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Vino Rosso · Vino rosso toscano

Elba Aleatico Passito o Aleatico Passito dell’Elba

Aggiornato il 04 settembre 20115 capitoli4 domande frequenti
Elba Aleatico Passito o Aleatico Passito dell’Elba

Zona di produzione

Come si può facilmente intuire anche dal nome del vino che stiamo analizzando, l'area in cui viene prodotto corrisponde all'Isola d'Elba, in provincia di Livorno. All'interno di questa isola, la viticoltura era una tradizione che si tramandava da secoli, almeno fin dal momento in cui si verificò la dominazione delle popolazioni di origine etrusca, che presero possesso proprio di questi territori. Ad ogni modo, non mancano le testimonianze storiche, visti i numerosi reperti che sono stati rinvenuti proprio in questi luoghi, che si riferivano anche al periodo romano: alcuni dei quali, addirittura, potevano vantare un uso che si poteva paragonare alla conservazione e al trasporto odierno del vino. Tutto ciò non fa altro che confermare quanto rigoglioso fosse, anche in quel periodo storico, il commercio del vino e, come se non bastasse, dimostrò ancora una volta come la Toscana era sicuramente una delle regioni maggiormente tenute in considerazione da questo punto di vista. Anche nel medioevo la produzione di vino non era minimamente calata, ma si mantenne su ottimi livelli, sopratutto grazie all'indubbio ruolo strategico svolto dalla vicina Pisa, che favorì le esportazioni verso tutto il resto della Toscana.

Storia

Nel corso del 1595 Ferdinando I della famiglia De' Medici, ebbe l'intuizione di emanare un folto gruppo di norme che aveva principalmente lo scopo di tutelare e dare un'adeguata protezione ai vigneti, contro i danni e i pericoli derivanti dal bestiame. Qualche anno più tardi, il Granduca Leopoldo di Lorena decise di dare un'adeguata normativa alla vendita di vino nel comune di Portoferraio. Era sempre una delle tante decisioni che ebbero a che fare con lo sviluppo sempre più crescente della vinicoltura. Nel periodo compreso tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, la viticoltura era ormai diventata una delle più importanti ed essenziali risorse da sfruttare per quanto concerne l'economia elbana. E' sufficiente pensare, infatti, che circa un quarto dell'intera superficie dell'isola d'Elba era ricoperta da territori destinati proprio ai vigneti. Il dopoguerra portò con sé anche una nuova risorsa da sfruttare per l'isola: si tratta del turismo, che ha avuto, però, l'effetto collaterale di diminuire in modo sostanziale la superficie di terreni coltivati con vigneti. Nel corso dell'ultimo periodo, però, stiamo assistendo ad una netta inversione di tendenza, dal momento che si è verificata, dati alla mano, un'ottima crescita sia per quanto concerne la qualità, ma anche sotto il profilo quantitativo, della produzione dei vini all'interno dell'isola d'Elba. Indubbiamente il vino che può vantare il maggior pregio e le peculiarità più importanti è rappresentato dall'Aleatico dell'Elba Passito, che si ricava da delle uve del comune di Aleatico, che hanno la particolare caratteristica di dover subire un periodo di almeno dieci giorni di appassimento all'aria aperta. Ovviamente il vino di Aleatico è un ottimo rosso, che viene coltivato, nella maggior parte dei casi, all'interno della regione Toscana, ma riscuote un buon successo anche la produzione del Lazio, senza dimenticare quella pugliese. Per molti esperti, il vino Elba Aleatico Passito non rappresenta altro che una mutazione di natura genetica del Moscato Bianco.

Caratteristiche organolettiche

Concentrandoci sulle vere e proprie caratteristiche “fisiche” di questo interessante vino rosso toscano, possiamo sottolineare il colore rosso rubino, particolarmente intenso nei primi anni di età. L'odore dell'Elba Aleatico Passito si dimostra sempre piuttosto forte e molto caratteristico, rispecchiando alla perfezione il luogo in cui ha avuto origine. Una volta degustato, questo vino rosso toscano presenta un sapore tipicamente dolce, armonico e piuttosto ricco di corpo.

