Trebbiano di Soave

La varietà

Il Trebbiano di Soave, chiamato anche Trebbiano di Lugana, di Verona, Turbiana, Terbiana, è vitigno a bacca bianca autoctono veneto, diffuso nel veronese e nel bresciano, e a quanto sembra, nelle Marche come Verdicchio, tesi confermata con le analisi del DNA. Naturalmente è uno dei tanti tipi di Trebbiano esistenti, quindi si trovano coltivazioni anche in Umbria e nel Lazio, mentre in Toscana si coltivano prevalentemente altri tipi di Trebbiano. Il vitigno è molto antico, ancor più delle prime notizie risalenti al XIII secolo proprio come Verdicchio a Jesi e dintorni. Oggi che si è dimostrata l'eguaglianza tra il Trebbiano di Soave, quello di Lugana e il Verdicchio, si è anche ricostruita la storia di come questo vitigno, probabilmente originario del Veronese, sia arrivato nelle Marche dove trova la sua massima espressione. L'introduzione in centro Italia sembra dovuta ad una forte migrazione avvenuta nel '400 dal Veneto in queste regioni a causa di un'epidemia virulenta di peste. Il vitigno poi avrebbe poi assunto caratteristiche identitarie con i vari territori, differenziando alcuni aromi, tanto che oggi la differenziazione tra i vari vitigni si utilizza ancora per i vini, i cui risultati sono diversi, dal pregiatissimo Verdicchio di Jesi ai Trebbiano di Soave veneti. Oggi vengono coltivati circa 2.000 ettari dello specifico Trebbiano di Soave, chiaramente quasi tutti in Veneto e nella parte lombarda del Lago di Garda. Il vitigno si presenta con grappoli di medie dimensioni a forma piramidale e lunga, leggermente alati e compatti. Le bacche sono di medie dimensioni, sferiche, con bucce verdognole spesse e coriacee. La maturazione avviene verso la metà di ottobre, ha un'ottima vigoria e rese medio alte e costanti. Preferisce le colline con buone esposizioni, in quanto soffre il marciume acido e la botrite, oltre anche alla peronospora.

Trebbiano di Soave

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I vini del Trebbiano di Soave

Il Trebbiano di Soave può essere vinificato sia in purezza, in particolare nella pregiata zona di Jesi, che in assemblaggio, spesso in taglio con il Garganega, ed è essenziale nel Reciotto di Soave, famoso vino dolce veneto. Fa parte di numerosissime denominazioni di origine, tra cui quelle che usano esclusivamente il nome Trebbiano di Soave sono in Lombardia il Capriano del Colle DOC, dove può essere impiegato in purezza o in assemblaggio, e il Garda Colli Mantovani, dove il suo utilizzo è previsto invece solo nel taglio. In Veneto è ancor più usato ma solo in assemblaggio, in particolare nel Reciotto già menzionato ma anche nel Lessini Durello, nel Soave DOC, nel Gambellara e nel Colli Berici. È pressoché impossibile dare una descrizione organolettica dei vini e dei vari abbinamenti, con i risultati che cambiano da zona a zona e numerosissimi vini prodotti, anche in IGT e come vini da tavola.


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I produttori

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una lista molto lunga di produttori che utilizzano il Trebbiano di Soave, a partire dagli ottimi Reciotto. Altri Trebbiano di ottima fattura sono quelli di Ca' dei Frati, in provincia di Brescia, con il Trebbiano di Lugara tagliato con il 20 per cento di Chardonnay e il 20 di Sauvignon per un risultato splendido del Tre Filer, un vino dolce di un bel oro brillante, con una gamma olfattiva molto elegante di frutta tropicale quale ananas e albicocca sciroppata, affiancati dal giglio allo zafferano e il miele. Ottima anche la sua versione spumantizzata nel Lugana Brut Cuvée dei Frati, con il 90 per cento di Trebbiano. Ma la lista come detto, coinvolge produttori delle Marche, del Veneto e della Lombardia.




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