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Vino Rosso · Curiosità vino rosso

Le proprietà del vino rosso

Aggiornato il 09 settembre 20115 capitoli5 domande frequenti
Il vino rosso aiuta a combattere molte patologie

Una bevanda curativa

Dalla fine degli anni 70 sono iniziate a comparire le prime ricerche riguardanti gli effetti positivi e negativi delle bevande alcoliche con particolare riguardo ai vini. Il via a queste ricerche fu dato per confrontare tutta una serie di sondaggi e statistiche che riguardavano la salute di differenti popolazioni con abitudini alimentari diverse fra loro. Si notava infatti che i popoli con spiccate tradizioni e alti consumi vinicoli soffrivano molto meno determinate patologie che invece affliggevano i popoli che non avevano una grande cultura enologica. Furono notate in particolare grosse differenze tra i popoli mediterranei, francesi e italiani in primis, che avevano un consumo maggiore di vino, in particolare rosso, e altri popolazioni nordiche o americane, con bassi consumi di vino e maggiori problemi con patologie cardiovascolari. Oggi moltissime ricerche sono state completate e molte altre sono in fase avanzata, grazie anche a delle conoscenze scientifiche nettamente più avanzate rispetto a 30 anni, e ci dicono molte cose rispetto al vino che confermano quello che i nostri antenati, fin dai tempi antichi, pensavano rispetto alle proprietà curative di questa bevanda. Il tutto sempre considerando un consumo moderato.

Cosa c'è in un bicchiere di rosso

Un bicchiere di vino rosso contiene per l'85% acqua, mentre il resto è fatto di carboidrati, zuccheri, proteine, alcol, sali minerali come calcio, sodio, fosforo, potassio, zinco, fluoro e magnesio. Sono presenti anche alcune vitamine come la A, la B1, B2, B3, B4, B6, K e J. È quindi facile ipotizzare che tutti questi elementi abbiano un qualche effetto sul corpo umano. Infatti gli studi degli ultimi 30 anni hanno tutti evidenziato un rischio patologico per le malattie cardiovascolari nei consumatori moderati di vino rosso.

Le proprietà benefiche del vino rosso

Il vino rosso è risultato un ottimo antiossidante, grazie alla sua capacita di combattere i radicali liberi. Questo comporta anche un rallentamento dell'invecchiamento e dello sviluppo tumorale. Inoltre il vino rosso ha proprietà di prevenzione nelle malattie cardiovascolari, per l'ictus, per l'infarto e l'angina pectoris, grazie anche alla sua capacita di abbassare la pressione arteriosa dovuta ai vari elementi presenti nella bevanda. Inoltre altre ricerche hanno dimostrato le proprietà antinfiammatorie e di prevenzione dell'arteriosclerosi del vino rosso.

Le sostanze più importanti

A partire da uno studio del 1979 si osservò come a parità di alimentazione ricca di grassi saturi, l'incidenza di queste patologie fosse maggiore tra la popolazione inglese piuttosto che quella francese, tanto da parlare di “paradosso francese”. Il vino rosso, a differenza del bianco, contiene concentrazioni 20 volte maggiori di composti fenolici, precisamente polifenoli, soprattutto di flavonoidi. Della famiglia dei flavonoidi fanno parte la quercetina, la rutina, la catechina e l'epicatechina che inibiscono l'aggregazione piastrinica e lo sviluppo tumorale con effetti piu potenti di 20 volte rispetto alla vitamina E. Inoltre tra i polifenoli è presente il resveratrolo e le antocianine per la prevenvione dei danni cardiovascolari. Il resveratrolo è presente nella buccia nella misura di 50-100 microgrammi per grammo di peso secco, con una concentrazione nel vino rosso di 1,5-3 milligrammi per litro. Il contenuto di questa sostanza dipende dalla varietà di uva, dai metodi di lavorazione e dalle condizioni climatiche e del territorio. Nei paesi con climi freddi ad esempio c'è una maggiore concentrazione nelle uve rispetto a quelli con clima caldo. Le varietà più ricche di questa sostanza sono il Pinot Nero e il Cabernet Sauvignon. Le antocianine sono zuccheri o derivati degli zuccheri, e hanno effetti coadiuvanti nel trattamento del diabete, con effetti positivi sulla vista oltre ad avere poteri antiossidanti e conseguentemente inibitori dei radicali liberi. Anche i tannini condensati sono importanti flavonoidi presenti nel vino rosso, con effetti antiossidanti e sono contenuti nei semi degli acini e liberati durante la fermentazione. I flavonoidi sono una parte essenziale della nutrizione umana, e vengono assunti tutti i giorni attraverso non solo il vino, ma soprattutto attraverso altre fonti alimentari, tra cui le più ricche sono le cipolle, il te verde e le mele. Per ottenere un alto contenuto di questi elementi nel vino si deve avere un contatto prolungato di diversi giorni della buccia nel succo. Per questo sono maggiormente presenti nel vino rosso, visto il metodo di lavorazione per ottenerlo. Infatti i flavonoidi sono anche responsabili della colorazione del vino. Inoltre la funzione antiossidante del vino rosso riduce la formazione delle placche arteriosclerotiche, agendo sulle lipoproteine a bassa densità. Un ultima proprieta del vino rosso è l'inibizione della sintesi del peptide Endothelin-1, un forte vasocostrittore responsabile di danni al sistema cardiovascolare e dello sviluppo dell'arteriosclerosi.

