Uva di tipo Pecorino

Vino bianco abruzzo

Vino pecorino abruzzo

In questo breve articolo faremo la conoscenza di un vino che nel Centro Italia è già abbastanza famoso. Si tratta del vino Pecorino D'Abruzzo IGT, un bianco riscoperto in tempi recenti, ma che trae origine da uve molto antiche, autoctone della zona adriatica.

di Redazione

23 settembre 2026

Il vitigno

Le uve di tipo Pecorino sono originarie della zona del Medio Adriatico, la loro maggiore diffusione la si trova nelle valli al confine tra le Marche e l'Abruzzo. Questo vitigno venne citato per la prima volta da Catone il Censore nel II secolo a.C., il quale attribuiva la provenienza di questo genere di uve ai coloni greci. Secondo alcune ipotesi tuttavia il vitigno discenderebbe dalle uve selvatiche originarie della zona dei Monti Sibillini. Si tratta di un'uva caratterizzata dalla maturazione precoce e dai bassi rendimenti quantitativi. Per questo motivo non è stata molto amata dai produttori, tanto da essere quasi arrivata a rischiare l'estinzione negli anni '80. I produttori di vino avevano infatti sostituito le uve Pecorino con vitigni più redditizi.

Caratteristiche del vino Pecorino d'Abruzzo

Le uve di tipo Pecorino sembrano derivare il loro nome dal fatto che le pecore, camminando per i vigneti, avrebbero dimostrato più volte di gradirne i frutti. I vigneti sorgono su colline abbastanza alte, con significative escursioni termiche. Essendo un'uva molto zuccherina, le gradazioni alcoliche si alzano; il vino che ne viene fuori ha una marcata acidità. Le vendemmie avvengono tardivamente e il vino viene affinato in legno. Il vino Pecorino d'Abruzzo ha un colore giallo paglierino tendente al dorato, un gusto caratteristico con sentore di frutta e una gradazione alcolica di 13 gradi. Si tratta di un vino ideale in abbinamento ai piatti di pesce, come i tipici brodetti abruzzesi. Ottimo anche abbinato ai funghi o ai tartufi, e alle carni bianche.

La zona di Produzione e il marchio IGT

Nel territorio abruzzese, le zone di produzione del Pecorino IGT sono numerose. Sebbene l'unico Pecorino DOC sia marchigiano, questa tipologia di vino è stata riscoperta proprio in Abruzzo, quando nel 1996 l'azienda agricola di Luigi Cataldi Madonna produsse vino con questo vitigno. Il vino Pecorino d'Abruzzo, per poter essere chiamato così, è necessariamente prodotto con l'utilizzo quasi esclusivo di vitigni di questo genere. Solitamente, anche se la normativa prescrive percentuali dell'85%, i vini vengono prodotti con uve Pecorino al 100%. Essendo a marchio IGT, i vini prendono una denominazione territoriale dalla zona dove vengono prodotti: per esempio il Pecorino Giulia prodotto da Cataldi Madonna in provincia dell'Aquila ha il marchio Terre Aquilane IGT.

Il vino Pecorino nelle Marche

Come si è già detto, esiste anche un Pecorino a portare il marchio DOC, anzi DOCG. Si tratta del vino Offida Pecorino DOCG, prodotto in un comprensorio di 22 comuni situati nelle province di Ascoli Piceno e di Fermo. Già nel 2001 venne riconosciuto a questa tipologia il marchio DOC, che dieci anni più tardi è divenuto DOCG. Questo evento ha rappresentato il coronamento degli sforzi dei produttori marchigiani e abruzzesi che hanno investito su questo vitigno, salvandolo dall'estinzione. Grazie a loro il vitigno Pecorino si sta ora diffondendo anche nel Lazio, in Umbria e in Liguria. L'Offida Pecorino DOCG è un vino da consumare giovane, di solito entro il secondo anno, utilizzando possibilmente calici a tulipano e servendolo alla temperatura di 8-10 gradi.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Pecorino d'Abruzzo IGT e l'Offida Pecorino DOCG?
    La distinzione fondamentale risiede nella denominazione geografica e nel livello di riconoscimento normativo. Il Pecorino d'Abruzzo rientra nella categoria IGT (Indicazione Geografica Tipica), una classificazione più flessibile che permette ai produttori abruzzesi di valorizzare il vitigno senza i rigidi vincoli produttivi delle DOC. Al contrario, l'Offida Pecorino è una DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), il massimo riconoscimento italiano, attivo nelle province di Ascoli Piceno e Fermo nelle Marche. Mentre il Pecorino abruzzese spesso subisce un affinamento in legno per esaltarne la struttura e i profitti complessi, l'Offida Pecorino DOCG è generalmente consigliato giovane, da bere entro il secondo anno, per preservarne la freschezza e l'acidità vivace tipiche dello stile marchigiano.
  • Perché il vitigno Pecorino era a rischio estinzione e come è stato salvato?
    Il Pecorino ha subito un declino drastico negli anni '80 a causa della sua scarsa redditività economica rispetto ad altri vitigni. Presentava due svantaggi principali: una maturazione precoce, che lo esponeva ai rischi climatici, e rendimenti quantitativi molto bassi, riducendo la quantità di uva ottenuta per ettaro. Di conseguenza, molti produttori preferivano coltivare varietà più produttive. La rinascita è avvenuta grazie alla visione di alcuni pionieri, come Luigi Cataldi Madonna in Abruzzo nel 1996, che hanno creduto nel potenziale qualitativo di questa uva antica. Investendo nella qualità piuttosto che nella quantità, questi produttori hanno permesso al Pecorino di uscire dall'oblio, trasformandolo in uno dei bianchi italiani più apprezzati e diffondendolo successivamente anche in altre regioni come Lazio, Umbria e Liguria.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche distintive del vino Pecorino?
    Il Pecorino si distingue per un profilo gustativo complesso e strutturato, tipico dei bianchi di grande personalità. Al naso presenta note fruttate mature, spesso accompagnate da sfumature floreali e minerali dovute alle escursioni termiche delle zone di coltivazione collinari. Al palato, nonostante l'elevata gradazione alcolica (solitamente intorno ai 13 gradi) derivante dall'alta zuccherinità delle uve, il vino mantiene una marcata acidità che gli conferisce equilibrio e longevità. Il colore varia dal giallo paglierino intenso a tonalità più dorate, specialmente dopo l'affinamento in legno. Questa combinazione di potenza alcolica e freschezza acida rende il Pecorino un vino elegante, sapido e capace di evolversi positivamente nel tempo.
  • In quali abbinamenti culinari si consiglia di servire il Pecorino d'Abruzzo?
    Grazie alla sua struttura robusta e alla buona acidità, il Pecorino d'Abruzzo offre un'ampia versatilità in tavola, superando i classici abbinamenti con il pesce leggero. È eccellente con i brodetti abruzzesi, dove la sapidità del brodo si sposa armoniosamente con la mineralità del vino. Trova perfetta corrispondenza anche con i funghi, soprattutto quelli selvatici, e con i tartufi, poiché la sua struttura sostiene aromi intensi e terrosi. Inoltre, si abbina molto bene alle carni bianche, come pollo o tacchino, preparate con salse ricche o arrosto. L'affinamento in legno, comune in molte etichette abruzzesi, permette inoltre di accompagnarlo a formaggi stagionati o primi piatti al ragù, dimostrando una capacità di dialogo gastronomico superiore a quella di molti altri bianchi italiani.

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