Montescudaio

Rosso di Montescudaio

Tra i più interessanti vini di questi territori, possiamo sicuramente annoverare anche il Rosso delle Miniere che, anche se è stato riconosciuto rispettando le norme che sono presenti nel disciplinare di produzione, è sempre stato uno dei quei pochi vini che sono riusciti ad esprimere quelle tipiche qualità che contraddistinguevano l'enologia italiana nel corso degli anni Ottanta.

Stiamo parlando di un vino al cui interno integra diverse tra le più importanti varietà di vitigno che possano esistere in tutto il mondo.

Ovviamente, un ruolo sempre di prim'ordine viene assolutamente svolto dal Sangiovese, che permette di avere sempre a disposizione quel livello di potenza che serve assolutamente per superare a pieni voti il periodo particolarmente lungo di affinamento all'interno di carati realizzati in legno e che possono contenere fino a 225 litri per un tempo minimo di 15 mesi ed una durata massima invece di 18 mesi.

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Denominazione DOC

Come abbiamo detto in precedenza, questo vino può vantare la denominazione DOC e la produzione annuale media di bottiglie si assesta intorno alle ventimila unità.

Il colore che caratterizza il vino Rosso delle Miniere è sempre di un rubino intenso e particolarmente vivace.

Di particolare interesse è l'odore di questo vino rosso toscano, che si dimostra piuttosto fine, ma che riesce ad alternare con grande efficacia dei richiami di piccoli frutti di bosco, con un carattere estremamente accentuato di spezie: ecco spiegato il motivo del pregiatissimo sapore di questo vino.

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La fiammata rossa. Montescudaio 1919-1923

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Zona di produzione

Indubbiamente si tratta di territori che possono vantare una storia vitivinicola alle loro spalle davvero molto importante, che non può lasciare indifferenti.

Ad ogni modo, il perimetro e i confini definiti dal disciplinare di produzione del Montescudaio DOC comprende quella fascia inclusa nei comuni di Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella e anche una buona parte dei comuni corrispondenti a Montecatini Val di Cecina e Santa Luce, che si trovano in provincia di Pisa.

Ovviamente non si possono tenere in considerazione tutti quei vigneti che si trovano a fondovalle e risultano sempre caratterizzati da un elevato livello di umidità.


Uvaggio Montescudaio Rosso

Questo particolare vino rosso toscano deriva dall'unione tra diversi vitigni. Come da tradizione per tutte queste zone, il Sangiovese è uno dei vitigni maggiormente utilizzati per i vini rossi e anche in questa occasione svolge un ruolo di assoluto prim'ordine.

La percentuale di uve provenienti da Sangiovese sono compresi all'interno di una percentuale minima del 65% ed una soglia massima dell'85%.

Tra le altre varietà vinicole ivi presenti troviamo anche il Trebbiano toscano e il Malvasia del Chianti (che possono essere utilizzati soli o in congiunzione) che però non possono una percentuale massima pari al 25% ed una minima che invece si attesta al 15%.

Dobbiamo sottolineare come alla formazione del Montescudaio Rosso possono concorrere anche altri vitigni, ovviamente sempre a bacca rossa, che risultano raccomandati o autorizzati dal disciplinare di produzione, fino ad un tetto massimo che corrisponde ad una percentuale pari al 10%.

La gradazione alcolica minima corrisponde ad 11,5 gradi.


Caratteristiche organolettiche

Spostando la nostra attenzione alle qualità “fisiche” di questo interessante vino rosso toscano, possiamo notare come si tratta di un vino dalla caratteristica colorazione rosso rubino, estremamente vivace, ma che denota un particolare profumo elegante e morbido e leggermente armonioso.

Il sapore del Montescudaio Rosso è particolarmente asciutto e presenta un carattere leggermente tannico, che include anche alcuni tratti armonici e risulta mediamente tannico.

Concentrandoci, invece, sugli abbinamenti più interessanti che si possono realizzare a livello di Montescudaio Rosso, dobbiamo sottolineare la presenza di carni bianche e rosse.

Si tratta di un vino rosso toscano che riesce ad adattarsi molto bene anche a tutti quei piatti composti da selvaggina, pollame in generale, nonché di minestroni di verdure saporite (un valido esempio in questa occasione può essere rappresentato proprio da un prodotto tipico della regione Toscana, qual'è la ribollita).

Non dobbiamo dimenticare che questo vino rosso si serve molto bene anche con tutti quei formaggi stagionati ed altre pietanze a base di funghi.

Allo stesso modo è bene ricordare che tutti quei vini rossi monovarietali (tra cui Cabernet, Merlot e Sangiovese) si caratterizzano, alla stregua dei bianchi, per essere ricavati da uve che, per una percentuale non inferiore all'85%, devono essere quelle da cui prendono il nome.

Si può verificare l'aggiunta, nel caso in cui lo si reputi necessario, di uve che vengono prodotte da altri vitigni a bacca rossa, che sono stati ovviamente raccomandati o autorizzati all'interno della provincia di Pisa: in questo caso, la percentuale deve coprire la restante parte, ovvero non può superare la soglia del 15%.

Per quanto riguarda l'invecchiamento il Montescudaio Rosso deve riposare all'interno di cantine per almeno due anni, di cui almeno tre mesi deve passarli in bottiglia.




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