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Tappi pvc

Aggiornato il 25 novembre 20144 capitoli5 domande frequenti
tappi pvc

I tappi

Il tappo nel vino ha una funzione fondamentale in quanto consente con la bottiglia la conservazione del prodotto che, se eseguita correttamente, può prolungarne la vita per molti anni. Il tappo nel corso dei secoli, ha subito numerose evoluzioni, insieme ai contenitori, e si è passati da quelli in cera per le anfore fino ai più moderni dei giorni nostri, di vari materiali, anche se il sughero è ancora largamente il più utilizzato in quanto ancora molto funzionale alle esigenze del vino. Esso infatti, essendo una materia organica, può espandersi grazie al contatto con il liquido, e quindi rendere ermetica la chiusura della bottiglia. Questa semplice funzione, che appare banale, è stata invece uno dei maggiori ostacoli per la produzione di tappi con materiali diversi dal costoso sughero, e solo in questo ultimo decennio sono stati raggiunti dei risultati apprezzabili nella tecnica di fabbricazione, in modo che i tappi non presentino inconvenienti. Oggi i materiali sintetici, in particolare il PVC, riescono a garantire la sicurezza ermetica della chiusura delle bottiglie e la risoluzione di altri inconvenienti che prima potevano presentarsi come il rilascio di molecole chimiche e di odori. Seppur il sughero resta padrone del 80% del mercato, il PVC sta conquistando sempre più spazio, in particolare nei paesi del Commonwealth britannico, grazie alla sua trovata qualità e ai prezzi contenuti, che se rapportati su una larga produzione, possono permettere alle aziende che hanno scelto questa soluzione, di reinvestire i risparmi in nuove produzioni, ricerca e tecnologie. Oggi il PVC è molto presente ad esempio nelle produzioni australiane, sempre piu importanti, sudafricane e sudamericane.

Il PVC

Il PVC è l'acronimo di cloruro di polivinile, detto anche polivinilcloruro. Si tratta di un polimero, chiaramente di cloruro di vinile, oggi tra i maggiormente utilizzati in numerosissimi campi in cui vi è bisogno di materie plastiche. Vi sono numerose versioni di questo materiale plastico, in modo da aumentarne l'elasticità o diminuirla a seconda del suo utilizzo. Allo stato puro offre una forte rigidità, e per “ammorbidirlo” si usa miscelarlo con altri composti non organici e plastici, tra cui l'acido ftalico, in modo da essere modellato e flessibile. A temperatura ambiente offre una grande stabilità, e quindi può essere oggi usato con molta sicurezza anche nel campo alimentare, mentre l'attenzione deve essere massima nel caso venisse riscaldato o addirittura bruciato, in quanto queste condizioni permettono di liberare le molecole di cloro in forma molto dannosa per la salute, in quanto questa forma sarebbe rappresentata dall'acido cloridrico, una diossina mortale, oppure dal cloruro di vinile, altrettanto pericoloso. Queste caratteristiche lo rendono anche parzialmente riciclabile non per gli scarti prodotti, ma per i costi che rappresentano i cicli da effettuare.

La storia del PVC

Il PVC iniziò ad essere studiato da Henri Victor Regnault gia nel 1835 e successivamente da Baumann quasi 40 anni più tardi. L'osservazione era rivolta ai depositi di polimero nelle bottiglie di cloruro che erano sotto la luce del sole. Gli scienziati inizialmente si trovavano ad avere un materiale difficilmente lavorabile, e i primi tentativi russi (di Ostromislenskij) e tedeschi (di Klatte), risultavano in eccessiva rigidità e fragilità dei prodotti. Ma Semon, nel 1926, riuscì a trovare gli additivi giusti da aggiungere per un prodotto elastico e lavorabile, tanto che il nuovo materiale ebbe subito successo. Nel 1927 iniziarono le prime produzioni industriali dell'azienda americana Union Carbide e nel 1933 la tedesca IG Farben arrivava per prima ai brevetti delle polimerizzazione in emulsione. L'Italia aveva nella Montedison il suo principale produttore, con lo stabilimento di Porto Marghera. Il polo chimico ha così rifornito tantissime piccole aziende per la manifatturazione di prodotti con questo materiale, tra cui anche i produttori di tappi.

