone qualità del vino senza andare a discapito dell’ambiente circostante.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Dolcetto di Diano d’Alba e il classico Dolcetto d’Alba?
    Il Dolcetto di Diano d’Alba si distingue per una struttura maggiore e una complessità più marcata rispetto alla versione base prodotta nell'area di Alba. Questo risultato è dovuto alla specifica vocazione territoriale del comune di Diano d’Alba, dove i vigneti sono posizionati su colline strategiche con esposizioni solari ideali, definite localmente 'Sörì'. Mentre entrambi condividono il profilo aromatico fruttato tipico del vitigno, la versione di Diano offre tannini meglio equilibrati e una morbidezza superiore, rendendolo spesso considerato il Dolcetto più completo e strutturato della denominazione.
  • Quanto tempo può essere conservato un Dolcetto di Diano d’Alba prima di bere?
    Generalmente, il Dolcetto di Diano d’Alba è un vino giovane consigliato al consumo entro uno o tre anni dalla vendemmia, per apprezzarne appieno la freschezza e il profumo fruttato. Tuttavia, grazie alla sua struttura, può essere tranquillamente conservato per un periodo massimo di tre-cinque anni senza perdere le sue qualità organolettiche. Esiste inoltre la tipologia Superiore, che richiede un affinamento obbligatorio di almeno 14 mesi e un titolo alcolometrico minimo del 12,5%, garantendo una maggiore longevità e complessità nel tempo.
  • A quale temperatura va servito il Dolcetto di Diano d’Alba?
    Per esprimere al meglio le proprie caratteristiche aromatiche e strutturali, il Dolcetto di Diano d’Alba deve essere servito ad una temperatura compresa tra i 16 e i 18 gradi Celsius. Questa temperatura ambientale permette di bilanciare la percezione dei tannini e di esaltare il profumo fruttato e leggermente vinoso del vino. Servirlo troppo freddo potrebbe mascherare gli aromi, mentre una temperatura eccessivamente alta accentuerebbe l'alcolicità, disturbando l'equilibrio secco e morbido tipico di questa denominazione piemontese.
  • Con quali piatti si abbina meglio il Dolcetto di Diano d’Alba?
    Grazie alla sua acidità vivace e ai tannini ben bilanciati, questo vino si abbina splendidamente alla cucina tradizionale piemontese. È ideale con i peperoni alla piemontese, i minestroni di cereali e legumi, e la carne cruda all’albese. Si accompagna perfettamente anche alle subrics (le tipiche crocchette di Cuneo), alle carni bianche e rosse arrosto, ai primi piatti di pasta ripiena e ai formaggi stagionati o piccanti, offrendo un contrasto armonioso con i sapori intensi di questi piatti.
  • Cosa significano le zone chiamate 'Sörì' nel territorio di Diano d’Alba?
    Nel dialetto piemontese locale, 'Sörì' significa 'luogo solatio', indicando le esposizioni soleggiate ideali per la maturazione dell'uva. Nel territorio di Diano d’Alba, i produttori hanno identificato con precisione 77 di queste aree più vocate alla viticoltura, delimitate ufficialmente fin dal 1988. Queste zone, situate interamente nel comune omonimo in provincia di Cuneo, godono di una costante esposizione al sole che favorisce la piena maturazione del vitigno Dolcetto, contribuendo alla qualità superiore e alla riconoscibilità unica di questo vino DOC.

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