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Vino Rosso · Vino rosso piemontese

Nebbiolo d'Alba

Aggiornato il 24 settembre 20264 capitoli5 domande frequenti
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Le Zone di Produzione del Nebbiolo D’Alba

La città di Alba è una località situata nella regione del Piemonte, rinomata come centro enogastronomico; questa è, infatti, la capitale del tartufo bianco, posta al centro del territorio di produzione dei vini Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto, Nebbiolo: ossia dei rossi più pregiati dell’Italia nord-occidentale. La città di Alba è una zona ricca di ristoranti e cantine, è quindi un vero paradiso per chi ama il turismo enogastronomico. La denominazione Nebbiolo, oltre ad indicare un vino, indica anche un vitigno presente nella gran parte dei vini rossi piemontesi. L’origine del nome potrebbe fare riferimento al periodo della raccolta delle uve, ovvero ottobre, momento in cui appaiono le prime nebbie. Altri invece ritengono che si chiami in questo modo a causa dello strato pruinoso che riveste i chicchi, annebbiandone i colori. Il Nebbiolo venne nominato solo nel XIII secolo, quando venne classificato come vitigno pregiato. Nel 1600 venne richiesto dalla nobiltà piemontese. Nell’Ottocento il Nebbiolo assume le sue caratteristiche di vino secco, corposo e adatto all’invecchiamento. Ciò accadde anche per merito dei francesi che diedero un grande contributo all’evoluzione qualitativa del vino. Esistono tre varianti di Nebbiolo: lampia, Michet e rosé. La tipologia più diffusa è la lampia, che presenta un vitigno con foglie medie o grandi e grappoli allungati; il Michet ha invece un grappolo raccolto che, per le sue piccole dimensioni, prende il nome di micot; il rosé, infine, è una varietà quasi del tutto abbandonata. In due aree del Piemonte il nebbiolo origina ben dodici vini, sia DOC sia DOCG. Al nord produce: Carema, Gattinara, Boca, Bramaterra, Fara, Ghemme, Sizzano, Lessona. A sud: Barolo, Barbaresco, Nebbiolo d’Alba, Roero. Nelle sue zone di produzione il vitigno del Nebbiolo viene solitamente coltivato ad altezze comprese tra 250 e 450 metri. La zona di produzione del vino Nebbiolo è attraversata dal fiume Tanaro, che separa in due parti distinte un terreno che a destra si mostra compatto, costituito da colline calcareo-argillose, mentre a sinistra è più leggero. I vini prodotti sulla parte destra hanno una struttura notevole e sono longevi, mentre gli altri sono più delicati e gradevoli anche in gioventù.

Le Caratteristiche del Nebbiolo d’Alba

Il Nebbiolo d’Alba viene prodotto con l’omonimo vitigno in purezza. La resa massima delle uve è di 90 quintali per ettaro. Dopo la pressatura, terminata la macerazione del mosto sulle bucce, il vino ottenuto viene lasciato maturare in vasi vinari di legno. Al momento della commercializzazione, deve avere un colore rosso rubino più o meno carico con riflessi granati, nel caso fosse sottoposto a invecchiamento. Ha un profumo caratteristico, tenue e delicato, con ricordi di viola. Lascia, inoltre, trasparire variegati sentori floreali e di piccoli frutti. Il sapore va dal secco al morbido, è di buon corpo, giustamente tannico da giovane, più vellutato e armonico quando è maturo. Il suo tasso alcoolico minimo è pari a 12% vol e l’invecchiamento obbligatorio è di un anno. Esiste anche la versione spumante, da servire fresca. Il Nebbiolo d'Alba fermo va servito a 18°C per accompagnare pietanze quali: primi piatti con sughi di carne e piatti a base di carni rosse sottoposte a lunghe cotture. Abbiamo due tipologie di Nebbiolo, a seconda della parte del terreno su cui viene coltivato: se nasce a sinistra è giovanile, quindi è più gentile e si può abbinare a pietanze come carni anche rosse, ma non troppo cotte. Va servito ad una temperatura ambiente pari a 16-18°C e può anche essere accompagnato da tagliolini al sugo di lepre, pennette al fondo di brasato, lasagne al forno, tagliatelle al ragù alla bolognese, arrosto saporito di vitello, maiale al forno, grigliata di carne e bollito misto. Il Nebbiolo d’Alba prodotto a destra del Tanaro è invecchiato, mostra una struttura più ampia e si accosta meglio ai piatti di carne più strutturati. Va servito ad una temperatura ambiente pari a 18°C insieme a pietanze, quali: carbonata alla valdostana, spezzatino di manzo ai funghi, lepre in salmì, spalla di cinghiale in umido e medaglioni di cervo in salsa al vino rosso.