Bevanda, elisir o medicina?

Già gli Egizi prima e tutte le culture mediterranee poi, esaltavano i poteri benefici del vino nel combattere una serie di patologie e nel aiutare l'organismo. Presso l'antico popolo del Nilo il vino veniva abbinato a erbe e resine mediche per aumentarne le qualità curative. Nel corso dei secoli l'alcol, e il vino in particolare, è stato impiegato come medicinale ed elisir di benessere. Queste qualità sono oggi più che mai confermate da numerosissime e approfondite ricerche, a patto pero che si abbia un consumo moderato di vino, attorno ai due bicchieri massimo al giorno, altrimenti i danni provocati dall'alcol saranno sicuramente ben maggiori delle proprietà terapeutiche delle molecole contenute nel nostro calice.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali composti bioattivi presenti nel vino rosso e perché sono considerati benefici?
    I composti più rilevanti nel vino rosso sono i polifenoli, in particolare i flavonoidi come quercetina, rutina, catechina ed epicatechina, e le antocianine. Questi elementi agiscono come potenti antiossidanti, contrastando i radicali liberi e rallentando l'invecchiamento cellulare. In particolare, i flavonoidi inibiscono l'aggregazione piastrinica e lo sviluppo tumorale con efficacia superiore alla vitamina E. Inoltre, il resveratrolo, presente nelle bucce dell'uva, contribuisce alla prevenzione dei danni cardiovascolari. La presenza di questi composti è significativamente più alta nel vino rosso rispetto a quello bianco, grazie al processo di fermentazione che mantiene il contatto tra mosto e bucce.
  • Come influisce il consumo di vino rosso sulla salute cardiovascolare?
    Il consumo moderato di vino rosso offre protezione contro le malattie cardiovascolari, l'ictus, l'infarto e l'angina pectoris. I suoi componenti aiutano ad abbassare la pressione arteriosa e riducono la formazione di placche arteriosclerotiche agendo sulle lipoproteine a bassa densità. Un meccanismo chiave è l'inibizione della sintesi del peptide Endotelina-1, un potente vasocostrittore responsabile di danni al sistema circolatorio. Questo effetto protettivo è alla base del cosiddetto "paradosso francese", dove popolazioni con diete ricche di grassi saturi mostrano minori incidenze di patologie cardiache, attribuibile in parte all'abitudine al consumo di vino rosso ricco di polifenoli.
  • In che modo il clima e la varietà d'uva influenzano il contenuto di resveratrolo?
    La concentrazione di resveratrolo nel vino varia in base alla viticoltura e al terroir. Generalmente, le uve coltivate in climi freddi sviluppano livelli più elevati di questa sostanza rispetto a quelle prodotte in zone calde, poiché il freddo stimola la produzione di difese naturali nella pianta. Tra le varietà, il Pinot Nero e il Cabernet Sauvignon sono noti per essere particolarmente ricchi di resveratrolo. Inoltre, il contenuto finale dipende dai metodi di vinificazione e dalle condizioni climatiche specifiche del territorio. Poiché il resveratrolo si trova principalmente nella buccia, le tecniche di estrazione e la durata della macerazione giocano un ruolo cruciale nel determinare la quantità effettiva nel prodotto finito.
  • Qual è la definizione corretta di "consumo moderato" per ottenere benefici senza rischi?
    Per godere dei potenziali effetti terapeutici del vino rosso senza incorrere negli gravi danni causati dall'eccesso di alcol, è fondamentale limitarsi a un consumo moderato. Le linee guida attuali indicano un massimo di due bicchieri al giorno. Superare questa soglia annulla i benefici antiossidanti e cardiovascolari, aumentando drasticamente il rischio di patologie epatiche, neurologiche e oncologiche. L'alcol, se assunto in quantità eccessive, diventa tossico e pro-ossidante, contrariamente agli effetti protettivi dei polifenoli presenti nel vino. Pertanto, la chiave per trasformare il vino da semplice bevanda a coadiuvante terapeutico risiede esclusivamente nell'equilibrio e nella sobrietà dell'assunzione.
  • Quali altri alimenti contengono flavonoidi simili a quelli del vino rosso?
    I flavonoidi, essenziali per la nutrizione umana e dotati di proprietà antiossidanti, non si trovano solo nel vino. Fonti alimentari quotidiane particolarmente ricche includono le cipolle, il tè verde e le mele. Questi alimenti condividono con il vino rosso la capacità di combattere i radicali liberi e supportare la salute cardiovascolare. Integrare questi cibi nella dieta permette di aumentare l'apporto giornaliero di composti fenolici, complementando eventuali assunzioni moderate di vino. La diversità delle fonti è importante, poiché diversi tipi di flavonoidi possono offrire sinergie protettive variegate per l'organismo, contribuendo a prevenire infiammazioni e invecchiamento cellulare precoce.

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