Ottenere il PVC

Per ottenere il PVC i vari produttori possono utilizzare diverse tecniche per la realizzazione delle molecole. Questa realizzazione deve essere sviluppata in determinati modi per disperdere il calore sviluppato dalla reazione. Sono tre i metodi utilizzati:. In soluzione, in emulsione e in sospensione. In emulsione il cloruro viene inserito in un solvente che sia solubile controllandone la reazione e poi filtrando il polimero. Questo tipo di lavorazione fornisce polimeri purissimi ma è anche molto pericolosa tanto che si esegue solo per test di laboratorio. In emulsione invece il cloruro di vinile viene liquefatto grazie ad un processo che lo mette sotto una forte pressione per poi essere emulsionato nell'acqua stabilizzata in modo da ottenere un lattice di partenza per separare poi il polimero grazie all'aria calda e alla precipitazione. In questo modo si ottiene un PVC estremamente lavorabile in quanto fluido e stampabile. Il PVC ottenuto con questo metodo viene impiegato per la produzione normale, ma non per prodotti che debbano avere caratteristiche speciali in quanto questo materiale ha basse caratteristiche elettriche. In sospensione si ottiene invece la maggior parte del PVC utilizzato. Si inserisce il cloruro in una soluzione di acqua e altre sostanze, agitando in continuazione in modo che gli inizializzatori possano iniziare a dare vita ai polimeri in sfere da recuperare poi con il filtraggio.

Domande frequenti

  • I tappi in PVC sono sicuri per la salute umana?
    Sì, il PVC (cloruro di polivinile) è considerato sicuro per il contatto alimentare quando rimane a temperatura ambiente. È un polimero stabile che non rilascia sostanze nocive nelle normali condizioni di conservazione del vino. Tuttavia, la sicurezza dipende dal fatto che il materiale non venga sottoposto a calore elevato o combustione. In tali casi estremi, potrebbero liberarsi molecole di cloro, acido cloridrico o cloruro di vinile, che sono dannose per la salute. Per l'utilizzo quotidiano come chiusura di bottiglie, il PVC moderno rispetta rigorosi standard di sicurezza alimentare, garantendo che non ci siano interazioni negative con il contenuto.
  • Quali sono i vantaggi principali dell'uso del PVC rispetto al sughero?
    Il principale vantaggio economico del PVC è il costo inferiore rispetto al sughero naturale, permettendo alle cantine di contenere i prezzi finali o reinvestire i risparmi in ricerca e tecnologia. Tecnicamente, il PVC garantisce un'ermeticità perfetta e costante, eliminando il rischio di difetti comuni al sughero come il 'sughero marcio' (contaminazione da TCA) o l'eccessiva ossigenazione dovuta a pori irregolari. Inoltre, a differenza del sughero che è una materia organica soggetta a variazioni naturali, il PVC offre una consistenza uniforme e prevedibile, assicurando che ogni bottiglia abbia le stesse caratteristiche di conservazione indipendentemente dal lotto di produzione.
  • Come si produce industrialmente il PVC per i tappi?
    La produzione industriale del PVC avviene principalmente attraverso il processo in sospensione, che genera la maggior parte del materiale utilizzato. In questo metodo, il cloruro di vinile viene disperso in acqua con agitatori e iniziatori di reazione, formando sfere polimeriche che vengono poi recuperate per filtraggio. Un altro metodo, l'emulsione, produce un PVC molto fluido e lavorabile ma meno adatto a usi speciali per via delle sue proprietà elettriche. L'emulsione richiede pressioni elevate e controlli rigorosi. Questi processi permettono di creare polimeri puri e stabili, successivamente additivati (ad esempio con plastificanti) per conferirgli l'elasticità necessaria a formare tappi capaci di sigillare efficacemente le bottiglie.
  • Dove si diffonde maggiormente l'uso di tappi in PVC?
    L'adozione del PVC è particolarmente elevata nei paesi del Commonwealth britannico, dove la combinazione di qualità accettabile e costi ridotti ha favorito la sua penetrazione nel mercato. Anche le grandi produzioni vinicole australiane e sudafricane fanno largo uso di questi tappi sintetici, sfruttandoli per vini destinati a un consumo rapido o medio termine. Similmente, molte realtà sudamericane stanno incrementando l'impiego del PVC. Nonostante il sughero mantenga una quota dominante (circa l'80% del mercato globale), il PVC continua a guadagnare spazi in aree geografiche dove la competitività sui prezzi e la standardizzazione produttiva sono fattori strategici cruciali per le aziende vitivinicole.
  • Perché il PVC ha sostituito gradualmente altri materiali sintetici nel tempo?
    Storicamente, i primi tentativi di usare materiali sintetici fallivano a causa di eccessiva rigidità, fragilità o incapacità di garantire una chiusura ermetica paragonabile al sughero. Solo negli ultimi decenni, grazie a scoperte chimiche come quelle di Semon nel 1926 sugli additivi plastificanti, si è ottenuto un materiale sufficientemente elastico e lavorabile. Le moderne tecniche di polimerizzazione hanno permesso di risolvere problemi precedenti come il rilascio di odori o molecole chimiche indesiderate. Oggi, il PVC offre la stabilità termica e meccanica necessaria per competere con il sughero, superando i limiti dei predecessori e adattandosi perfettamente alle esigenze di conservazione del vino senza alterarne il profilo aromatico.

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