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Malvasia del Lazio

Aggiornato il 27 settembre 20123 capitoli5 domande frequenti
Malvasia del Lazio

La varietà

La Malvasia del Lazio è un vitigno a bacca bianca che, come è facile intuire, fa parte della famiglia della Malvasie, uno dei vitigni più antichi e anche coltivati in Europa e specialmente in Italia. Data la sua estrema adattabilità al territorio dove viene coltivata, ha subito nel corso dei secoli, variazioni a seconda delle varie condizioni ambientali. Oggi sono più di dieci le varietà distinte tra loro, con alcune anche a bacca nera. La Malvasia deve il suo nome al porto greco di Monemvasia, da dove sarebbe cominciata la diffusione di questo vitigno, e probabilmente la sua origine è proprio ellenica. Le Malvasie in comune hanno i loro vini sempre molto carichi e aromatici, quasi tutti dolci e alcolici. La Malvasia del Lazio in particolare fu riconosciuta nel 1888 da Mengarini anche se l'Acerbi nel 1825 ne introdusse la descrizione. È un vitigno di qualità che purtroppo ha conosciuto in passato una forte flessione nell'impiego a causa della particolare sofferenza alle avversità. Oggi si inizia una sua riscoperta con buone vinificazioni in purezza o in assemblaggio. Viene chiamata anche Malvasia puntinata, e si presenta con grandi grappoli a forma piramidale, alati, con chicchi sferici di medie dimensioni, con medie concentrazioni di pruina sulle bucce gialle puntinate di marrone. Viene coltivata sulle colline dei Castelli Romani, sotto a buone esposizioni solare, con rese medie e costanti.

I vini della Malvasia del Lazio

I vini della Malvasia vengono vinificati sia in purezza che in assemblaggio spesso con il Trebbiano, per produrre vinificazioni molto interessanti ora che la si è riscoperta. La Malvasia in purezza nel Lazio possiede il classico colore dorato e brillante, e rispecchiano generalmente anche le altre caratteristiche proprie della famiglia, con profumi dolci si frutta bianca e qualche accenno erbaceo o floreale a seconda dell'invecchiamento. Il palato è piacevolmente sapido e amabile, e trova buoni abbinamenti con i primi ai crostacei o ai molluschi, ma anche con carni bianche e verdure. Nella regione viene utilizzata per produrre la maggior parte dei vini bianchi, e fa parte di alcune denominazioni tra cui il Frascati con il suo sinonimo di Malvasia Puntinata. Qui i vini si fanno molto più interessanti e acquistano complessità in assemblaggio con altri vitigni autoctoni. Qui viene vinificata anche dolce.

I produttori

Una splendida Malvasia puntinata in purezza è lo Stillato IGT di Principe Pallavicini. Il vino dorato riflette delle venature ramate. Il naso è complesso ma soprattutto ampio con le scorze di agrumi amari e il mosto cotto che rompono la dolcezza delle albicocche. Al palato è dolce ma mitigato dall'acidità e da un punto di mandorla amara. Poi è tutta frutta secca fino alla fine. Buonissimo con la torta di mandorle. In tipologia secca da provare il Frascati Superiore DOC di Cantine Zandotti, con il 20 per cento di Trebbiano e il 10 di Bombino. Bella presenza di tiglio e acacia con una netta vena fruttata di pere e pesche dolci finite dal melone. Bocca densa e sapida, di grande ricchezza, per i cannelloni.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino prodotto con Malvasia del Lazio?
    Il vino ottenuto da Malvasia del Lazio, nota anche come Malvasia Puntinata, si distingue per un colore dorato e brillante. Al naso offre profumi intensi di frutta bianca, accompagnati da note erbacee o floreali che variano in base all'invecchiamento. Al palato risulta piacevolmente sapido e amabile, con una struttura che può essere mitigata dall'acidità nelle versioni più secche. Questa combinazione di aromi dolci e freschezza lo rende un vino versatile, capace di esprimere sia la tipicità della famiglia delle Malvasie, spesso associate a vini dolci e alcolici, sia una maggiore eleganza quando vinificato in purezza o in assemblaggi controllati.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare la Malvasia del Lazio?
    Grazie al suo profilo sapido e alla sua versatilità, la Malvasia del Lazio si abbina eccellentemente ai primi piatti a base di crostacei e molluschi, esaltando la dolcezza del mare senza coprirne i sapori. È inoltre perfetta con carni bianche leggere e contorni di verdure, dove la sua acidità pulisce il palato. Nelle versioni dolci o passite, come lo Stillato IGT, diventa ideale per dessert specifici, in particolare torte di mandorle o pasticceria secca, dove le note di frutta secca e agrumi amari creano un contrasto armonioso con la dolcezza dello zucchero.
  • In quali Denominazioni di Origine è presente la Malvasia del Lazio?
    La Malvasia del Lazio, specificamente nella variante 'Puntinata', è un componente fondamentale delle denominazioni dei Castelli Romani. La più celebre è indubbiamente il Frascati DOC, dove contribuisce alla struttura e all'aromaticità del blend insieme ad altri vitigni autoctoni come il Trebbiano Toscano e il Bellumoro. Spesso compare anche nel Frascati Superiore DOCG, dove l'invecchiamento e l'assemblaggio con percentuali minori di Trebbiano e Bombino conferiscono al vino maggiore complessità e longevità. La sua presenza è storica e radicata nel territorio laziale, rappresentando un pilastro della tradizione enologica locale.
  • Perché la Malvasia del Lazio ha subito un calo di popolarità e oggi sta tornando in auge?
    Storicamente, la Malvasia del Lazio ha sofferto di una forte flessione perché risultava particolarmente vulnerabile alle avversità climatiche e fitopatologiche, rendendo difficile la gestione in vigneto e riducendo le rese. Questo ha portato molti viticoltori a preferire cultivar più resistenti. Tuttavia, negli ultimi decenni si è assistito a una rinascita grazie alla riscoperta dei vitigni autoctoni e all'interesse per la qualità. Grazie a migliori pratiche agronomiche e vinificazioni più curate, sia in purezza che in assemblaggio, i produttori stanno valorizzando nuovamente questo vitigno, restituendogli prestigio e attenzione da parte degli appassionati di vino.
  • Come si presenta fisicamente il grappolo di Malvasia Puntinata?
    La Malvasia Puntinata si riconosce facilmente per la sua morfologia distintiva. Produce grappoli di grandi dimensioni, dalla forma piramidale e alata, ovvero con ali laterali ben sviluppate. I chicchi sono di media grandezza, di forma sferica e presentano una buccia di colore giallo paglierino, caratterizzata da evidenti puntinature marroni che giustificano il nome 'puntinata'. Sulla superficie dei grappoli si osserva una media concentrazione di pruina, una polvere cerosa naturale che protegge l'uva. Queste caratteristiche botaniche, unite alla coltivazione su colline ben esposte, contribuiscono alla qualità finale dell'uva destinata alla vinificazione.

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