Campi Flegrei

La zona vinicola

L'area di produzione dei Campi Flegrei fa parte della zona costiera di Napoli e dell'isola di Procida, con terreni a forte carattere vulcanico, come è noto per questa zona, con il Vesuvio che è un vulcano ancora attivo.

Gli eventi che hanno generato l'assetto geologico-strutturale della Campania sono strettamente connessi agli eventi che hanno generato il quadro strutturale della penisola italiana.

In particolare l'area tirrenica è caratterizzata da crosta continentale assottigliata e, in alcune zone (Tirreno meridionale), da crosta oceanica, formatasi a partire dal Tortoniano superiore - Messiniano inferiore in seguito a processi avvenuti all'interno di una catena preesistente.

I vigneti sono fortemente e positivamente influenzati dal terreno di origine lavica, molto ricco di elementi minerali e nutritivi.

Il territorio è di natura prevalentemente collinare, geologicamente complessa con il substrato superficiale composto per la maggior parte da detriti di varia natura vulcanica.

Il clima è mediterraneo, con inverni miti e piovosi e estati calde e secche, rinfrescate dalla brezza marina che raramente manca nel golfo. Con 250 giorni l'anno di sole. La particolare conformazione morfologica del territorio produce vari microclimi, con la possibilità di variazioni climatiche anche significative nell'arco di pochi chilometri, con zone più continentali rispetto alla costa.

Il campi Flegrei DOC

Campo Flegrei

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I vitigni rossi

I colori di questo vino I vitigni principali per la produzione di questo vino sono il Piedirosso, il cui nome dialettale è Per' e palummo, l'Aglianico e lo Sciascinoso, qui chiamato Olivella.

Dopo l’Aglianico, il Piedirosso è il vitigno autoctono a bacca rossa più diffuso in Campania. Il suo nome dialettale, Per’ e palummo, deriva da una caratteristica del rachide: il colore rosso dei pedicelli degli acini che ricorda la tinta della zampa dei colombi.

È un vitigno vigoroso che predilige forme di allevamento espanse. Ha produzioni medio-basse, con maturazione tra la prima e la seconda decade di ottobre, dove raggiunge una buona acidità totale di e un alto tenore in zuccheri.

Lo Sciascinoso è un vitigno molto vigoroso che germoglia precocemente e predilige forme di allevamento a spalliera. Raggiunge la maturazione tra la seconda e la terza decade di ottobre, con un’acidità totale alta e un basso tenore in zuccheri.

Dà vini di colore rosso rubino intenso o rosso sangue con bagliori rosso vivo, odore vinoso, gradevole, sapore leggermente acido, fresco, astringente, ben sostenuto.


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Il Museo archeologico dei Campi Flegrei nel castello di Baia

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Il Campi Flegrei DOC rosso

Un grappolo di Piedirosso La denominazione di origine controllata Campi Flegrei fu istituita dal decreto ministeriale del 3 ottobre 1994 per autorizzare la produzione di vini bianchi e rossi nei comuni di Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, e parte del territorio dei comuni di Marano e Napoli tutti in provincia di Napoli.

Le uve utilizzate per la produzione di questo vino sono il Piedirosso o Pér „e palummo, presente nell'assemblaggio dal 50 al 70%, l'Aglianico e Sciascinoso (localmente detto Olivella) da soli o congiuntamente dal 10 al 30% nel taglio, a cui possono concorrere le uve di altri vitigni a bacca rossa, autorizzati per la provincia di Napoli, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 30%.

Si possono iscrivere all'albo soltanto i vigneti di buona esposizione, esclusi i terreni di fondovalle umidi e non sufficientemente soleggiati.

Le uve devono avere una resa massima di 10 tonnellate per ettaro e devono garantire un grado alcolico minimo di 10,50% vol.

Sono previste le tipologie Campi Flegrei Rosso, Novello e la tipologia monovitgno Piedirosso o Pér „e palummo dove la percentuale minima di quest'uva deve essere del 90% e la gradazione alcolica di 11,00% vol. Messo in commercio con un titolo alcolometrico minimo di 12,00% vol. e

dopo un periodo di invecchiamento di due anni a decorre dal 1° novembre dell‟anno di produzione delle uve può portare in etichetta la menzione Riserva. Le uve possono essere appassite per dare alla denominazione anche la menzione Piedirosso o Pér” e palummo Passito. In quest'ultima tipologia il vino non può essere fortificato con mosti concentrati o con altre metodologie.

Il Campi Flegrei Rosso ha colore rosso rubino più o meno intenso, tendente al granata con

l'invecchiamento. Il profumo è vinoso, gradevole, caratteristico per un sapore asciutto, tipico e armonico. A tavola si serve con l'abbacchio, le carni bianche, la pasta e i piccoli volatili.

Il Campi Flegrei Novello è di colore rosso rubino più o meno intenso. Il profumo è fruttato e gradevole con un sapore: asciutto o rotondo, armonico, anche leggermente vivace. Sempre con abbacchi e volatili.

Il Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo ha sempre colore rosso rubino più o meno intenso con profumo vinoso, e sapore asciutto, armonico. Per lui formaggi duri, arrosti, la selvaggina, i piccioni, le quaglie e la pernice, anche per il Riserva.

Nel Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo Riserva il colore è sempre rosso rubino più o meno intenso, ma tendente al granata con l‟invecchiamento. Il profumo è intenso, caratteristico con sapore asciutto, vellutato e armonico.

Per Campi Flegrei Piedirosso o Pér „e palummo Passito il colore diviene rosso granata più o meno intenso. IL profumo è gradevole, intenso, caratteristico. Vengono vinificate due tipologie, il Passito Secco e quello Dolce con sapore da secco a dolce, armonico, morbido, caratteristico. Entrambi devono avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di 17,00% vol.. Ottimi sia con la pasticceria tipica napoletana sia fuori pasto.


Le aziende

Sono molte le aziende che producono questo vino soprattutto a livello locale.

Le Cantine Grotta del Sole vinificano il Lacryma, con vendemmia manuale nella seconda metà di luglio.

La Tenuta Matilde Zasso vinifica il monovitigno dal sapore austero, asciutto per sapori forti, volatili e arrosti.

La Sibilla produce il monovitigno dal colore rosso rubino ciliegioso e vivace, Al naso, emerge la potenza del frutto, mai surmaturo, con freschezza e sapidità ben amalgamate. Seguono eleganti aromi di geranio, frutti rossi, note vegetali e mineralità spinta. Il palato è energico e sottile, dal gusto secco, abbastanza caldo, notevolmente fresco e sapido con ancora le note olfattive di floreale, tra geranio e malvarosa, prugna e speziato, tra il pepe e la liquirizia, il tutto fuso in buon equilibrio e armonia.




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