Il Valpolicella DOC

La Valpolicella

La Valpolicella è una zona collinare veneta della provincia di Verona di 240 Km² appartenente a sette comuni anche se l'area di produzione del Valpolicella DOC arriva a comprenderne 19, tutti a nord della città scaligera.

È racchiusa a sud dal fiume Adige, a est dalle colline di Parona e Quinzano, a nord dai Monti Lessini e a ovest dal Monte Pastello che la separa dalla valle dell'Adige.

La morfologia ci presenta non un'unica valle, ma una serie di valli disposte a ventaglio.

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La produzione di vino della Valpolicella nella storia

Nella zona la vite è presente già dal medio Eocene (40 milioni di anni fa) mentre le prime coltivazioni da parte dell'uomo iniziano nel V secolo a.C. Ad opera delle popolazioni locali dei Galli Cisalpini.

Nel II secolo a.C. Con l'espansione romana, la coltivazione della vite acquistò notorietà tanto da essere descritta nel De Rerum Natura di Plinio il Vecchio come un uva autoctona da proteggere completamente adattata alla zona.

Fu decantata anche da Marziale, Strabone e Virgilio come “vino retico”, dal nome che i romani avevano dato alla loro nuova provincia, la Retia.

Dopo la caduta dell'impero romano, nonostante un decreto del 463 d.C. a protezione della coltura, anche la produzione vinicola Valpolicellese subì un ridimensionamento per poi riprendere impulso nel medioevo, grazie soprattutto al clero che operò una vera e propria rivoluzione agricola, tanto che nel trecento si pensa che tra il trenta e quaranta per cento del territorio agricolo fosse destinato alla produzione di vino.

Nei secoli successivi la forza delle corporazioni dei locandieri, degli osti e dei commercianti di vino e soprattutto la dominazione veneziana, che sfruttava la navigabilità dell'Adige, diede una notorietà rinnovata ai vini della Valpolicella che decadde tra il cinquecento e il seicento a causa di numerose epidemie che decimarono la popolazione attiva.

A questo periodo risalgono anche i primi trattati ad opera di Scipione Maffei e dell'abate Bartolomeo Lorenzi sulle origini del vino Amarone e le tecniche di vinificazione in particolare a partire da uve passite.

Il settecento e l'ottocento furono caratterizzati dai primi studi approfonditi di botanica e di qualità dei vini che indirizzarono i produttori della valle verso la vinificazione di vini secchi.

Purtroppo la seconda metà dell'ottocento fu caratterizzato anche dalla diffusione di molte malattie della vite come l'oidio, che dimezzò la produzione e successivamente la peronospora e la filossera, che fu sconfitta solo nel 1940, anno a cui risale anche la prima bottiglia di Amarone moderno della Cantina Sociale Negrar.

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    I vini della Valpolicella di oggi

    Oggi la produzione di uva da vino nella valle è stimata intorno ai 550.000 quintali e l'esportazione copre tutti i mercati mondiali.

    Per realizzare il Valpolicella DOC vengono utilizzate tre uve presenti nella valle: la Corvina Veronese, la Molinara e la Rondinella.

    La più utilizzata è il Corvina veronese, assemblato in percentuali che vanno dal 40 al 70% con la Rondinella, dal 20 al 40% e la Molinara, presente in quantità variabili tra il 5 e il 25%.

    Sono autorizzate ma poco utilizzate fino a un massimo del 15% anche le altre uve della zona quali la Rossignola, la Negrara, il Sangiovese, la Barbera e la Trentina.

    Il Valpolicella DOC è un vino rosso autorizzato per decreto nel 1968 in 19 comuni nel nord della provincia di Verona tutti appartenenti alla Comunità Montana della Lessinia ad eccezione di S. Pietro in Cariano e Pescantina.

    La vite viene coltivata nelle zone collinari, tra i 110 e i 480 m s.l.m., su terrazzamenti caratteristici della zona realizzati con muri a secco detti marogne, e allevata con il sistema della pergola doppia o semplice.

    I vigneti coltivati sono quasi esclusivamente la Corvina (16%), il Corvinone (26%), la Rondinella (49%) e la Molinara (9%).

