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Valpolicella vino

Aggiornato il 29 ottobre 20144 capitoli5 domande frequenti
Vigneti della Valpolicella

La vocazione vinicola della Valpolicella

Le fonti degli storici romani ci parlano di un vino denominato Retico. Citato da Plino e da Marziale, apprezzato dagli imperatori che lo facevano servire nei loro banchetti, Il vino Retico doveva il suo nome al popolo dei Reti, che era stanziato nella zona delle Alpi Retiche. Tra i territori abitati da questa popolazione, vi erano anche il veronese e l'attuale Valpolicella, dove i Reti avevano i loro vigneti. Era un vino concentrato, simile agli attuali passiti, che i romani usavano bere dopo aver diluito e speziato. La presenza della vite in Valpolicella ha probabilmente origini più antiche: tra i resti trovati in caverne, sicuramente abitate in epoca remota, sono state trovate pitture rupestri e oggetti che sembrerebbero dimostrare una familiarità di queste popolazioni con l'uva.

La produzione vinicola in Valpolicella oggi

Dall'epoca romana a oggi la Valpolicella ha sempre mantenuto la sua vocazione di terra del vino, passando per il medioevo, le dominazione scaligera prima e veneziana poi, fino ad arrivare alla modernizzazione delle tecniche agricole nel secondo dopoguerra. Attualmente in questo territorio collinare si producono tre denominazioni DOC di vino rosso: il Valpolicella, il Recioto e l'Amarone. Gli ultimi due vini sono prodotti dai medesimi vitigni del Valpolicella, sottoposti però a un periodo di appassimento. Il vino Valpolicella DOC è prodotto con una miscela di uve diverse, delle quali la più importante è soprattutto la Corvina (oppure la Corvinone, dalle caratteristiche simili). Gli altri vitigni presenti sono il Rondinella e, in alcuni casi, il Molinara.

Caratteristiche e qualifiche del vino Valpolicella

Il vino Valpolicella DOC è contraddistinto da un colore rosso rubino carico, un profumo gradevole con un vago sentore di mandorle amare. Ha una gradazione minima di 11 gradi. Esistono numerose qualifiche che si possono trovare nell'etichetta del Valpolicella. Innanzitutto quelle geografiche: all'interno del territorio vi è una zona chiamata Valpolicella classica, che comprende Fumane, Negrar, Marano, Sant'Ambrogio e San Pietro in Cariano. Il vino qui prodotto porta la denominazione Valpolicella Classico. Stesso discorso vale per la Valpantena. Vi sono poi le qualifiche relative all'invecchiamento, con la tipologia Superiore invecchiata di almeno 12 mesi. La denominazione Ripasso allude invece al fatto che il vino è fermentato sulle vinacce residue del Recioto e/o dell'Amarone.

Il Valpolicella in tavola

Il vino Valpolicella DOC è adatto per molte occasioni, sicuramente indicato per accompagnare carni bianche e formaggi, ma anche paste al forno e primi con sughi di carne. La temperatura ideale a cui andrebbe servito è attorno ai 16-18 gradi. Il Valpolicella Superiore è un vino più nobile, ideale per accompagnare i grandi pranzi con piatti importanti, magari di selvaggina o arrosti. Il Valpolicella Ripasso è un vino dalla gradazione alcolica più elevata, che arriva a 14%. Si abbina bene ai primi molto saporiti, o alle grigliate di carne. La temperatura a cui va servito è la medesima del Valpolicella. Per quanto riguarda il tempo di maturazione ideale per ottenere il massimo gusto dal vino, per il Valpolicella DOC servono due anni di conservazione in bottiglia.

Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il Valpolicella DOC?
    La base fondamentale del Valpolicella è costituita principalmente dall'uva Corvina, talvolta sostituita o affiancata dalla Corvinone, varietà affine per caratteristiche organolettiche. A questi vitigni pregiati si aggiunge la Rondinella, che contribuisce alla struttura e al corpo del vino. In alcune blend, specialmente nelle versioni più tradizionali o storiche, può essere presente anche la Molinara, sebbene il suo utilizzo sia diminuito negli anni recenti a favore di profili più strutturati. Questa combinazione permette di ottenere un vino equilibrato, con un buon equilibrio tra acidità e tannini, tipico dello stile classico della zona.
  • Cosa distingue il Valpolicella Ripasso dalle altre tipologie?
    Il Valpolicella Ripasso si differenzia nettamente grazie a un processo di affinamento unico: viene messo a macerare sulle vinacce (residui solidi) già spremute per produrre Amarone o Recioto. Questo passaggio, chiamato appunto 'ripasso', estrae coloranti, polifenoli e zuccheri residui, conferendo al vino un colore più intenso, una struttura più ricca e una gradazione alcolica superiore, che spesso supera il 14%. Il risultato è un vino complesso, definito 'nobile', con note più marcate rispetto al Valpolicella classico, ideale per chi cerca maggiore intensità senza passare ai grandi passiti.
  • Come si presenta il colore e l'odore di un Valpolicella DOC classico?
    Un Valpolicella DOC standard si presenta con un colore rosso rubino vivace e brillante, che tende leggermente verso l'aranciato con l'invecchiamento. L'odore è gradevole e fruttato, con evidenti note di ciliegia e frutti di bosco, ma spicca distintamente una nota caratteristica di mandorla amara, tipica della varietà Corvina. Al naso si percepisce anche una leggera freschezza aromatica. Questi profumi non devono essere eccessivamente complessi come quelli di un Amarone, ma devono risultare puliti, invitanti e immediatamente riconoscibili, garantendo la tipicità varietale della zona veronese.
  • In quali occasioni e con quali piatti è consigliato servire il Valpolicella?
    Grazie alla sua versatilità, il Valpolicella è eccellente con i primi piatti conditi con sughi di carne, le paste al forno e i formaggi stagionati di media maturazione. È perfetto anche con carni bianche cotte alla brace o arrosto. Per il Valpolicella Superiore, che ha una struttura maggiore, si consiglia di accostarlo a piatti più importanti come la selvaggina o arrosti più consistenti. Il Ripasso, essendo più corposo e alcolico, si abbina magnificamente a grigliate miste, carni rosse alla brace e primi molto saporiti. La temperatura di servizio ideale per tutte le varianti si aggira tra i 16 e i 18 gradi Celsius.
  • Quanto tempo deve invecchiare il Valpolicella per esprimere il meglio?
    Per il Valpolicella DOC base, il periodo di maturazione ideale in bottiglia è di circa due anni. Questo tempo permette ai tannini di ammorbidirsi e agli aromi di integrarsi armoniosamente, offrendo il massimo del piacere gustativo senza perdere la freschezza originaria. Le versioni Superiore, che hanno subito un invecchiamento obbligatorio di almeno 12 mesi in legno prima del rilascio, sono strutturate per resistere più a lungo, potendo beneficiare di ulteriori anni di affinamento in cantina per sviluppare note terziarie più complesse. Non è un vino pensato per decenni di conservazione come l'Amarone, ma richiede comunque una breve pazienza.

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