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Riso al vino rosso

Aggiornato il 07 settembre 20136 capitoli5 domande frequenti
risotto vino rosso

Il riso

Il riso è uno degli alimenti più antichi e utilizzati del mondo, proveniente da una pianta erbacea a ciclo annuale. È originaria dell'Asia, parte delle Graminaceae che si è ormai diffusa in tutto il mondo, rappresentando uno dei principali alimenti oggi utilizzati ovunque, anche nelle Americhe dove fu importato dagli Europei che la conobbero dopo gli Egizi e i Persiani. Oggi risulta che viene assunto per nutrizione dalla metà della popolazione di tutto il mondo, con estese coltivazioni che partirono proprio dalla Cina ben 6000 anni fa. Il suo nome scientifico è Oryza Sativa L. e sembra che la sua comparsa sia da far risalire al 13.000 avanti Cristo. In Italia è molto diffuso specialmente nelle varietà Arborio e Carnaroli, le migliori per preparare i famosi risotti di casa nostra.

Il risotto

Il risotto è una particolare tecnica di cottura del riso, tutta italiana, con cui vengono cucinate infinite ricette, sia di carne, che di pesce o vegetariane, per tutti i gusti. Con il risotto infatti ci si può sbizzarrire e cucinarlo in infiniti modi, come molti di noi sanno. La cottura del risotto infatti è una tecnica tutta italiana sconosciuta all'estero. Il riso viene prima tostato in modo che conservi tutto l'amido al suo interno e nella cottura questo renda cremoso il risotto, anche grazie all'aggiunta continua del brodo, vegetale, di carne o di pesce, classica della cottura del risotto.

Il risotto al vino rosso

Anche il risotto al vino rosso fa parte di queste infinite ricette, e non ne esiste una sola ricetta, ma piuttosto una serie di ricette con ingredienti diversi che ha per base il massiccio utilizzo di vino rosso appunto. Molte ricette che vedono ingredienti semplici, come il rosmarino, o anche il gorgonzola, oppure il radicchio. Proponiamo quindi una veloce carrellata di varie ricette.

Risotto al vino rosso

La ricetta più semplice, per cui però dovrete usare un buon rosso. Per 4 persone procuratevi: 350 gr di riso per risotti Arborio o Carnarolli 1 cipolla 1 spicchio d'aglio qualche foglia di salvia 1 rametto di rosmarino 50 cl di brodo di pollo ben caldo 50 cl di vino rosso Barolo 80 gr di burro 100 g di parmigiano fresco Iniziate a tritare la cipolla e l'aglio e quindi fateli rosolare a fuoco basso in 50 gr di burro per poi mettere nella pentola anche la salvia ed il rosmarino prima di alzare la fiamma e tostare il riso per un minuto. Quindi abbassate la fiamma e iniziate a versare 25 cl di Barolo a fuoco medio. Mescolate e aggiungete anche un mestolo di brodo. Girate e aggiungete costantemente brodo e vino alternativamente fino a fine cottura, quando mantecherete con burro e parmigiano. Servite quindi ben caldo con una spolverata di pepe nero.

Il risotto al vino rosso e gorgonzola

Anche questo è un risotto semplice e veloce, con pochissimi ingredienti spesso presenti già in casa. Per due persone quindi procuratevi: 180 gr di riso da risotti Arborio o Carnarelli 150 cl di vino rosso 30 gr di gorgonzola ½ lt di brodo vegetale sale e pepe a vostro gusto 100 g di burro La preparazione di questo risotto è ancora più semplice della precedente. Dovrete solo sciogliere il burro in una pentola ben grande e quindi tostarvi dentro il burro a fuoco vivace. Quindi abbassare la fiamma e versare il vino. Quindi una volta assorbito iniziate a versale lentamente mescoli di brodo secondo la cottura classica del risotto. A cinque minuti dalla fine della cottura mettete il gorgonzola che avrete prima tagliato a dadini. Mescolato bene in modo che si sciolga, quindi impiattate e aggiungete parmigiano e pepe a seconda dei vostri gusti.

