Sciaglin

Vitigni bianchi

Sciaglin

Lo Sciaglin è purtroppo l'ennesima grande autoctona dimenticata d'Italia. Una volta diffuso, oggi ha trovato nelle uve francesi una concorrenza spietata, nonostante riesca a vinificare grandi vini bianchi.

di Redazione

24 luglio 2012

La varietà

Lo Sciaglin è un vitigno bianco autoctono friulano che viene coltivato e conosciuto sulle colline dello Spilimberghese a partire già dal XV secolo. Ma la sua coltivazione risale probabilmente già al tempo dei Romani e dei successivi popoli che invasero poi l'Impero. Le prime testimonianze sembra siano contenute nel Pactum donationis del 762 dove si parla anche di una fornitura gratuita di cento anfore di vino all'anno per il monastero di Salt a Povoletto. Da questi documenti si evince che molti vitigni erano già coltivati da lungo tempo dalla famiglia Savorgnano, nobili feudatari della zona che producevano il loro vino da un vitigno bianco chiamato Schiadina, con una forte acidità e un gusto aspro da ammorbidire negli anni d'invecchiamento. Sembra venissero accostati per qualita ai prodotti della Renania. All'epoca si ritiene che venissero usati i vari sinonimi Sciablin, Sciarlin, Schablin, Scharlina o Scharlina, per la stessa varieta derivata dal termine friulano s’ciale, ovvero terrazzamento. Lo Sciaglin partecipò all'Esposizione Regionale dell’Associazione Agraria Friulana di Udine del 1863, a Udine. Un'altra definizione vuole che il nome derivi da schiavolino per indicare il vino prodotto nella Slavia, sulle Alpi Giulie. Oggi lo Sciaglin viene allevato in qualche sporadico ettaro a Pinzano al Tagliamento e Castelnovo del Friuli. Un vero peccato in quanto fornisce degli ottimi vini che andrebbero valorizzati. Si presenta con grappoli di media grandezza, cilindrico o piramidale alato. Anche i chicchi hanno grandezza media e sono sferici con la buccia giallo intenso e alte concentrazioni di pruina. Sembra che il suo oblio sia dovuto all'avanzare della boscaglia ma anche che il vitigno fosse molto coltivato fino alla metà del secolo scorso, informazione questa, in contraddizione con la precedente. È più probabile che lo Sciaglin abbia subito l'attacco delle mode e delle grandi uve famose di aziende in grande salute finanziaria che hanno seppellito numerosi autoctoni, piuttosto che l'azione della boscaglia. Seppur con grandi risultati, il Friuli si è infatti donato molto ai vari Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon.

I vini dello Sciaglin

Lo Sciaglin regala grandi vini importanti, dotati di personalità ed eleganza, oltre che di buona struttura. Se contenuto nelle rese offre fantastici odori boschivi, di macchia mediterranea, pieni di ginestra ed erbe aromatiche, seguite dai fiori di mimosa e addolciti dalla pesca matura e dagli agrumi canditi. Il palato è dotato di struttura e notevole acidità che equilibrano la morbidezza e la sapidità nell'affinamento, con un bel finale minerale. Gli abbinamenti sono quindi con cibi aristocratici come i crostacei e le uova di pesce quale il caviale. Necessitano accompagnamenti strutturati come piatti di uova o risotti aromatici e si prestano bene anche fuori pasto. Bene anche con le minestre e con gli antipasti grassi di terra e di mare.

I produttori

Come già anticipato i produttori Friulani sembrano aver dimenticato questo loro vitigno autoctono per vinificare molte uve francesi. Tra di essi comunque si segnala lo Sciaglin di Emilio Bulfon, anche spumantizzato. Il colore è un bel paglierino intenso. Al naso presenta tutte le caratteristiche dell'uva con l'aggiunta di tocchi dolci di fresie. Bocca sapida e minerale, molto persistente per le frittate o il tortino di branzino.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino prodotto con uva Sciaglin?
    Il vino ottenuto dallo Sciaglin si distingue per una personalità marcata, elegante e ben strutturata. Al naso, specialmente se le rese sono contenute, sprigiona aromi complessi di bosco, macchia mediterranea, ginestra ed erbe aromatiche, accompagnati da note floreali di mimosa e frutti maturi come pesca e agrumi canditi. In bocca, l'elevata acidità naturale bilancia perfettamente la morbidezza e la sapidità, conferendo al finale una netta mineralità che ne esalta la qualità e la persistenza.
  • Perché il vitigno autoctono Sciaglin è considerato quasi scomparso in Friuli?
    L'oblio dello Sciaglin non è dovuto principalmente all'avanzata della boscaglia, come talvolta si crede, ma alle pressioni economiche e alle mode del mercato vitivinicolo. A partire dalla seconda metà del Novecento, i produttori friulani hanno preferito dedicarsi a varietà internazionali più facili da commercializzare e finanziariamente redditizie, come Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Questa scelta ha portato alla marginalizzazione di autoctone storiche come lo Sciaglin, oggi coltivato solo in aree limitate e da pochi produttori appassionati.
  • Con quali piatti di cucina è consigliato abbinare il vino Sciaglin?
    Grazie alla sua struttura, acidità e sapidità, lo Sciaglin richiede abbinamenti ricercati. È ideale con pietanze 'aristocratiche' come crostacei e uova di pesce, tra cui il caviale. Si sposa egregiamente anche con piatti strutturati a base di uova, risotti aromatici e minestre. Inoltre, grazie al suo profilo complesso, si presta ottimamente agli antipasti ricchi, sia di terra che di mare, dimostrando versatilità anche come vino da aperitivo fuori pasto.
  • Dove si trova attualmente la coltivazione residua del vitigno Sciaglin?
    Oggi la coltivazione dello Sciaglin è estremamente limitata e frammentata. Le ultime tracce significative si trovano nelle zone collinari dello Spilimberghese, specificamente nei comuni di Pinzano al Tagliamento e Castelnovo del Friuli. Nonostante la sua storia documentata risalente almeno al XV secolo e le sue eccellenti capacità vinicole, il vitigno sopravvive in areali molto ristretti, rappresentando un patrimonio genetico e culturale ancora da valorizzare appieno nel panorama enologico moderno.
  • C'è un produttore specifico che sta tentando di recuperare il vino Sciaglin?
    Tra i pochi produttori attivi che continuano a credere in questa autoctona, spicca Emilio Bulfon. Il suo Sciaglin, disponibile anche in versione spumante, rappresenta uno dei rari esempi concreti di recupero varietale. Il vino mostra un colore paglierino intenso e al naso conferma le tipiche note balsamiche e floreali, arricchite da tocchi di fresie. In bocca è sapido, minerale e molto persistente, risultando particolarmente indicato per accompagnare preparazioni delicate come frittate o tortini di branzino.

Potrebbe interessarti anche