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Colli Pesaresi

Aggiornato il 28 ottobre 20134 capitoli5 domande frequenti
area vinicola

La zona vinicola

La zona vinicola del Colli Pesaresi DOC è molto ampia e occupa gran parte della provincia di Pesaro e Urbino, con una topografia caratteristica di colline di quota elevata in particolare nella parte interna, dove l'Appennino si esprime in tutta la sua maestosità. Qui l'ambiente è piuttosto isolato da quella che è la normale struttura antropologica del territorio, con il 50% della provincia che ha carattere boschivo. L'altro 50% vede la presenza di numerosi vigneti piantati su terreni calcareo-argilloso caratterizzati sa selci e marne nate a partire dal Cretaceo, geologicamente lontano 140 milioni di anni. La parte più superficiale si è andata poi successivamente depositando con delle alluvioni, dopo che era stata stratificata la classica componente fossile marina che ha fornito ancora del calcare. Le vigne vengono quindi alimentate da una terra minerale e ricca. La zona è caratterizzata da presenza di argilla e marne a fucoidi, con stratificazioni di rocce a scaglia rosa formata da argilla e calcare, e stratificato anche da calcare marnoso ossidato tendente al rosso più o meno grandi. L'ossidazione dell'ematite rende particolari queste marne che sono su formazioni carbonatica sedimentarie marine e su maioliche. Quindi in profondità ecco i piccoli fossili marini mentre in superficie i protagonisti sono i solfati e il gesso, le marne argillose scure, le marne tripolacee (Diatomee), le argille bituminose e le rocce solfatiche. L'ultimo strato sedimentario è originato dalle alluvioni più recenti di ghiaia e sabbia. Dal punto di vista climatico invece l'area ha un carattere piuttosto continentale, classico dell'Appennino di quota, dove l'inverno le temperature possono arrivare a -5°C senza superare quasi mai il grado netto, mentre l'estate non vengono superati i 25° C. L'area dal punto di vista climatico viene distinta in quattro macrozone che dipendono dall'altitudine. quella più bassa e litoranea rappresenta un clima sudmediterraneo. Vi è poi la zona delle colline immediatamente successive, definita con un clima subcontinentale che si irrigidisce leggermente. Segue chiaramente la zona successiva di altitudine più alta appenninica media dove gli inverni sono caratterizzati anche da fenomeni nevosi e le estati da rovesci piovosi frequenti. Infine l'ultima area, non interessata dai vigneti e più interna, è quella tipica di montagna, fredda, nevosa e molto rigida. Le prime due zona vedono quasi tutta la concentrazione dei vigneti.

I vitigni bianchi

I vitigni bianchi utilizzati per la produzione dei vini sotto la denominazione Colli Pesaresi sono molti. Nell'ordine sono autorizzati dal disciplinare il Trebbiano toscano che qui si chiama Albanella, il Verdicchio, il Biancame, il Pinot Grigio, il Pinot Nero vinificato bianco, il Riesling italico, lo Chardonnay, il Sauvignon e il Pinot Bianco. Tra queste uve il più utilizzato è chiaramente l'Albanella (Trebbiano Toscano), che qui riesce ad esprimersi su buoni livelli grazie ad un territorio favorevole e alla limitazione delle rese a 11 tonnellate per ettaro. L'altra uva molto utilizzata è il Biancame, anch'esso menzionato come monovitigno, mentre le altre uve fanno parte di un assemblaggio particolare regolato dal disciplinare. L'origine del Biancame è sconosciuta anche se si sospetta essere un antico clone del Greco. Si segnala per la vigoria e l'adattabilità sia ai sistemi di allevamento che ai terreni, con una grande resistenza al freddo, essenziale nella zona. Le rese sono alte e regolari ma il vitigno soffre un pochino il marciume in situazioni particolarmente umide. Il grappolo è grande con forme cilindrico-coniche, alate e a densità semi serrata. I chicchi sono tondi e medi, giallastri e puntinati di marrone e con pochissima pruina. I vini con il Biancame sono paglierini, con un bel naso fruttato alla pesca e alla mela e di pesca, leggermente speziato. Queste speziature si riflettono al palato, leggermente acido e con un retrogusto amarognolo. Il Biancame viene chiamato anche Passerina.