Abbinamenti

Stiamo parlando di un ottimo vino da meditazione, che deve essere sempre accompagnato a particolari pietanza, dato che non presenta un'ampia gamma di adattamento. In modo particolare, uno dei principali abbinamenti gastronomici di questo vino rosso toscano è rappresentato dall'ottimo rapporto che intrattiene con la “schiaccia briaca”: si tratta, in poche parole, di un caratteristico dolce dell'isola d'Elba, che viene realizzato con tutta una serie di pezzi di frutta secca. Il vino d'Elba Aleatico Passito, riesce anche ad essere ottimamente servito con delle crostate a base di frutta, nonché con dolci e torte che vengono realizzate con creme e frutti di bosco. La temperatura a cui deve essere obbligatoriamente servito questo vino si deve mantenere sempre tra 12 e 14 gradi centigradi.

Curiosità

Non dobbiamo dimenticare come un prodotto vinicolo deve essere sempre di qualità: ecco spiegato il motivo per cui la resa massima dell'uva in vino non raggiunge mai una percentuale superiore al 35%. La produzione di uva più importante, per ettaro naturalmente, non raggiunge mai una quantità superiore ala soglia di sette tonnellate. Le uve, nel periodo in cui si effettua la raccolta, devono presentare un titolo alcolometrico volumico naturale pari all'11,5%.

Domande frequenti

  • Quali sono gli abbinamenti gastronomici ideali per l'Aleatico Passito dell'Elba?
    L'Aleatico Passito dell'Elba è un vino da meditazione dal carattere dolce e corposo, ideale per accompagnare dolci specifici della tradizione locale e nazionale. L'abbinamento più emblematico è con la 'schiaccia briaca', un tipico dolce dell'Isola d'Elba arricchito da frutta secca. Si sposa perfettamente anche con crostate alla frutta, torte alle creme e preparazioni a base di frutti di bosco. Grazie alla sua struttura ricca e armonica, il vino bilancia la dolcezza dei dessert senza risultare stucchevole, offrendo un finale elegante che ne esalta le note aromatiche tipiche del territorio.
  • A quale temperatura va servito correttamente l'Aleatico Passito dell'Elba?
    Per apprezzarne appieno le caratteristiche organolettiche, l'Aleatico Passito dell'Elba deve essere servito a una temperatura compresa tra i 12 e i 14 gradi centigradi. Questa fascia termica è fondamentale: un servizio troppo freddo maschererebbe il profumo intenso e caratteristico del vino, mentre una temperatura eccessivamente alta accentuerebbe l'alcolicità, disturbando l'equilibrio dolce-armonico della bevanda. Mantenere questa temperatura garantisce che il colore rosso rubino si manifesti nella sua piena intensità e che il bouquet fruttato possa esprimersi liberamente al naso.
  • Quali sono le caratteristiche sensoriali distintive di questo vino?
    L'Aleatico Passito dell'Elba si distingue per un colore rosso rubino molto intenso, specialmente nelle annate più giovani. Al naso offre un profumo forte e molto caratteristico, che riflette fedelmente l'ambiente viticolo dell'Isola d'Elba. In bocca, il vino si presenta di corpo ricco, con una sapidità dolce e un equilibrio armonico che ne facilita la degustazione. La struttura è avvolgente ma non pesante, grazie al processo di appassimento che concentra gli zuccheri e i polifenoli, creando un'esperienza gustativa complessa e persistente, tipica dei passiti toscani di pregio.
  • Come viene prodotta l'uva Aleatico per ottenere il vino passito?
    La produzione dell'Aleatico Passito dell'Elba richiede un rigoroso rispetto dei disciplinari, in particolare per quanto riguarda la resa e il trattamento delle uve. Le uve devono subire un periodo di appassimento all'aria aperta di almeno dieci giorni prima della pigiatura, processo che concentra aromi e zuccheri. Inoltre, la resa massima dell'uva in vino non supera il 35%, garantendo concentrazione e qualità. La raccolta avviene quando le uve raggiungono un titolo alcolometrico naturale dell'11,5% e la produzione non eccede le sette tonnellate per ettaro, assicurando così un prodotto esclusivo e di alto livello.

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