Trebbiano di Soave

Vitigni bianchi

Trebbiano di Soave

Il Trebbiano di Soave, noto anche come Trebbiano di Lugana, è un vitigno molto importante diffuso in Veneto e Lombardia, che in altre zone, pur con altri nomi, trova delle vinificazioni di ottima qualità.

di Redazione

24 ottobre 2012

La varietà

Il Trebbiano di Soave, chiamato anche Trebbiano di Lugana, di Verona, Turbiana, Terbiana, è vitigno a bacca bianca autoctono veneto, diffuso nel veronese e nel bresciano, e a quanto sembra, nelle Marche come Verdicchio, tesi confermata con le analisi del DNA. Naturalmente è uno dei tanti tipi di Trebbiano esistenti, quindi si trovano coltivazioni anche in Umbria e nel Lazio, mentre in Toscana si coltivano prevalentemente altri tipi di Trebbiano. Il vitigno è molto antico, ancor più delle prime notizie risalenti al XIII secolo proprio come Verdicchio a Jesi e dintorni. Oggi che si è dimostrata l'eguaglianza tra il Trebbiano di Soave, quello di Lugana e il Verdicchio, si è anche ricostruita la storia di come questo vitigno, probabilmente originario del Veronese, sia arrivato nelle Marche dove trova la sua massima espressione. L'introduzione in centro Italia sembra dovuta ad una forte migrazione avvenuta nel '400 dal Veneto in queste regioni a causa di un'epidemia virulenta di peste. Il vitigno poi avrebbe poi assunto caratteristiche identitarie con i vari territori, differenziando alcuni aromi, tanto che oggi la differenziazione tra i vari vitigni si utilizza ancora per i vini, i cui risultati sono diversi, dal pregiatissimo Verdicchio di Jesi ai Trebbiano di Soave veneti. Oggi vengono coltivati circa 2.000 ettari dello specifico Trebbiano di Soave, chiaramente quasi tutti in Veneto e nella parte lombarda del Lago di Garda. Il vitigno si presenta con grappoli di medie dimensioni a forma piramidale e lunga, leggermente alati e compatti. Le bacche sono di medie dimensioni, sferiche, con bucce verdognole spesse e coriacee. La maturazione avviene verso la metà di ottobre, ha un'ottima vigoria e rese medio alte e costanti. Preferisce le colline con buone esposizioni, in quanto soffre il marciume acido e la botrite, oltre anche alla peronospora.

I vini del Trebbiano di Soave

Il Trebbiano di Soave può essere vinificato sia in purezza, in particolare nella pregiata zona di Jesi, che in assemblaggio, spesso in taglio con il Garganega, ed è essenziale nel Reciotto di Soave, famoso vino dolce veneto. Fa parte di numerosissime denominazioni di origine, tra cui quelle che usano esclusivamente il nome Trebbiano di Soave sono in Lombardia il Capriano del Colle DOC, dove può essere impiegato in purezza o in assemblaggio, e il Garda Colli Mantovani, dove il suo utilizzo è previsto invece solo nel taglio. In Veneto è ancor più usato ma solo in assemblaggio, in particolare nel Reciotto già menzionato ma anche nel Lessini Durello, nel Soave DOC, nel Gambellara e nel Colli Berici. È pressoché impossibile dare una descrizione organolettica dei vini e dei vari abbinamenti, con i risultati che cambiano da zona a zona e numerosissimi vini prodotti, anche in IGT e come vini da tavola.