Il Colli Pesaresi DOC bianco

La denominazione di origine controllata Colli Pesaresi venne istituita il 27 marzo del 2000 per la vinificazione di vini bianchi, rossi e rosati in piu di venti comuni della provincia di Pesaro-Urbino. La base ampelografica dipende dalla tipologia prevista sul disciplinare. Il Colli Pesaresi Bianco può essere ottenuto con tutte le uve sopra menzionate (Trebbiano toscano o Albanella, Verdicchio, Biancame, Pinot grigio, Pinot Nero vinificato bianco, Riesling italico, Chardonnay, Sauvignon, Pinot bianco) per almeno un 75% a cui possono essere aggiunte altre uve. Come detto il Biancame e il Trebbiano sono i più utilizzati. Nelle menzioni monovitigno c'è il Colli Pesaresi Trebbiano con il Trebbiano Toscano che deve essere presente per almeno l'85%. Anche il Biancame, sempre con un minimo del 85%, ha la sua menzione monovitigno nel Colli Pesaresi Biancame. Infine vi è la tipologia Colli Pesaresi Roncaglia Bianco che prevede la presenza del Pinot Nero vinificato in bianco per almeno il 25% assemblato con Pinot Grigio, Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon e Pinot Bianco insieme o singolarmente per il restante 75%. I vigneti da disciplinare possono essere piantati solo sulla fascia collinare e pedecollinari, con impasto medio e con presenza di calcare e argilla, sempre asciutti. Come detto nel capitolo precedente le rese sono limitate a 11,00 tonnellate per ettaro.

Le aziende

Tra le aziende si segnala la Fattoria Mancini con il suo Colli Pesaresi Roncaglia, con l'Albanella presente al 75% e il Pinot Nero vinificato in bianco nel restante 25%. Un vino di prestigio e ben riuscito, molto elegante nel naso, complesso, ai profumi di rosa bianca, pera, tiglio, limoncello e melone e susine. Piccolo finale alle erbe aromatiche. Il palato è ancora fruttato, toccato da una sana freschezza e un finale sapido. Ottimo con i passatelli in brodo di pesce e nel complesso un ottimo vino ad un prezzo molto basso.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vitigni bianchi coltivati nei Colli Pesaresi?
    La denominazione Colli Pesaresi DOC autorizza un ampio spettro di vitigni bianchi, tra cui spiccano l'Albanella (Trebbiano Toscano) e il Biancame, spesso utilizzati anche nelle versioni monovitigno. Altri vitigni ammessi includono Verdicchio, Pinot Grigio, Pinot Nero vinificato in bianco, Riesling Italico, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Pinot Bianco. Per il vino base 'Colli Pesaresi Bianco', questi vitigni devono costituire almeno il 75% dell'assemblaggio. Una menzione specifica è riservata al 'Roncaglia Bianco', che richiede la presenza di Pinot Nero vinificato in bianco per almeno il 25%, completato dagli altri vitigni bianchi autorizzati.
  • Come si presentano i vini ottenuti dal vitigno Biancame?
    Il Biancame, noto anche come Passerina, dà vita a vini dal colore paglierino brillante. Al naso predominano note fruttate di pesca e mela, accompagnate da lievi accenni spezziati. Al palato, il vino risulta leggermente acido, con un retrogusto amarognolo caratteristico che ne definisce il profilo strutturale. Questo vitigno è apprezzato per la sua vigoria e adattabilità ai terreni locali, resistendo bene al freddo, sebbene possa soffrire il marciume in condizioni di elevata umidità. La sua coltivazione è diffusa e produce vini eleganti e bevibili.
  • Quali sono le caratteristiche del terreno e del clima nella zona dei Colli Pesaresi?
    I vigneti si trovano su terreni ricchi di minerali, composti da calcare, argilla, marne e selci, con origini geologiche che risalgono al Cretaceo. La composizione include strati di scaglia rosa, gesso e resti fossili marini, garantendo una buona alimentazione minerale per le viti. Il clima varia in base all'altitudine: la fascia costiera gode di un influsso mediterraneo, mentre le zone interne appenniniche hanno un carattere continentale, con inverni freddi (fino a -5°C) ed estati miti (non superiori a 25°C), protette spesso dalla vegetazione boschiva circostante.
  • Cosa distingue il Colli Pesaresi Roncaglia Bianco dalle altre tipologie?
    Il Colli Pesaresi Roncaglia Bianco si differenzia per la sua composizione ampelografica obbligatoria: deve contenere almeno il 25% di Pinot Nero vinificato in bianco, assemblato con Pinot Grigio, Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon e/o Pinot Bianco per il restante 75%. Questa combinazione conferisce al vino una struttura complessa e aromi distintivi. Ad esempio, le produzioni di qualità mostrano note di rosa bianca, pera, tiglio e agrumi, con un palato fruttato, fresco e sapido, ideale per accompagnare piatti di pesce delicati come i passatelli in brodo.
  • Quali sono i limiti produttivi imposti dal disciplinare per i Colli Pesaresi DOC?
    Il disciplinare stabilisce precise regole per garantire la qualità del vino. In particolare, le rese massime consentite sono fissate a 11 tonnellate per ettaro, un limite che favorisce una maggiore concentrazione degli aromi negli acini. Inoltre, i vigneti devono essere impiantati esclusivamente nelle fasce collinari e pedecollinari, su terreni asciutti con impasto medio e presenza di calcare e argilla. Questi vincoli territoriali e produttivi assicurano che i vini mantengano le caratteristiche organolettiche tipiche dell'area dei Colli Pesaresi.

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