Risotto al vino rosso con fonduta di grana

Questa è una ricetta leggermente più complessa ma molto gustosa, consigliata a chi ama i sapori delicati. Dovrete cucinare a parte la fonduta e unirla al risotto a fine cottura. Per due persone procuratevi: per fare il risotto 160 gr di riso per risotti Arborio o Carnaroli due cucchiai di olio extra-vergine d'oliva 25 cl di vino rosso 1 cipolla 1 noce di burro per mantecare ½ lt di brodo di carne Per fare la fonduta: 80 ml di latte un cucchiaino di maizena 50 gr di grana a scaglie Iniziate col tritare la cipolla come solito per i soffritti. Quindi mettete a scaldare in una pentola grande l'olio e mettete la cipolla a soffriggere. Quindi quando questa sarà trasparente mettete il riso ed alzate la fiamma per tostarlo. Quindi cominciate a sfumare il vino rosso che una volta assorbito sarà sostituito dalla graduale aggiunta di brodo, nella cottura classica del risotto, fino alla fine della cottura. Nel frattempo dedicatevi alla fonduta scaldando il latte con la maizena in un piccolo pentolino usando il fuoco basso. Girate in continuazione e una volta a bollore iniziate lentamente ad aggiungere il grana finche non avrete raggiunto la giusta consistenza, quindi impiattate il riso mettendolo a fontana (o vulcano) nel piatto, nel cui cratere porrete la fonduta.

Domande frequenti

  • Quali sono le varietà di riso più indicate per preparare un risotto al vino rosso?
    Per ottenere la tipica cremosità del risotto, è fondamentale scegliere varietà ricche di amido, come l'Arborio e il Carnaroli. Queste tipologie, molto diffuse in Italia, hanno un chicco tondo che trattiene bene l'amido durante la cottura lenta. L'uso di vini rossi strutturati, come il Barolo menzionato nelle ricette, richiede un riso capace di assorbire i liquidi senza sfaldarsi completamente, garantendo così una texture al dente e avvolgente. Evitate riso lungo o basmati, poiché non rilasciano abbastanza amido per creare la classica 'cremina' che caratterizza questo piatto.
  • Quanto vino rosso devo utilizzare per quattro persone?
    Nelle ricette classiche presentate, per un gruppo di quattro persone si consiglia l'utilizzo di circa 50 cl (mezzo litro) di vino rosso di qualità. Questo quantitativo permette di sfumare correttamente il riso e di integrarlo gradualmente durante la cottura insieme al brodo. È essenziale utilizzare un vino buono e bevibile, poiché il sapore rimarrà nel piatto. Se preferisci un sapore meno intenso, puoi ridurre la quantità o diluirlo con più brodo, ma attenzione a non eccedere con l'alcol residuo.
  • Come abbinare il formaggio al risotto al vino rosso?
    L'abbinamento dipende dal profilo aromatico del vino e dai tuoi gusti personali. Per un contrasto deciso e sapido, il Gorgonzola è eccellente: la sua pungenza si sposa bene con la struttura del rosso, creando un piatto ricco e confortante. Per un risultato più delicato e raffinato, opta per una fonduta di Grana Padano o Parmigiano Reggiano, servita a parte o mantecata. Il Parmigiano fresco, usato come mantecatura finale, esalta la dolcezza del riso senza coprire il profumo del vino. L'importante è bilanciare i sapori forti del formaggio con la acidità e i tannini del rosso.
  • È possibile preparare il risotto al vino rosso in versione vegetariana?
    Assolutamente sì. La base del risotto è versatile e può adattarsi facilmente alle preferenze alimentari. Nella ricetta con Gorgonzola, basta sostituire il brodo di pollo con un brodo vegetale caldo, mantenendo inalterata la tecnica di cottura. Anche la versione con fonduta di Grana può essere adattata utilizzando brodo vegetale al posto di quello di carne. Gli aromi aggiuntivi, come rosmarino, salvia, aglio e cipolla, sono naturalmente vegetali e arricchiscono il piatto senza comprometterne l'autenticità. Questa flessibilità rende il risotto al rosso adatto a tutti i palati.
  • Qual è il segreto per tostare correttamente il riso prima di aggiungere il vino?
    La tostatura è il passaggio cruciale per sigillare l'amido all'interno del chicco e garantire una cottura uniforme. Dopo aver fatto rosolare la cipolla e gli aromi nel burro o nell'olio, aggiungi il riso e mescola continuamente a fuoco medio-alto per circa un minuto. Il chicco deve diventare traslucido ai bordi e emettere un leggero profumo di nocciola. Non bruciare il riso, altrimenti acquisirà un sapore amarognolo. Una volta tostato, abbassa la fiamma e versa immediatamente il vino rosso: sentirai sfrigolare, segno che la temperatura è giusta per iniziare la sfumatura.

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