I produttori

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una lista molto lunga di produttori che utilizzano il Trebbiano di Soave, a partire dagli ottimi Reciotto. Altri Trebbiano di ottima fattura sono quelli di Ca' dei Frati, in provincia di Brescia, con il Trebbiano di Lugara tagliato con il 20 per cento di Chardonnay e il 20 di Sauvignon per un risultato splendido del Tre Filer, un vino dolce di un bel oro brillante, con una gamma olfattiva molto elegante di frutta tropicale quale ananas e albicocca sciroppata, affiancati dal giglio allo zafferano e il miele. Ottima anche la sua versione spumantizzata nel Lugana Brut Cuvée dei Frati, con il 90 per cento di Trebbiano. Ma la lista come detto, coinvolge produttori delle Marche, del Veneto e della Lombardia.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Trebbiano di Soave, Verdicchio e Garganega?
    Il Trebbiano di Soave, noto anche come Turbiana o Verdicchio, è geneticamente identico al Verdicchio marchigiano; le differenze organolettiche derivano dai terroir distinti (Veneto/Lombardia vs Marche) e dalle pratiche vinicole, non dalla varietà in sé. A differenza del Garganega, anch'esso tipico del Veneto, il Trebbiano di Soave ha bacche più spesse e coriacee, una maturazione tardiva (metà ottobre) e una vigoria elevata. Mentre il Garganega è il pilastro del Soave classico, il Trebbiano di Soave offre profili aromatici più intensi, talvolta tropicali, e si distingue per la sua capacità di produrre vini strutturati e longevi, specialmente nelle versioni da invecchiamento o dolci come il Recioto.
  • Dove si coltiva principalmente il Trebbiano di Soave e qual è la sua area storica?
    La coltivazione principale si concentra in Veneto (Veronese) e nella parte lombarda del Lago di Garda, coprendo circa 2.000 ettari. Tuttavia, il suo areale storico si estende alle Marche, dove è conosciuto come Verdicchio, e alla zona di Lugana in Lombardia. Si ritiene che il vitigno abbia origini veronesi e sia migrato verso sud nel XV secolo, probabilmente a seguito di epidemie di peste che causarono spostamenti demografici. Questa diffusione ha permesso al vitigno di adattarsi a diversi microclimi, sviluppando identità locali distinte pur mantenendo la stessa radice genetica.
  • Come si presenta il grappolo e quali sono le caratteristiche agronomiche del vitigno?
    Il Trebbiano di Soave presenta grappoli medi, di forma piramidale e allungata, spesso alati e compatti. Le bacche sono sferiche, di media grandezza, con bucce verdognole, spesse e coriacee, una caratteristica che ne facilita la conservazione e la resistenza. Agronomicamente, mostra un'ottima vigoria e rese medio-alte costanti. Matura tardi, intorno a metà ottobre, preferendo esposizioni collinari ben ventilate. È sensibile al marciume acido e alla botrite, richiedendo gestione attenta per evitare infezioni fungine come la peronospora, il che rende cruciale la scelta di siti asciutti e soleggiati.
  • In quali vini DOC viene utilizzato il Trebbiano di Soave?
    Il vitigno è versatile e presente in numerose DOC. In Lombardia, figura nel Capriano del Colle DOC (in purezza o assemblaggio) e nel Garda Colli Mantovani DOC (solo in taglio). Nel Veneto, è componente chiave del Soave DOC e Gambellara DOC (sempre in assemblaggio, solitamente con Garganega), del Lessini Durello e, soprattutto, del Reciotto di Soave DOCG, dove contribuisce alla struttura dei vini passiti. Nelle Marche, sotto il nome di Verdicchio, dà vita a vini monovitigno di grande prestigio. La sua presenza varia a seconda della normativa disciplinare di ciascuna zona di produzione.
  • Che profilo sensoriale hanno i vini ottenuti da Trebbiano di Soave?
    I profili variano notevolmente in base alla zona e al metodo di vinificazione. Nelle versioni fresche e giovani, possono presentare note floreali e fruttate, talvolta con accenni tropicali. Nelle produzioni di pregio, come il Verdicchio di Jesi o i Trebbiano di Lugana invecchiati, emergono complessità minerali, sapidità e note di frutta matura. Una produzione celebre è il 'Tre Filer' di Ca' dei Frati, un vino dolce dorato con aromi di ananas, albicocca, giglio e miele. Anche le versioni spumante, come il Lugana Brut, mostrano eleganza e finezza, confermando la versatilità del vitigno dall'uva alla bottiglia.

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