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Vino Bianco · Vino bianco marche

Offida

Aggiornato il 27 dicembre 20134 capitoli5 domande frequenti
offida

La zona vinicola

La zona vinicola corrispondente alla denominazione di origine controllata Offida fa parte della provincia di Ascoli Piceno e Fermo, situate nelle Marche meridionali. Si tratta di colline abbastanza dolci per il 60% mentre il resto del territorio è costituito dalle montagne più alte delle Marche, chiaramente non coltivabili. Le colline sono sottoposte ad una continua modificazione ed erosione a causa dei numerosi torrenti che le attraversano, che determinano oltre alla continua erosione anche il continuo deposito di nuovi materiali. Si hanno quindi una serie di valli scavate dai corsi d'acqua e dei nuovi terrazzamenti creati dai depositi dei fiumi. I depositi risalgono a partire da circa 235.000 anni fa, per interrompersi poi intorno ai 125.000 anni fa, durante il Pleistocene medio e inferiore quando compaiono anche dei piccoli affioramenti. In seguito i depositi riprendono con dei limi sabbiosi ed argillosi misti a conglomerati e sabbie tra i 90.000 e i 70.000 anni fa. Un ultimo strato di depositi si conforma tra i 28 e i 7 mila anni fa, ancora con limo di argilla e sabbia, misto a ghiaia e vari ciottoli di fiume. Le Marche subirono le stesse trasformazioni climatico-ambientali del resto d'Italia, quando il succedersi degli eventi prima chiusero lo Stretto di Gibilterra creando un ambiente evaporitico, e poi lo riaprirono, salinizzando di nuovo l'antico mare della Tetide, oggi Mediterraneo, con la conseguente scomparsa degli animali bentonici del fondo e l'aumento di quelli superficiali a guscio siliceo come le piccole Diatomee o i molluschi dal guscio calcareo. Vi è quindi un deposito di gessi e solfiti, in prevalenza rocce solfatiche, marne argillose scure, marne tripolacee (Diatomee) e argille bituminose. L'ultimo deposito è quello sabbioso e ghiaioso, fatto di granuli medio-fini dell'ultimo periodo sopra descritto risalente a circa 7.500 anni fa. Qui lo Stretto di Gibilterra di nuovo aperto fa confluire l'acqua all'interno del bacino, e depositare sali marini di argille grigio-azzurre (argille azzurre), e sopra strati di sabbie deltizie o di spiaggia. Il clima della zona è subappenninico con le montagne a influenzare l'ambiente. Quindi si hanno inverni caratterizzati da freschezza ed umidità da pioggia e venti provenienti dai Balcani, che provocano spesso nevicate e nebbie, con temperature molto basse. Le estati sono secche e calde, con temperature che possono arrivare fino ai 38° C.

I vitigni bianchi

Il vitigno bianco principale con cui vengono prodotti i bianchi sotto la nuova denominazione Terre di Offidia è il Passerina. Il Passerina è un vitigno autoctono dell’Italia centrale conteso tra questa zona delle Marche e il Frusinate. Essendo un vitigno molto antico infatti non si ha ancora la certezza della sua origine anche a causa dei tanti sinonimi utilizzati dalle varie zone in molti secoli. Si favorisce l'ipotesi marchigiana per il momento, e quella frusinate sembra tramontare sempre più. Probabilmente è parte della famiglia dei Trebbiani e ha molte similitudini con alcuni vitigni dell'Italia centrale. Si pensa addirittura ad una mutazione del Biancame, sempre marchigiano. Qui è molto diffuso, anche se il vitigno ha conosciuto un lungo periodo di crisi, in particolare dovuta alla concorrenza con altri vitigni. Il Passerina però ha una qualità più elevata rispetto ai Trebbiani, ed è riuscito a rimanere nelle preferenze dei produttori di qualità. Il Passerina ha grappoli medio-grandi a forma di piramide. Gli acini invece sono piccoli, giallo-oro e pruinosi. Matura a fine di settembre e si segnala per vigoria e buone rese. Gli acini hanno un ottimo equilibrio tra acidità e zuccheri, fornendo quindi una buona dose alcolica ma al tempo stesso la giusta acidità. I vini del Passerina sono tornati alla ribalta grazie alla loro qualità, come bei colori paglierini e profumi di frutta tropicale, agrumi, erbe e miele su un fondo di spezie. Palato in cui l'acidità è evidente ma in equilibrio con la sapidità. Il retrogusto invece è amaro. Si vinifica anche in tipologia dolce, con belle note di zabaione, creme caramel, vaniglia e frutta secca. Si abbina con piatti di qualità, crostacei o risotti, zuppe di pesce e fritture e molti altri piatti marchigiani.

