Chianti

Storia

Uno dei primi documenti che testimonia e riporta una menzione a riguardo di questo celebre vino è senza dubbio rappresentata dalla sua qualificazione di origine, stilata nel 1398

spulciando questi documenti, si può capire come il Chianti è un vino bianco e, in quel periodo si può facilmente intuire come non avesse un gran bacino di diffusione e nemmeno fu di elevata qualità, come si può chiaramente evincere dal documento in questione.

Nel corso di trent'anni più tardi, circa, il Chianti si era, al contrario, ormai chiaramente diffuso come vino rosso.

Nel Quattrocento, il Chianti giunse fino a livelli altolocati, visto che anche numerosi Papi lo degustarono: ad esempio, papa Paolo III, nel 1536, provò ad assaggiarlo proprio su consiglio del bottigliere di fiducia, di nome Sante Lancerio.

Attorno al 1713 vennero emanate due bandi relativi al Chianti: il primo fissava inderogabilmente i confini che riguardavano le zone vitivinicole maggiormente pregiate in cui era consentita la produzione di questo vino.

Il secondo bando, invece, riguardava una specie di disciplinare: proprio grazie a questi due documenti fu stabilito un vero e proprio record, visto che per la prima volta al mondo era stato stabilito, con metodi legali, di circoscrivere la zona di produzione di vino dalle caratteristiche estremamente pregiate.

Basta tenere in considerazione il fatto che passarono oltre due secoli prima che qualcun altro si decidesse a stabilire legalmente i confini di un'area vitivinicola.

Si dovette aspettare, però, la seconda parte dell'Ottocento prima che si realizzassero le prime importanti opere a livello enologico e di viticoltura toscana: gli autori furono numerosi, ma tra i principali dobbiamo segnalare Lawle, Pollacci e Bizzari, ma sopratutto Betto Ricasoli, uno dei più esimi enologi di quel periodo.

Ricasoli fu uno stimato uomo politico, che riuscì a diffondere le qualità del Chianti, esportandolo in un gran numero di paesi in tutto il mondo.

Dopo un'attenta e scrupolosa analisi (fatta di un gran numero di esperimenti all'interno dei vigneti di Brolio), Ricasoli riuscì a capire quale sia il miglior uvaggio per la produzione del vino targato Chianti.

In questo modo viene a formarsi la reale composizione del Chianti: vi erano presenti due varietà di uva rosse (ovvero Canaiolo e Sangiovese), due varietà di uva bianche (che erano rappresentate dal Malvasia e dal Trebbiano).

Ecco che la conferma ad alti livelli, imponendo sui principali mercati vinicoli, non si fece attendere: il Chianti, una volta che Firenze fu stabilita capitale d'Italia, venne lanciato sul commercio, sia italiano che europeo e, in modo particolare, fu l'Inghilterra una delle principali importatrici.

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Curiosità

Chianti 2 Con il passare del tempo e l'accrescersi della fama, ma anche per via di una richiesta sempre maggiore sui mercati europei, si assistette ad una pratica scorrette che prese sempre più piede: infatti, tutta una serie di falsi produttori diedero il nome Chianti anche a quei vini prodotti fuori dalla zona legalmente stabilita di produzione, con l'effetto di proporre dei vini dalla qualità pessima.

Proprio per tale ragione, nel periodo compreso tra il 1900 e il 1930, si provò ad emanare una normativa che andasse a tutelare i vini tipici.

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Caratteristiche organolettiche

In primo luogo, il colore del Chianti corrisponde ad un rubino estremamente intenso e vivace, che diventa piuttosto granato una volta che il vino invecchia.

Per quanto riguarda l'odore, possiamo sottolineare come sia inconfondibile il profumo di mammolo, che diventa sempre più fine con il passare del tempo.

Infine, per quanto concerne il sapore, si dimostra sempre piuttosto armonico, asciutto e leggermente tannico, con la particolarità di affinarsi nel corso del tempo.


Chianti: Abbinamenti

Semplicemente per via del fatto che le tipologie di Chianti sono molto numerose, anche le possibilità di abbinamento ai cibi, di conseguenza, sono notevoli.

Tutti quei tipi di Chianti che presentano un corpo particolarmente sottile e dal grado alcolico piuttosto elevato, si caratterizzano per essere serviti ad una temperatura di almeno sedici gradi: all'interno di questa lista di vini, troviamo i Chianti Colli Aretini, Colline Pisane e Montalbano.

In particolar modo il Chianti Colli Aretini è estremamente brioso e si può gustare durante l'intero pasto e si dimostra estremamente piacevole con zuppe, pesce in umido e carne alla brace.

Il Chianti di Montalbano si caratterizza per essere servito ad una temperatura compresa tra 16 e 18 gradi, con abbinamenti interessanti, dato che si accosta molto bene a carni arrosto e pesce in umido.

Il Chianti più giovane e corposo si può accostare molto bene anche a tutte quelle carni bianche saporite che vengono sottoposte ad una particolare cottura prolungata in intingolo, nonostante la vera preferenza vada sopratutto per le carni rosse che vengono realizzate alla griglia.

Il Chianti Colli Fiorentini, invece, riesce ad essere già molto equilibrato fin dall'età più giovane: si serve molto efficacemente con carni arrostite, ma anche bistecche di capriolo ai funghi.



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