Borgognona o Borgognotta

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Borgognona o Borgognotta

La Borgognotta è una bottiglia nata nella Borgogna per ospitare dei grandi vini rossi pregiati dal lungo invecchiamento, che lasciano i loro depositi in botte. La bottiglia quindi ha una forma più snella e slanciata, e manca di spalle e fondo pronunciati che hanno la funzione appunto di trattenere i depositi nel momento del servizio nel bicchiere.

di Redazione

26 maggio 2012

I vini della Borgogna

I vini della Borgogna sono tra i più nobili e reputati del mondo, e la regione ha dato origini ad alcune delle uve più apprezzate ed aristocratiche che si conoscano come lo Chardonnay e i Pinot, in particolare i Pinot Noir. Oltre ad un livello qualitativo superiore, i vini della Borgogna sono conosciuti per la loro grande capacita di invecchiamento, soprattutto in botte nel periodo giovanile, utilizzato negli ultimi decenni non solo per i grandi rossi del Pinot Noir, ma anche per i delicati e floreali Chardonnay. Il Pinot Noir in particolare è un'uva che fornisce dei vini dalla struttura delicata, non pesante, poco soggetta alle precipitazioni acide e non spiccatamente tannica. Viene infatti largamente usato anche dalla spumantistica nella vinificazione in bianco. Ne risultano così grandi vini dagli intesi profumi fruttati e maturi, accompagnati dagli aromi vegetali e altresì animali nei grandi invecchiati, senza per questo però essere marcati nel corpo e nella struttura, che rimangono leggeri rispetto ad esempio alle altre uve bordolesi come il Cabernet Sauvignon e il Merlot, in gradi anche di caricare il vino di tannini e corpo.

La Borgognona

La Borgognona è la bottiglia studiata appositamente per i vini della regione che abbiamo descritto nel primo paragrafo. Essa appare dunque differente dalla bottiglia Bordolese, in quanto non deve assolvere quelle funzioni caratteristiche che questi vini esigono, ovvero trattenere le grandi quantità di depositi che le uve di Bordeaux producono nel vino. Come detto infatti, il Pinot Noir, l'uva con cui principalmente si produce il vino di Borgogna, ha elevate capacita di invecchiamento in botte e una struttura tannica inferiori, con una produzione di depositi altrettanto inferiore a quelli di altre uve dal corpo più marcato. Se a questo aggiungiamo la grande capacita di invecchiamento in botte, se ne deduce anche che la maggior parte dei depositi prodotti, resta nel fondo della botte nel momento in cui il vino viene tirato per essere imbottigliato. Di conseguenza i depositi non si formano generalmente nella bottiglia, ma nella botte, dove rimangono una volta svuotata per l'imbottigliamento. La bottiglia Borgognona quindi non deve avere la caratteristica primaria di trattenere i depositi, e questo si traduce in una forma più snella e semplice da realizzare, anche con un risparmio economico. Essa ha quindi un fondo con un incavo conico meno pronunciato, in quanto non deve, come nella Bordolese, concentrare e agglomerare i depositi tra cono e bordo del fondo in modo da bloccarli. Altra caratteristica della Borgognona sono le spalle, molto meno pronunciate e molto scese, che non devono anch'esse bloccare i depositi. Anche il colore, generalmente rosso, è studiato in considerazione delle diverse concentrazioni e precipitazioni acide di questi vini. La seconda foto fa riferimento alla differenza tra i due tipi di bottiglia.

L'Albeisa

La variante italiana della Borgognona è la bottiglia Albeisa, nata ad Alba in Piemonte, per ospitare i grandi Barolo. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a grandi vini da invecchiamento in botte, che vedono i loro depositi restare nel legno quando si effettua il tiraggio per l'imbottigliamento. Anche i questo caso i vini non creano molti depositi in bottiglia, e quindi essa non deve avere la funzione di trattenerli. Pressoché identica alla sua sorella francese, la bottiglia Albeisa reca scritto il suo nome in rilievo alla base del collo.

