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Uva e Vitigni · Vitigni bianchi

Grechetto

Aggiornato il 11 settembre 20123 capitoli5 domande frequenti
Grechetto

La varietà

Il Grechetto è un vitigno a bacca bianca così chiamato per la chiara origine greca, risalente alla colonizzazione che portò, nel VII secolo avanti Cristo, alla creazione di quella civiltà denominata Magna Grecia, nella nostra penisola. Punto di inizio nel nostro paese per quasi tutta la viticoltura italiana, la civiltà greca importò numerose viti, che diedero origine in questo caso al gruppo dei vitigni Greco e Grechetto, uve che hanno specifiche differenti ma che vengono identificate in un solo gruppo per la loro provenienza greca. Le ultime rivelazioni fatte dai dalla nuova tecnologia del DNA hanno certificato l'uguaglianza tra Greco di Todi, Pignoletto e Ribolla Riminese, e le grandi differenze con il Grechetto di Orvieto e il Grechetto di Tufo, conosciuti anche con i sinonimi di Greco Spoletino, Greco Bianco di Perugia, Pulcinculo Bianco, Pignoletto, Greco Gentile, Grecherello, Strozzavolpe e molti altri a seconda della zona di coltivazione, che vede l'Umbria al primo posto per estensioni vitate ma utilizzato anche in alcune regioni limitrofe come la Toscana. Il Grechetto si differenzia in due principali varietà, il Grechetto di Orvieto e quello di Tufo, di maggiore qualità, praticamente identiche dal punto di vista ampelografico, che si presentano con grappoli di dimensioni medio-piccole, a forma cilindrica, serrati e in qualche caso alati. Le bacche sono di dimensioni medie, ovali, con alte concentrazioni di pruina sulla buccia sottile e gialla. ,Le rese sono molto alte, da controllare con potature lunghe. Trova il suo clima ideale nell'Italia centrale, dove riesce a sopportare il freddo d'inverno ma soprattutto le le gelate primaverili classiche di questa parte della nostra penisola. Ha una buona tolleranza alla peronospora ma non altrettanto all'oidio.

I vini del Grechetto

Il Grechetto viene coltivato ed utilizzato in assemblaggio o in purezza soprattutto in Umbria, dove è presente in quasi tutti i disciplinari delle denominazioni di origine Assisi DOC, Colli del Trasimeno, Colli Amerini, Colli Perugini, Colli Martani, Orvieto, Montefalco e Torgiano, mentre in Toscana si utilizza nelle Colline Lucchesi, Nel Bianco di Pitigliano, nel Valdichiana, nel Cortona e vinificato anche passito nel Vin Santo di Montepulciano dove, come nel Colline Lucchesi, può essere impiegato anche in purezza. Riesce a fornire vini di carattere e struttura, con buoni aromi di noce e nelle vinificazioni migliori anche di vernice. La base risulta comunque fruttata. Al palato risulta pieno, di corpo e spesso astringente. Può essere assemblato con il classico Trebbiano, con il Malvasia o con il Verdello. È supporto essenziale per uno dei vini bianchi più buoni e famosi dell'Italia, il Cervaro di Antinori, dove si assembla allo Chardonnay. Trova moltissimi abbinamenti, sia con il pesce che con le carni bianche, grazie alla sua struttura. Ottimo con i risotti ai frutti di mare ma anche con selvaggina. Vinificato passito è ideale per la pasticceria secca, ma può essere anche spumantizzato. Generalmente è comunque servito con gli antipasti e i primi, può incontrare bene i salumi e i formaggi freschi, e le paste con le creme. Nei vini più leggeri e meno impegnativi può servire anche da aperitivo.