Le Cantine del Nebbiolo: Prunotto e Fontana Fredda

L’azienda del Prunotto si trova ad Alba, il luogo più importante delle Langhe, sulla riva destra del fiume Tanaro. L'azienda, per un totale di circa 50 ettari, possiede vigneti nelle migliori fasce geografiche vinicole della regione piemontese ed inoltre è in possesso di molti mezzi tecnici che consentono una produzione di vino ottima dal punto di vista qualitativo. Anche la tecnica di imbottigliamento è stata rinnovata al punto da evitare in qualsiasi modo il rischio di ossidazione. Altra cantina in cui vengono prodotti il vino Nebbiolo d’Alba, insieme al Barbaresco e al Barbera d’Asti, è la Fontana Fredda, un’azienda basata su di un progetto riserva bionaturale, la quale era costituita da 122 ettari di superficie che rappresentano l’insieme della tenuta: 84 coltivati a vigneto, 6 a noccioleto, 2 a prato e orto, 13 a bosco, e i rimanenti occupati dagli edifici, dalle cantine storiche, dalla Villa Reale e dal parco.

I Poderi Colla e Renato Ratti

I poderi Colla hanno diverse tenute: Roncaglia, Drago e Le Rose. La prima consta di 13 ettari, di cui circa 8 vitati, in una delle zone del Barbaresco; Drago consta di venticinque ettari totali, di cui circa 12 di vigneto, sulla collina Bricco del Drago, a sette chilometri dal centro di Alba; e, infine, Le Rose ha una superficie di 6 ettari interamente vitati a Nebbiolo. A metà della collina che domina la valle principale del Barolo, invece, si trova la cantina di Renato Ratti, dove vengono prodotti vini quali: Dolcetto d’Alba DOC, Barbera d’Alba DOC, Nebbiolo d’Alba DOC, Barolo DOCG.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Nebbiolo d'Alba prodotto sulla sponda destra e quella sinistra del fiume Tanaro?
    La posizione rispetto al fiume Tanaro influenza drasticamente il carattere del vino. Sul lato destro, caratterizzato da terreni compatti calcareo-argillosi, il Nebbiolo d'Alba sviluppa una struttura notevole, maggiore potenza e una spiccata attitudine all'invecchiamento, risultando ideale per carni rosse molto strutturate come lo spezzatino ai funghi o il cinghiale. Al contrario, i vini prodotti sulla sponda sinistra provengono da terreni più leggeri e delicati; questi esemplari sono più morbidi, gentili e pronti da bere in gioventù, abbinandosi perfettamente a tagli di carne meno cotti, arrosti di vitello o maiale e primi piatti come le tagliatelle al ragù.
  • Come si presenta il colore e l'aroma tipico del Nebbiolo d'Alba?
    All'occhio, il Nebbiolo d'Alba offre un colore rosso rubino che può variare in intensità; se il vino è stato sottoposto a un periodo di invecchiamento, è comune osservare riflessi granati. L'olfatto è distinto da un profumo tenue e delicato, dominato dai classici ricordi di fiori di viola, ma capace di rivelare anche una gamma variegata di sentori floreali e note di piccoli frutti di bosco. Al palato, il vino si conferma secco o morbido, con un corpo buono e una tannicità ben bilanciata: da giovane risulta giustamente tannico, mentre con la maturazione diventa vellutato e armonioso.
  • Quali sono i requisiti di invecchiamento e gradazione alcolica minima per il Nebbiolo d'Alba DOC?
    Per poter essere commercializzato come Nebbiolo d'Alba DOC, il vino deve rispettare precisi disciplinari produttivi. In particolare, è previsto un obbligo di invecchiamento minimo di un anno prima della vendita, periodo durante il quale il vino matura solitamente in vasi vinari di legno dopo la macerazione sulle bucce. Per quanto riguarda la forza alcolica, il titolo alcolometrico volumico naturale minimo richiesto è del 12%. Questi parametri garantiscono che il vino raggiunga la propria piena espressione aromatica e strutturale, mantenendo l'equilibrio tipico del vitigno.
  • A quale temperatura va servito il Nebbiolo d'Alba e quali formaggi o piatti consiglia?
    Il servizio ottimale del Nebbiolo d'Alba richiede una temperatura compresa tra i 16 e i 18°C, a seconda della struttura del singolo vino e dell'abbinamento scelto. È un vino versatile che accompagna eccellentemente i piatti della tradizione piemontese. Si abbina bene a primi piatti con sughi di carne, come tagliolini al sugo di lepre o pennette al fondo di brasato, nonché a secondi di carne rossa come arrosto di vitello, maiale al forno, grigliate miste e bollito. Per le versioni più strutturate e invecchiate, ideali sono piatti robusti come la carbonata valdostana o la lepre in salmì.
  • Da dove deriva il nome 'Nebbiolo' e quali sono le sue principali varianti clonali?
    L'etimologia del nome Nebbiolo è oggetto di dibattito ma si lega principalmente all'ambiente pedemontano piemontese. Una teoria collega il nome alle nebbie autunnali che avvolgono le vigne a ottobre, periodo della vendemmia; un'altra ipotesi suggerisce che derivi dallo spesso strato pruinoso (farina) che ricopre gli acini, annebbiandone visivamente il colore. Storicamente classificato come vitigno pregiato già nel XIII secolo, il vitigno presenta tre varianti principali: la Lampia, la più diffusa con grappoli allungati; il Michet, con grappoli più piccoli e raccolti; e il Rosè, una varietà oggi quasi scomparsa.

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