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Uva e Vitigni · Vitigni bianchi

Malvasia delle Lipari

Aggiornato il 19 ottobre 20123 capitoli5 domande frequenti
L'isola di Salina

La varietà

Come già detto più volte, per Malvasia si intende una serie di vitigni dalle caratteristiche simili, che in comune hanno un origine greca e la produzione di vini generalmente dolci e ricchi in alcol, con molte pregevoli produzioni a seconda della zona di coltivazione dove i varie uve hanno trovato un loro proprio equilibrio con il territorio, fornendo peculiarità differenti. Nel caso della Malvasia delle Lipari, qui il vitigno fu introdotto nelle isole del Messinese gia in epoca antica dai coloni greci che fondarono la civiltà della Magna Grecia nel sud della penisola attorno al VII, VI secolo avanti Cristo, ed era molto reputata anche presso i Romani come descritto da numerosi storici latini. Altre notizie risalgono al 1696 ad opera del Cupani che la indica come Malvagia, dal dialettale Marvascia. Non si conosce l'origine di questo nome, ne il significato, vista la bontà del vitigno della zona, allevato prevalentemente nell'isola di Salina, con qualche ettaro anche sulla terraferma in provincia di Messina e Catania. Il vitigno si presenta con grappoli di medie dimensioni, a forma cilindrica lunga, con densità a spargolo e un'ala. Le bacche sono di dimensioni medio-piccole, sferiche o ovali, con bei colori dorati, bucce fini. Il vitigno è molto aromatico, con una vigoria ed una maturazione media.

I vini della Malvasia delle Lipari

La Malvasia delle Lipari dà luogo ad alcuni dei vini più famosi e rinomati della Sicilia, generalmente in tipologia passito e dolci, anche se non mancano le vinificazioni secche, meno pregiate ma ugualmente di buona fattura. È un vitigno vinificato prevalentemente in purezza, anche se non mancano gli assemblaggi. I vini passiti provengono da uve sovra-maturate e appassite, sia su pianta ma più frequentemente su graticci o in locali appositi. Con la sua propria denominazione di origine, il DOC Malvasia delle Lipari passito è un vino ricco, dorato, con i profumi classici del passito che esprimono belle note floreali distese su sentori erbacei e arricchite dall'immancabile aroma di albicocche e miele. Il palato è denso e altrettanto ricco, con continui richiami alla gamma olfattiva. La dolcezza è equilibrata da un buona acidità, con un gusto morbido e avvolgente. Accompagna l'intera pasticceria siciliana, sia secca che cremosa, o si serve bene in meditazione e aperitivo. Nella tipologia secca riesce ad abbinarsi a pesci di un certo rango.

I produttori

Un produttore svetta su tutti, Hauner nell'isola di Salina. Il suo miglior prodotto è il Malvasia delle Lipari Passito Selezione Carlo Hauner, un buonissimo passito tagliato con il 5 per cento di Corinto Nero dove la gamma olfattiva gioca tra i datteri e il cedro, con belle sensazioni di caramello e miele avvolte nelle erbe aromatiche. Bocca densa e fresca, ancora avvolgente, per abbinarsi alla torta di mele. Grande fattura anche per la Malvasia passito non selezionata, sempre con il 5 per cento di Corinto, di un bel colore ambra brillante. Qui predominano il torrone, le albicocche e le erbe seccate con un palato dolce alla nocciola. Ottimo con il parfait di pistacchio.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del Malvasia delle Lipari DOC?
    Il Malvasia delle Lipari DOC è celebre principalmente nella versione passita, un vino dolce dal colore dorato intenso e una struttura ricca e densa. Al naso esprime un bouquet complesso dominato da note floreali, sentori erbacei e i tipici aromi di albicocca secca e miele. In bocca, la dolcezza è perfettamente bilanciata da una buona acidità, garantendo un finale morbido e avvolgente. Esistono anche versioni secche, ottenute da uve non appassite, che risultano meno pregiate ma comunque di buona fattura, ideali per accompagnare piatti di pesce di alto livello.
  • Come viene prodotto il vino passito Malvasia delle Lipari?
    La produzione del passito avviene attraverso l'appassimento delle uve, che vengono lasciate sovra-maturare. Questo processo può avvenire direttamente sulla pianta o, più frequentemente, su graticci o in locali appositi dotati di areazione controllata. L'obiettivo è concentrare zuccheri e aromi nelle bacche prima della vinificazione. Il risultato è un vino che mantiene intatte le peculiarità aromatiche del vitigno, sviluppando quelle note di frutta secca e miele che lo contraddistinguono, grazie a una fermentazione lenta che preserva l'equilibrio tra dolcezza e acidità residua.
  • Chi è il produttore più rappresentativo di questo vitigno?
    L'azienda che spicca nettamente tra i produttori di Malvasia delle Lipari è quella di Carlo Hauner, situata sull'isola di Salina. Hauner è riconosciuto per la sua alta qualità e per aver portato il vitigno agli standard internazionali. I suoi vini, come il 'Selezione Carlo Hauner', sono esempi di grande fattura tecnica ed espressività, capaci di interpretare al meglio il terroir vulcanico delle Eolie. La sua presenza storica e la cura maniacale nella selezione delle uve lo rendono il punto di riferimento assoluto per chi cerca l'eccellenza in questa denominazione.
  • Con quali cibi si abbina meglio il Malvasia delle Lipari?
    Le abbinamenti alimentari variano in base alla tipologia. Il passito, grazie alla sua dolcezza e struttura, accompagna magnificamente l'intera pasticceria siciliana, sia secca che cremosa. Si consiglia con la torta di mele o il parfait di pistacchio, dove le note di torrone e miele esaltano i sapori dolci. Per le versioni secche, invece, il vino si rivela perfetto per accompagnare pesci di un certo rango, sfruttando la sua freschezza e acidità per pulire il palato. Anche in meditazione o come aperitivo dolce, il passito offre un'esperienza sensoriale unica e rilassante.
  • Cosa significa l'assemblaggio con il Corinto Nero nei vini di Hauner?
    Nei vini di Carlo Hauner, come il 'Selezione Carlo Hauner', il Malvasia delle Lipari viene assemblato con una piccola percentuale (solitamente il 5%) di Corinto Nero, un vitigno a bacca nera. Questa aggiunta apporta complessità aggiuntiva, introducendo note di dattero, cedro e caramello che si fondono armoniosamente con le erbe aromatiche tipiche della Malvasia. Il Corinto Nero contribuisce a dare struttura e profondità al vino, creando un profilo olfattivo più articolato e un palato ancora più avvolgente, senza però coprire l'identità principale del vitigno bianco autoctono.

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