uva da tavola

Uva

Varietà uva da tavola

L'uva da tavola deve rispondere a requisiti nettamente diversi rispetto a quella da vino. Infatti vengono usate varietà che possano garantire questi requisiti che raramente corrispondono a quelle per le uve da vino.

di Redazione

30 maggio 2012

L'uva da tavola

L'uva da tavola è nettamente diversa da quella da vino, in cui si cercano delle caratteristiche adatte per la vinificazione, che sono acidità e giusto grado zuccherino. L'uva da vino quindi difficilmente può essere mangiata, a causa proprio di un'acidità elevata, a differenza della dolce uva da tavola. L'uva da tavola deve essere dolce, matura e piena di zuccheri naturali. Durante la maturazione gli acidi, tartarico, malolattico e altri, tendono a scomparire per far posto agli zuccheri. In piena maturazione quindi si avranno solo gli zuccheri. L'uva da tavola è molto coltivata in Italia, con preferenza per le pianure e i terreni fertili nel meridione, e le colline al centro Italia. Sono moltissime le varietà coltivate, sia autoctone che importate. La prima sostanziale differenza, oltre alla classica tra uva bianca e uva rossa, è tra l'uva con semi e quella senza semi. Le regioni meridionali sono tutte protagoniste di questa produzione con rese molto elevate, accompagnate dalle regioni centrali del Lazio e dell'Abruzzo.

Le varietà bianche

La varietà bianca più diffusa è l'uva Italia, un incrocio realizzato dal Prof Pirovano ai primi del novecento, con acini e grappoli molto grandi da 700 grammi. I chicchi sono sferici, croccanti e gialli dorati con il 16 per cento di zuccheri. È la più prodotta il tutto il mondo. Molto famosa è anche la Regina, molto antica e di probabile origine siriana. Si conserva ottimamente, con acini grandi giallo dorati, carnosi e grappoli medio grandi. Il peso al grappolo arriva fino ai 700 grammi. Larga diffusione ha la Regina dei Vigneti anch'essa con grandi acini giallo dorati, con il 15 per cento di zuccheri, ma grappoli che arrivano a pesare al massimo 500 grammi. Famosissima è la Sultanina, con acini piccoli e non troppo dolci. I grappoli possono pesare al massimo 300 grammi. Particolare è il Pizzutello Bianco, con i suoi acini lunghi, giallo-verdi e il 17 per cento di grado zuccherino. I grappoli possono pesare fino a 400 grammi. Altre varieta molto conosciute sono la Victoria, la Baresana, il Moscato e lo Zibibbo, il Sant'Anna di Lipsia, la Matilde, il Noha, la Perla di Casba.

Le varietà rosse

Tra le rosse si segnalano la Alphonse Lavalee di origine francese, con grappoli da 600 grammi e acini grandi, blu-neri con una percentuale zuccherina intorno al 14 per cento. Tra le migliori vi è certamente la Cardinal, una Californiana piantata in Italia dopo la seconda guerra, con grandi grappoli da mezzo chilo e acini grandi, rosso violacei variabili e un tenore zuccherino del 16 per cento. Il gusto è neutro. Le due Conegliano, Il Precoce e il 218 hanno caratteristiche molto simili, con maturazioni diverse. Grandi grappoli da quasi mezzo chilo con grandi, neri e aromatici. L'Isabella invece venne prodotta incrociando la vinifera con la vitis lambrusca per ottenere un buonissimo sapore di fragola. Acini piccoli e grappoli di soli 150 grammi non ne fanno però un uva molto redditizia. La sua vinificazione è vietata per legge a causa di un'elevata presenza di alcol metilico nel vino. Altre uve famose sono i moscato neri e il Michele Palieri.

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Domande frequenti

  • Qual è la principale differenza chimica tra uva da tavola e uva da vino?
    La distinzione fondamentale risiede nel profilo sensoriale e chimico durante la maturazione. Mentre l'uva da vino richiede un equilibrio specifico tra acidità e zuccheri per garantire stabilità e struttura al vino, l'uva da tavola deve essere prevalentemente dolce. Durante la maturazione completa, gli acidi come quello tartarico e malico tendono a ridursi drasticamente, lasciando prevalere gli zuccheri naturali. Di conseguenza, l'uva da vino risulta spesso troppo acida e poco gradevole al consumo fresco, mentre quella da tavola offre una polpa succosa e zuccherina ideale per l'alimentazione diretta.
  • Quale varietà di uva bianca è considerata la più diffusa a livello mondiale?
    La varietà più coltivata e diffusa in assoluto è l'Uva Italia. Si tratta di un incrocio sviluppato dal Professor Pirovano nei primi anni del Novecento. Questa uva si distingue per la produzione di grappoli estremamente grandi, che possono superare i 700 grammi, e per acini sferici di colore giallo dorato. Presenta una consistenza croccante e un elevato contenuto zuccherino, attestato intorno al 16%. La sua popolarità deriva dalla grande resa produttiva e dall'ampia adattabilità alle condizioni climatiche, rendendola un pilastro della frutticoltura internazionale.
  • Perché la vinificazione dell'uva Isabella è vietata in Italia?
    La vinificazione dell'uva Isabella è severamente proibita dalla normativa italiana a causa di rischi sanitari legati alla composizione chimica del frutto. Questa varietà, ottenuta incrociando Vitis vinifera con Vitis labrusca, possiede un aroma gradevole simile alla fragola, ma contiene elevate quantità di alcol metilico (metanolo) durante la fermentazione. L'eccessivo metanolo è tossico per l'organismo umano. Sebbene l'uva sia commestibile fresca, il suo utilizzo per produrre bevande alcoliche comporterebbe il superamento dei limiti di sicurezza stabiliti per proteggere la salute dei consumatori.
  • Come si differenziano le varietà di uva da tavola in base alla presenza di semi?
    Una delle classificazioni più importanti per il consumatore riguarda la presenza o assenza di semi (acini). Le uve apirene, ovvero senza semi, sono generalmente preferite per la comodità di consumo diretto, poiché eliminano la necessità di sgranare il frutto. Tuttavia, molte varietà tradizionali, come alcune tipologie di Moscato o la Regina, possono presentare semi. La scelta dipende anche dalla destinazione d'uso: le uve senza semi sono ideali per il mercato fresco immediato, mentre quelle con semi sono spesso utilizzate per la trasformazione industriale, come la produzione di uvetta o sciroppi, dove la facilità di estrazione del succo è prioritaria.
  • Quali sono le caratteristiche distintive dell'uva Cardinal?
    La Cardinal è una varietà di origine californiana introdotta in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale, diventata uno standard per l'uva rossa da tavola. Si riconosce per i grappoli di medie-grandi dimensioni, che raggiungono circa mezzo chilogrammo, e per acini grandi di colore rosso violaceo. Il suo profilo gustativo è caratterizzato da una neutralità aromatica marcata, con un tenore zuccherino intorno al 16%. Questa combinazione di aspetto attraente, grandezza degli acini e buona conservabilità ne ha fatto una delle varietà più apprezzate nel commercio ortofrutticolo nazionale, pur mancando di note aromatiche complesse tipiche di altre uve.

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