L'Offida DOCG bianco

L'Offida DOC è stato riformato con il decreto ministeriale del 15 giugno 2011 e ora si chiama Terre di Offida DOCG per autorizzare la produzione nei comuni della provincia di Ascoli Piceno e Fermo. La base ampelografica per i bianchi vede l'impiego al 85% del Passerina, con un 15% di altre uve autorizzate nella regione. Sono previste le tipologie fermo, Passito, Vin Santo e Spumante, con rese limitate entro le 12 tonnellate per ettaro per tutte le tipologie. Il grado alcolico invece deve essere di almeno 10,50% per il fermo e di 11,5% vol. per le altre tipologie. La vinificazione e l'imbottigliamento possono avvenire in tutta la regione Marche, anche se solo per le aziende esistenti prima della pubblicazione del disciplinare. purché le aziende agricole interessate dimostrino di essere esistenti alla data di pubblicazione del decreto.

Le aziende

La Cantina dei Colli Ripani vinifica l'Offidia Passerina Ninfa Ripana, con profui di mela golden, nespola, melissa e sambuco. Molto fresco e dissetante, è ottimo per i piatti con uova.

Domande frequenti

  • Qual è il vitigno principe dell'Offida DOCG bianco e quali sono le sue caratteristiche organolettiche?
    Il vitigno principale è il Passerina, che deve costituire almeno l'85% dell'uvaggio. Questo vitigno autoctono, probabilmente imparentato con i Trebbiani, offre vini dal colore paglierino brillante e aromi complessi che spaziano dalla frutta tropicale agli agrumi, fino a note erbacee, di miele e spezie. Al palato si distingue per un'acidità vivace ma ben bilanciata dalla sapidità, con un finale leggermente amarognolo. La sua maturazione tardiva, verso fine settembre, permette di sviluppare un ottimo equilibrio tra zuccheri e acidità, garantendo struttura e longevità al vino.
  • Cosa cambia rispetto al vecchio Offida DOC e qual è la nuova denominazione?
    Con il decreto ministeriale del 15 giugno 2011, la denominazione è stata elevata a Offida DOCG (Terre di Offidia), rendendola più esclusiva e protetta. Questa riforma amplia l'autorizzazione produttiva ai comuni delle province di Ascoli Piceno e Fermo. Il disciplinare è diventato più rigoroso, imponendo rese massime contenute (12 tonnellate per ettaro) e gradi alcolici minimi specifici: 10,5% per la versione fermo e 11,5% per le tipologie passito, vin santo e spumante. L'obiettivo era valorizzare la qualità intrinseca del territorio e del vitigno Passerina.
  • Come si presenta il terreno e il clima della zona di produzione?
    La zona collinare, situata nelle Marche meridionali, presenta terreni giovani formatisi nel Pleistocene, composti da limi sabbiosi, argille, ghiaia e ciottoli fluviali. Una caratteristica distintiva è la presenza di 'argille azzurre', depositi marini antichi ricchi di sali e fossili di diatomee, che conferiscono ai vini una marcata mineralità. Il clima è subappenninico: gli inverni sono freddi e umidi con frequenti nebbie, mentre le estati sono secche e calde, con picchi termici fino a 38°C. Questa escursione termica favorisce la maturazione lenta delle uve, preservando acidità e aromi.
  • Quali abbinamenti gastronomici sono consigliati per l'Offida DOCG bianco?
    Grazie al suo profilo aromatico complesso e alla sua acidità strutturata, l'Offida DOCG bianco si abbina eccellentemente con la cucina marchigiana e non solo. È ideale con piatti di media importanza come crostacei, risotti delicati, zuppe di pesce e fritture. La versione ferma trova perfetta armonia anche con piatti a base di uova e formaggi freschi. Se si opta per la versione passito, dolce e ricca di note di crema caramella, vaniglia e frutta secca, essa diventa un perfetto accompagnamento per dessert o formaggi erborinati.
  • Esistono diverse tipologie di vino all'interno della denominazione Offida DOCG?
    Sì, il disciplinare prevede quattro tipologie distinte per il bianco: fermo, Passito, Vin Santo e Spumante. Mentre il fermo è il più comune e dissetante, le altre tipologie richiedono processi di vinificazione specifici. Il Passito e il Vin Santo offrono profili dolci e concentrati, ideali per chi cerca vini da meditazione o da accompagnamento a dolci. Lo Spumante, ottenuto solitamente con metodo classico o Charmat, sfrutta l'acidità naturale del Passerina per creare bolle fini e persistenti. Tutte le tipologie condividono la base ampelografica del Passerina al minimo 85%.

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