I produttori

Anche se solo al 15 per cento, il Grechetto concorre con lo Chardonnay allo splendido Cervaro della Sala di Castello della Sala, azienda degli Antinori. Un vino opulento, dorato, con un naso che parte dalla frutta esotica per arrivare al torroncino, al caffè, alla vaniglia e al pistacchio. Palato entusiasmante, equilibrato, morbido e fresco con una lunga e bella chiusura sapida. Solo per piatti importanti come i tagliolini all'astice. Fa parte in piccola percentuale anche dell'altro grande di casa castello della Sala, il famoso dolce IGT Muffato della Sala, con gli splendidi tocchi agrumati immersi nello zafferano, nello zenzero, nella crema pasticcera e di limone, con piccoli finali iodati. Bocca splendida e fresca che equilibra la dolcezza con una vena sapida in chiusura. Per l'alta pasticceria alle creme. Ottimo il Colli del Trasimeno Grechetto Nuricante di Duca della Carogna, un vino che offre nette sensazioni di confetture alle acacie, agli agrumi e al mango toccate dalla vaniglia. Fresco e sapido, il palato è persistente e morbido, fruttato per abbinarsi con la tinca al forno. Gran Grechetto in IGT da Goretti con Il Moggio, un vino esotico con frutta tropicale, burro e zucchero a velo finiti da una bella mineralità. Equilibrato tra il fresco e il sapido, si associa bene alle omelette alle zucchine. Vino di pregevole fattura anche da Franco Todini nel Colli Martani Grechetto di Todi Bianco della Cervara DOC, paglierino tenue con belle venature verdi. Complesso al naso, esprime le note della pesca e dell'acacia, dell'eucalipto e del timo. Sempre fresco e sapido, il palato morbido viene vivacizzato da una discreta mineralità. Ottimo in tavola con le zuppe di pesce. Da Barberani invece abbiamo l'ottimo Grechetto Villa Monticelli IGT, floreale con la magnolia, esotico con il mango e talcato. Palato lungo e intenso, con belle sensazioni di burro di nocciole. Va associato con sapori forti come l'omelette al tartufo.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Grechetto di Orvieto e Grechetto di Tufo?
    Nonostante condividano il nome, il Grechetto di Orvieto e il Grechetto di Tufo (noto anche come Greco di Tufo o Greco Nero in altre zone) sono geneticamente distinti. Studi ampelografici recenti hanno confermato che il Grechetto di Orvieto è imparentato con il Greco di Todi e il Pignoletto, formando un gruppo omogeneo. Al contrario, il Grechetto di Tufo presenta caratteristiche genetiche diverse, pur mantenendo similitudini morfologiche come grappoli cilindri e bacche ovali. Questa distinzione è cruciale per gli appassionati che cercano specificità territoriali, poiché i profili aromatici e strutturali possono variare significativamente tra le due varianti, influenzando la scelta del vino in base alle proprie preferenze gustative.
  • Come si abbina il Grechetto a tavola?
    La versatilità del Grechetto lo rende un compagno eccellente per numerosi piatti. Grazie alla sua struttura piena e talvolta astringente, si sposa ottimamente con pesci di media portata, crostacei e piatti a base di frutti di mare, come i risotti alla pescatora. È inoltre ideale con carni bianche, selvaggina leggera e primi piatti cremosi o al tartufo. Nelle versioni più leggere e frizzanti, può essere servito come aperitivo o accompagnato da antipasti freddi e salumi. La versione passita, invece, trova la sua massima espressione con la pasticceria secca, dolci alle creme o formaggi stagionati, sfruttando le note di nocciola e miele che emergono dalle vinificazioni particolari.
  • Cos'è il Cervaro della Sala e qual è il ruolo del Grechetto?
    Il Cervaro della Sala è un prestigioso vino bianco italiano prodotto dall'azienda Antinori nel territorio di Torgiano, in Umbria. Si tratta di un blend innovativo che unisce il Grechetto, vitigno autoctono umbro, allo Chardonnay francese. Il Grechetto contribuisce al vino conferendogli struttura, corpo e quelle note tipiche di nocciola, erbe aromatiche e mineralità che bilanciano la freschezza e la fruttosità dello Chardonnay. Questa combinazione ha reso il Cervaro della Sala un punto di riferimento mondiale per i vini bianchi italiani di alta gamma, dimostrando come l'integrazione tra vitigni internazionali e autoctoni possa creare capolavori di equilibrio e longevità.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del Grechetto?
    Al naso, il Grechetto offre profumi complessi che spaziano dalla frutta matura (pesca, agrumi, mango) a note floreali (magnolia, acacia) e speziate (vaniglia, spezie dolci). Invecchiando o in vinificazioni particolari, emergono sentori di nocciola, vernice, tostatura e talvolta note balsamiche come eucalipto o timo. Al palato, il vino si presenta generalmente pieno, strutturato e di buon corpo, con una percezione tattile che può risultare leggermente astringente o sapida. La persistenza è solitamente buona, con una chiusura che varia dal fresco minerale alle note più calde e avvolgenti, specialmente nei vigneti esposti a sud o in annate particolarmente ricche.
  • Dove viene coltivato principalmente il Grechetto?
    L'Umbria è la regione di eccellenza per il Grechetto, dove il vitigno trova il suo habitat ideale grazie al clima continentale mitigato, capace di sopportare il freddo invernale ma protetto dalle gelate tardive grazie alla posizione geografica. Qui è protagonista assoluto in denominazioni come Orvieto, Colli Perugini, Colli Martani e Torgiano. Oltre all'Umbria, il Grechetto è coltivato in alcune aree limitrofe della Toscana, come nelle Colline Lucchesi, nel Valdichiana, a Cortona e nel Bianco di Pitigliano. In queste zone viene spesso utilizzato sia in purezza che in assemblaggio con Trebbiano, Malvasia o Verdello, adattandosi ai diversi microclimi e tradizioni locali.

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