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Domande frequenti

  • Perché la bottiglia Borgognona ha spalle basse e fondo meno profondo rispetto alla Bordolese?
    La forma della bottiglia Borgognona è progettata specificamente per le caratteristiche chimiche e fisiche dei vini della regione, in particolare quelli a base di Pinot Noir. A differenza dei vitigni di Bordeaux, il Pinot Noir produce vini con una struttura tannica più leggera e meno soggetti a formare grandi quantità di sedimenti solidi durante l'invecchiamento. Poiché la maggior parte dei depositi rimane intrappolata nelle botti di legno prima dell'imbottigliamento, la bottiglia non necessita di un fondo a cono pronunciato né di spalle alte per raccogliere e trattenere i residui. Questa designazione snella riduce inoltre i costi di produzione e facilita la gestione del vino, che richiede semplicemente un servizio elegante senza le complesse operazioni di decantazione obbligatoria tipiche dei vini bordeauxi.
  • Qual è la differenza principale tra la bottiglia Borgognona e quella Bordolese?
    La differenza fondamentale risiede nella funzione pratica legata ai sedimenti. La bottiglia Bordolese presenta spalle alte e un fondo profondamente incavato (puntarelle) proprio per catturare e isolare i numerosi depositi che si formano nei vini ricchi di tannini e corpi strutturati, come Cabernet Sauvignon e Merlot. Al contrario, la bottiglia Borgognona ha spalle molto declinate e un fondo quasi piatto o con un incavo minimo. Questo perché i vini di Borgogna, derivanti spesso da Pinot Noir, sono più eleganti, leggeri e producono pochi sedimenti in bottiglia. La forma borgognona privilegia quindi l'estetica e il risparmio materiale, rinunciando alla funzionalità di filtraggio passivo dei fondi che invece è cruciale per i vini di Bordeaux.
  • Cos'è la bottiglia Albeisa e quale vino rappresenta?
    L'Albeisa è la variante italiana della classica bottiglia Borgognona, nata ad Alba in Piemonte. È stata progettata specificamente per ospitare i grandi vini piemontesi da invecchiamento, come il Barolo e il Barbaresco. Similmente ai vini di Borgogna, questi vini subiscono una lunga maturazione in botti di legno (spesso di rovere), processo durante il quale i depositi naturali restano intrappolati nel legno stesso piuttosto che precipitare nella bottiglia di vetro. Di conseguenza, anche l'Albeisa presenta spalle basse e un profilo snello, identico alla controparte francese, poiché non deve svolgere la funzione di trattenere i fondi. Un dettaglio distintivo è la scritta 'Albeisa' in rilievo sulla base del collo della bottiglia.
  • Il Pinot Noir è adatto all'invecchiamento nonostante sia un vino leggero?
    Sì, il Pinot Noir è eccellente per l'invecchiamento, specialmente se prodotto in zone climatiche fresche come la Borgogna. Nonostante la sua struttura percepita come leggera e delicata rispetto ad altri rossi, possiede una complessità aromatica che evolve magnificamente nel tempo. Durante l'invecchiamento in botte e poi in bottiglia, sviluppa note secondarie complesse, definite 'animali', terrose e di sottobosco, mantenendo intatti gli aromi fruttati primari. La sua acidità naturale e la struttura tannica, pur essendo meno aggressiva di quella del Cabernet, garantiscono una buona capacità di conservazione. Questo equilibrio permette al vino di evolversi armoniosamente senza ossidarsi prematuramente, offrendo esperienze sensoriali sempre nuove dopo anni di affinamento.
  • Come cambia il profumo del Pinot Noir con l'invecchiamento?
    Nel giovane, il Pinot Noir si distingue per profumi fruttati intensi e maturi, tipici della sua natura aromatica. Con il passare degli anni, grazie all'affinamento in botte e in bottiglia, il bouquet si arricchisce di sfumature complesse. Si sviluppano note vegetali, come foglie secche o tartufo, e aromi definiti 'animali' o di cuoio, che conferiscono profondità e carattere al vino. Questi profili secondari si integrano senza sovrastare la frutta, creando un equilibrio sofisticato. A differenza di vini più massivi che possono dominare con potenza, il Pinot Noir invecchiato offre una narrazione olfattiva sottile ma stratificata, dove la delicatezza iniziale lascia spazio a una complessità elegante e persistente.

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