    La morfologia dei terreni da vite è caratterizzata da una buona presenza di argilla e calcare che fungono da equilibratori ne periodi di siccità.

    I terreni bruni si posano su detriti, marne calcaree e basalti.

    Il clima è generalmente mite, grazie alla protezione delle Alpi a nord e alla particolare disposizione delle valle, longitudinali da sud a nord, che permettono il passaggio dei forti venti meridionali soprattutto in collina, dove la temperatura invernale è superiore a quella di fondo valle e raramente scende sotto lo zero, mentre in estate non supera i 30 gradi.

    Le precipitazioni più abbondanti si hanno sempre in collina, principalmente in primavera e autunno, e sono piuttosto differenti da vallata a vallata, incidendo sul tempo di maturazione delle uve nelle diverse zone.

    Purtroppo nei mesi estivi si verificano anche copiose grandinate in grado di distruggere i vigneti.

    I vini prodotti sono il Valpolicella DOC, il Reciotto della Valpolicella DOC e l'Amarone della Valpolicella DOC. Questi ultimi due sono ottenuti con l'antico metodo dell'appassimento delle uve su dei graticci.

    Nella denominazione Valpolicella DOC troviamo anche le peculiarità Valpolicella Classico, prodotto esclusivamente nel nucleo storico originario dei comuni di Negrar, Marano, Fumane, S. Ambrogio e S. Pietro in Cariano, il Valpolicella Ripasso, ottenuto dalla macerazione per 15 giorni di uve appassite e già utilizzate per la produzione dell'Amarone aggiunte nel tino del Valpolicella Classico con l'ammissione del Corvinone, e il Valpolicella Superiore, ottenuto dalla tecnica del ripasso e affinato almeno un anno per attenere maggiore alcolicità, minore acidità e un gusto più rotondo e morbido.

    I vini prodotti risultano essere di colore rosso rubino intenso, con un profumo vinoso e morbido caratteristico dei frutti secchi bianchi come le mandole amare e dei frutti di bosco maturi.

    Il gusto è secco, tendente al vellutato se affinato, corposo e amarognolo, non di rado speziato con sentori di pepe, cacao o ciliege.

    A seconda della valle di produzione e del metodo di lavorazione i risultati possono essere più freschi o più complessi se ottenuti tramite il ripasso.

    Questo ne fa un vino versatile negli abbinamenti con carni rosse e bianche o minestre tipiche montane dai gusti tipici forti come il tacchino alle castagne o l'agnello all'aceto balsamico passando dai classici salumi.


    Il Valpolicella DOC: Le aziende

    Tra le cantine spiccano la Accordini che produce Amaroni, Valpolicella Classici e Superiori da abbinare a maiale affumicato con aceto balsamico o salumi, agnello in crosta o crostate di frutti rossi.

    Allegrini, con la sua presenza nel territorio da ben 500 anni, è sicuramente uno dei punti di riferimento nel panorama della Valpolicella, con produzioni di Amarone che incontrano bene il manzo brasato o il Valpolicella Classico da bere fresco abbinato alla tagliata di tonno con erbe aromatiche.

    La piccolissima cantina di Begali (solo 8 ettari), offre invece dei vini Amaroni piccanti e speziati ai frutti rossi per fagiani tartufati o faraona ripiena e Valpolicella Superiori freschi, floreali e tannici per bresaole e robiole.

    La cantina Bertani produce Amaroni di grande pregio, complessi, balsamici per formaggi stagionati o Valpolicella Superiori gradevoli, con sentori di prugne e frutta secca che ne fanno i compagni ideali della cacciagione in umido.

    Brunelli produce Amaroni opulenti, maestosi, dai sentori di sigaro cubano e cioccolato, mescolati alle amarene in confettura che hanno nella faraona tartufata una speciale partner.

    Da tener sempre in buona considerazione la Cantina Sociale Negrar, la Cantina Valpantena per il suo ottimo equilibrio tra qualità e prezzo, Corte Sant'Alda, i Fratelli Degani, Marion oltre ai già conosciutissimi Masi, Santi, Sartori, Zenato e Zonin.



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