uve montepulciano

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Uve montepulciano

Le uve del Montepulciano sono considerate tra le migliori d'Italia, in grado di fornire vini di gra pregio, specie in Abruzzo.

di Redazione

24 gennaio 2013

Il vitigno

Il Montepulciano è un uva molto presente nel centro Italia, e conosciuta in tutta la penisola per la sua qualità. In Centro Italia, specialmente nelle Marche, nell'Abruzzo e in Toscana, se ne contano quasi 40 mila ettari coltivati. Fa parte di almeno 20 albi dei vigneti provinciali su 95 province in totale, e il suo utilizzo è di fondamentale importanza per molti viticoltori, specialmente in Abruzzo, dove trova le sue espressioni migliori nella vinificazione. Qui viene vinificato nel Rosso Conero e nel Rosso Piceno, oltre ad avere il suo D.O.C.G. Viene coltivato anche in Puglia e in Molise, mentre al nord soffre per le sue maturazioni troppo tardive per quel clima. La sua produzione è molto costante, con uve mature ricche in polifenoli. Ottimi gli estratti che vanno a far parte del vino. Trova anche alcuni sinonimi come Cordisco, Morellone, Primaticcio e Uva Abbruzzi. Non si conosce l'esatta origine del vitigno, che inoltre in passato veniva spesso scambiato per Sangiovese, a causa delle similitudini tra i due vitigni e per la presenza in Toscana dell'omonimo comune. In questo errore caddero anche il Molon nel 1906 e diversi ampelografi. Oggi questa incomprensione è stata fugata, e il Montepulciano è riconosciuto universalmente come tra i migliori vigneti italiani.

Le caratteristiche

Il vitigno viene descritto nei minimi particolari, con le foglie di grandezza media, pentagonali. Anche le grandezze dei grappoli sono medie, e hanno forma conica. Generalmente presenta almeno un'ala, ma il Montepulciano può svilupparne anche due. La densità del grappolo è mediamente compatto. I chicchi sono sempre di medie dimensioni, e la forma è ovale. Ottima presenza di pruina, con bucce spesse e bei colori nero-violetti. Il vitigno viene coltivato su terreni medi, in cui vengono elaborate profonde lavorazioni. Il vitigno viene posto a dimora in luoghi ben soleggiati, in quanto patisce il freddo. Le potature sono generalmente corte o di media lunghezza. È molto apprezzato per la sua resistenza, anche se si segnala una certa sofferenza all'oidio. Ma l'ottimo comportamento con le brinate di primavera, e la resistenza media alla peronospora e al marciume ne fanno un ottimo vitigno per le colline marchigiane.

La vinificazione

I produttori migliori usano il Montepulciano in purezza, lasciandolo ben macerare sulle bucce, per estrarre tutti gli elementi che andranno a comporre un gran vino. La vendemmia viene effettuata anche a mano, anche se spesso è meccanizzata grazie alla sua resistenza. Le uve vengono lavorate per un paio di settimane prima di passare nella botte o direttamente in bottiglia.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il vitigno Montepulciano e il comune di Montepulciano?
    È fondamentale non confondere il vitigno Montepulciano con il comune toscano da cui prende nome il celebre Vino Nobile. Sebbene storicamente ci siano state confusioni ampelografiche (anche da parte di esperti come il Molon nel 1906), oggi è certo che il Montepulciano sia un vitigno distinto dal Sangiovese, anch'esso presente a Montepulciano. Il vitigno Montepulciano è diffuso principalmente nel Centro-Sud Italia, specialmente in Abruzzo e Marche, mentre il comune di Montepulciano si trova in Toscana. Questa distinzione è cruciale per comprendere le diverse identità enologiche: il Montepulciano dà vita a vini strutturati e corposi, tipici della tradizione abruzzese, mentre i vini del comune toscano sono basati prevalentemente su Sangiovese.
  • In quali regioni italiane il Montepulciano dà le migliori espressioni?
    Il Montepulciano eccelle particolarmente in Abruzzo, dove raggiunge il suo apice qualitativo, producendo vini di grande pregio come il Montepulciano d'Abruzzo e il Rosso Conero. È ampiamente coltivato anche nelle Marche, dove contribuisce a vini come il Rosso Piceno, e in Toscana. Oltre al Centro Italia, trova spazio significativo in Puglia e Molise. Al contrario, nel Nord Italia la coltivazione è limitata perché il clima fresco e le estati meno calde causano maturazioni troppo tardive delle uve, compromettendo la piena espressione aromatica e fenolica tipica di questo vitigno mediterraneo.
  • Come si presentano fisicamente i grappoli e le bacche del Montepulciano?
    Il vitigno presenta grappoli di media grandezza, dalla forma conica e densità mediamente compatta, spesso dotati di una o due ali. Le bacche sono ovali, di medie dimensioni, caratterizzate da una buccia spessa e di colore nero-violaceo intenso, con una buona presenza di pruina (la polvere cerosa naturale). Le foglie sono di grandezza media e di forma pentagonale. Queste caratteristiche morfologiche, unito alla resistenza del vitigno, facilitano la gestione in vigneto, permettendo una buona esposizione solare necessaria per la maturazione completa degli acini ricchi di polifenoli.
  • Quali sono i punti di forza e le vulnerabilità del vitigno rispetto alle malattie?
    Il Montepulciano è noto per la sua robustezza e adattabilità, mostrando ottima resistenza alle brinate primaverili, un vantaggio competitivo nelle zone collinari. Tuttavia, presenta una certa sensibilità all'oidio, richiedendo attenzione nelle trattamenti fitosanitari. La resistenza alla peronospora e al marciume è media, quindi non trascurabile. Nonostante queste criticità, la sua struttura fisica (bucce spesse) e la capacità di produrre uve mature ricche di estratto lo rendono un vitigno affidabile per i viticoltori, purché gestito con tecniche colturali appropriate, come potature corte o medie e lavorazioni profonde del terreno.
  • Come avviene la vinificazione ideale per valorizzare il Montepulciano?
    Per ottenere vini di alta qualità, i produttori più qualificati tendono a vinificare il Montepulciano in purezza, evitando assemblaggi complessi che potrebbero mascherarne il carattere. La fase chiave è la macerazione sulle bucce, che può durare alcune settimane, essenziale per estrarre i polifenoli, i tannini e i colori intensi tipici del vitigno. La vendemmia può essere manuale o meccanica, favorita dalla resistenza del grappolo. Dopo la fermentazione, il vino viene affinato in botti (spesso di rovere) o talvolta lasciato riposare direttamente in bottiglia per stabilizzarsi e sviluppare complessità aromatica.

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