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Trento

Aggiornato il 03 novembre 20114 capitoli5 domande frequenti
I vigneti di Ferrari

La zona vinicola

La produzione del Trento DOC si svolge in larga parte della provincia di Trento, con la vinificazione di spumanti sui territori che comprendono anche l'altra denominazione Trentino DOC. La natura dei territori deriva direttamente dall'orogenesi della catena alpina, con forte presenza di dolomie, ovvero bicarbonato di calcio e magnesio, a cui si uniscono vari strati di sabbie e argille. Le marne invece sono molto scarse, in quanto erose e asportate quasi totalmente dai ghiacciai, soprattutto dopo l'ultima glaciazione. Il clima è a metà tra il tipo continentale e alpino, grazie alla presenza delle Alpi a protezione dei venti freddi.

I vitigni

I vitigni utilizzati nella produzione di questo spumante sono i classici Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero e Pinot Meunier, come nel tradizionale taglio della Champagne se si fa eccezione per il Pinot Bianco. Il Pinot Meunier, o piu semplicemente Meunier, è probabilmente una delle molte mutazioni del Pinot Nero, molto diffuso in Francia, e data la sua caratteristica di essere particolarmente pelosa, deve il suo nome proprio alla traduzione di mugnaio in francese, ad indicare che la parte inferiore delle foglie sembra spolverata di farina. Ha livelli di acidità poco superiori al suo parente e viene utilizzata nel taglio per i suoi bassi rischi di colatura e maturazione precoce, tanto da essere la varietà più diffusa nella Champagne, specie nei territori più settentrionali.

Il Trento DOC bianco

La denominazione di origine controllata Trento nasce il 9 luglio 1993 dal decreto ministeriale, successivamente modificato nell'ottobre del 2002, per autorizzare la produzione di vini spumante bianchi e rosati con il metodo della rifermentazione in bottiglia da una base ampelografica composta dallo Chardonnay come vitigno principale, e dal Pinot bianco, dal Pinot nero e dal Meunier, da soli o congiuntamente. L'iscrizione all'albo dei vigneti comporta il preventivo accertamento da parte del Servizio vigilanza e promozione dell'attività agricola della provincia autonoma di Trento e le operazioni di raccolta dovranno essere effettuate in maniera tale da garantire la consegna all'impianto di pressatura di uve sane ed integre. La resa massima delle uve non deve superare le 15,00 tonnellate per ettaro e devono garantire un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 9,00% vol e per la tipologia Riserva del 10,00% vol. I vini devono permanere per almeno quindici mesi sui lieviti di fermentazione. Il Trento Spumante bianco ha spuma fine e persistente, con colore giallo più o meno intenso. L'odore, caratteristico, ha un delicato sentore di lievito, e il sapore è vivace, armonico. Nel Riserva si conserva sempre la spuma fine e persistente, e il colore giallo paglierino intenso dorato. L'odore, caratteristico, anticipa il sapore armonico e pieno.

Le aziende

Maso Martis vinifica un ottimo Brut con lo Chardonnay e il 20% di Pinot Nero. Il naso ha la frutta esotica matura, il tiglio e la pesca gialla. La bocca è morbida e cremosa, con una bella vivacita, da accompagnare alla zuppa di mare con lenticchie. Da Letrari il Brut Riserva con un perfetto assemblaggio al 50% di Chardonnay e Pinot Nero, con spuma soffice e un bel perlage fino. Al naso suadenti profumi di mela, albicocca secca, resina e pane caldo, finiti da belle note minerali. Lungo in bocca, per il crudo di spada. Il Trento Brut invece viene vinificato con lo Chardonnay e il 15% di Pinot Nero ed ha piacevoli sentori di fiori di pesco e mela, minerale. La bocca è morbida e di una fresca struttura carbonica. Asciutto per i bocconcini di pescatrice al guanciale. Ferrari rappresenta una delle élite di questa denominazione con il suo splendido Giulio Ferrari Riserva del Fondatore di puro Chardonnay. Il colore verde oro si riflette nel perlage finissimo e una spuma soffice, lunghissima. L'olfatto è elegante, raffinato, con sentori di fiori d'arancio e lavanda, melone bianco e bergamotto, sabbia bagnata e lievi speziature. La bocca è fresca, stuzzicante, ben sapida e agrumata, polposa e fruttata. Lunghissimo, strutturato, anche 10 anni di maturazione sui lieviti. Da aprire per le più grandi occasioni per celebrare i migliori momenti della nostra vita. Ancora Chardonnay in purezza in tutte le altre produzioni, a partire dal Trento Brut, dal perlage finissimo e un paglierino brillante. Il naso è ampio e complesso, con i toni minerali che supportano le fresche fioriture e gli agrumi sfumati sul pepe bianco. Dopo 24 mesi sui lieviti la bocca è di buon corpo ed equilibrata, lunga. Ottima con l'insalata tiepida di polpo e patate. Il Maximum Brut ha morbidi sentori di miele, resina, pompelmo e brezza marina. Bocca cremosa e vivace, con finale di frutta secca. Tre anni sui lieviti, un gran vino per l'astice al curry. Dorigati produce l'ottimo Brut Methius Riserva con lo Chardonnay e il 40% di Pinot Nero, di un bel verde oro luminoso e olfatti complessi agrumati, di frutta secca, con note cremose e resinose. Ottimo palato, potente e soffice, molto vivo e lungo. Passa cinque anni sui lieviti e può accompagnare tutto il pasto. Da Trentini Sforza abbiamo un elegante Trento Tridentum dallo Chardonnay tagliato con il 20% di Pinot Nero. Perlage finissimo, olfatto con aromi intensi di frutta candita e secca, ricordi di fieno. Il palato è cremoso, avvolgente, con equilibrate sensazioni acide e sapide e una lunga persistenza. Ottimo con l'orzotto di carne affumicata. Da Dalter invece un grande Brut Riserva, tagliato come il precedente, e dai bei toni minerali. L'olfatto si fregia con il cedro, l'ananas, il pane caldo e i profumi floreali. Palato setoso, con un bel corpo vivace e lungo. Da provare con i gamberi crudi. Il Trento Brut invece ha i sentori dei biscotti appena sfornati, dell'arancia, del miele e dei fiori freschi. In bocca è vivo, sapido, con una bella acidità agrumata da accompagnare con il dentice ai funghi porcini.

Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni autorizzati per la produzione del Trento DOC?
    Il Trento DOC prevede l'utilizzo di quattro vitigni principali: Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero e Pinot Meunier. Lo Chardonnay è considerato il vitigno principe e costituisce la base della maggior parte degli assemblaggi. A differenza dello Champagne, dove il Pinot Bianco non è ammesso, nel Trento DOC è incluso tra le varietà consentite, offrendo maggiore flessibilità ai produttori. Il Pinot Meunier, noto anche come Meunier, è apprezzato per la sua resistenza alle gelate tardive e per la bassa tendenza alla colatura, garantendo rese stabili. Questi vitigni possono essere usati singolarmente o in combinazione, permettendo di creare profili organolettici diversi, dal più fresco e floreale al più strutturato e sapido.
  • Quali sono i requisiti obbligatori per la definizione di Trento DOC Riserva?
    Per ottenere la qualifica di Riserva, il Trento DOC deve rispettare parametri specifici sia in termini di materia prima che di affinamento. Innanzitutto, le uve devono avere un titolo alcolometrico naturale minimo superiore rispetto allo standard, raggiungendo almeno il 10,00% vol contro il 9,00% del Brut normale. Il fattore distintivo principale è però il periodo di permanenza sui lieviti: mentre lo standard richiede almeno 15 mesi, la tipologia Riserva impone un affinamento più prolungato, spesso esteso a tre, cinque o addirittura dieci anni nelle versioni di alta gamma come il Giulio Ferrari. Questo tempo extra sviluppa note complesse di tostato, pane caldo e una struttura più ampia e persistente in bocca.
  • Come influisce il territorio e il clima sulla qualità del Trento DOC?
    La zonizzazione del Trento DOC beneficia di un'orogenesi alpina unica, con terreni ricchi di dolomia (bicarbonato di calcio e magnesio), sabbie e argille, ma poveri di marne erose dai ghiacci. Questa composizione pedologica conferisce ai vini una spiccata mineralità e freschezza. Il clima, definito ibrido tra continentale e alpino, è protetto dalle Alpi dai venti freddi settentrionali, garantendo estati calde ma ventilate e inverni rigidi necessari per il riposo vegetativo. Questa combinazione permette una maturazione lenta e graduale delle uve, preservando l'acidità naturale fondamentale per la seconda fermentazione in bottiglia e assicurando spume fini, persistenti e aromi eleganti tipici di questa denominazione.
  • Quali abbinamenti gastronomici sono consigliati per il Trento DOC?
    La versatilità del Trento DOC permette abbinamenti diversificati in base all'invecchiamento e al dosaggio. I Brut giovani, con la loro acidità vivace e note agrumate, si sposano perfettamente con antipasti leggeri come insalate tiepide di polpo, crostini di pesce crudo, dentice ai funghi porcini o bocconcini di pescatrice. Le versioni Riserva, più complesse e dotate di note tostate e minerali, richiedono piatti più strutturati: eccellono con zuppe di mare, orzotto di carne affumicata, astice al curry o crudité di pesce nobile. La struttura del Giulio Ferrari, ad esempio, regge senza problemi portate elaborate e formaggi stagionati, dimostrando come l'elevato potenziale di invecchiamento si traduca in capacità di accompagnamento gastronomico sofisticato.
  • Cosa distingue il Trento DOC dallo Champagne nella produzione?
    Sebbene entrambi siano spumanti ottenuti con il metodo classico (rifermentazione in bottiglia), il Trento DOC presenta differenze sostanziali. Geograficamente, si trova in Italia, in provincia di Trento, beneficiando di un microclima diverso da quello della regione francese. Vitinicamente, il Trento ammette il Pinot Bianco, assente nello Champagne, e utilizza il Pinot Meunier con una frequenza diversa. Inoltre, il profilo sensoriale tende a essere leggermente più fruttato e immediato rispetto agli standard francesi, pur mantenendo altezze qualitative paragonabili. Aziende come Ferrari hanno elevato il Trento DOC a livello internazionale, dimostrando che la combinazione di suolo dolomitico e cura artigianale può produrre eccellenze competitive con i grandi cru francesi.

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