I colori del Vin Santo

Vino bianco toscano

Vin Santo del Chianti Classico

La stessa area dei grandi Chianti Classici vinifica il Vin Santo del Chianti Classico, un passito tra i migliori di Toscana che accompagna sia i dolci di fine pasto che la meditazione. Un vino potente ed elegante, che esprime tutte le qualità migliori di questa terra e i profumi delle uve appassite.

di Redazione

08 dicembre 2011

La zona vinicola

La produzione del Vin Santo del Chianti Classico riguarda una porzione di territorio più ristretta rispetto a quella senza specificazione Classico che corrisponde esattamente all'area delimitata per il famoso DOCG Chianti dei famosi rossi. Anche se ridotta, la porzione di territorio rimane comunque vasta, quindi poco decifrabile nello specifico per quel che riguarda le caratteristiche del , cioè quelle geologiche e climatiche che influiscono sulla crescita dei vitigni e quindi di conseguenza sulla qualità dei vini. Sommariamente si può pero affermare che i terreni possono essere divisi in cinque macro-aree caratterizzate dal Galestro (scisti argillose) in Val di Pesa, dalle argille e il calcare a Greve in Chianti, arenarie nei Monti del Chianti, la pietra calcarea alberese nella zona centro-meridionale e il tufo nell'area di Castelnuovo Berardenga. Tutti i territori sono comunque ricchi di ciottoli, e quasi il 70% è coperto da boschi. I ciottoli svolgono una importante funzione regolatrice nelle regolazioni termiche durante le escursioni notturne, restituendo il calore imprigionato di giorno e riscaldando così i vitigni.

I vitigni bianchi

Come nella denominazione gemella senza la menzione Classico e più ristretta come porzione di territorio, per questa denominazione vengono utilizzati i vitigni delle varietà di Trebbiano Toscano e Malvasia. Anche in questo caso la Malvasia svolge nell'assemblaggio la funzione aromatica, mentre il Trebbiano quella produttiva grazie alle sue rese maggiori.

Il Vin Santo del Chianti Classico DOC bianco

La denominazione di origine controllata Vin Santo del Chianti Classico fu istituita dal decreto ministeriale del 24 ottobre 1995 successivamente riformato nell'ottobre del 2011. autorizza la produzione di vini passiti bianchi e rossi in parte delle provincie di Firenze e Siena, nei comuni di Castellina, Gaiole, Radda, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, Greve in Chianti, Barberino Val d'Elsa, San Casciano e Tavernelle Val di Pesa, che furono stabilite gia da un decreto ministeriale del 31 luglio 1932. Per i vini passiti bianchi la base ampelografica deve essere costituita da almeno il 60% di Trebbiano e Malvasia. Le rese massime sono fissate a 8 tonnellate per ettaro e sottoposte al metodo classico di appassimento i vini hanno colori che vanno dal paglierino all'ambrato, passando per l'oro. I profumi classici del passito si ripresentano anche qui, intensi e aromatici, variabili a seconda della specifica zona di produzione, ma con palato che può essere delle tre tipologie secco, amabile o dolce, comunque sempre ben vellutato.

Le aziende

Le aziende impegnate nella produzione di questa denominazione sono moltissime e quasi sempre con ottimi risultati. Badia a Coldibuono vinifica il Vin Santo Classico con un equilibrato assemblaggio al 50% di Trebbiano e di Malvasia per avere un prodotto ambra chiaro, con una bella sensazione olfattiva di vaniglia, miele d'acacia, mandorla e fichi secchi. Molto dolce al palato, ma bilanciato da un'ottima acidità, dopo quattro anni di affinamento. Un ottimo vino da meditazione. Il Vin Santo Classico San Niccolò di Castellare di Castellina sprigiona belle sensazioni di frutta candita e miele ma in bocca risulta troppo dolce, comunque un po bilanciata dalla possente struttura. Bene con i formaggi piccanti e la pasticceria cremosa. Da Castello della Panaretta il Vin Santo ha i colori dell'oro antico e assume ottimi profumi di caffè, fichi secchi, miele e nocciole, con una base mentolata appena sfumata. Fresco e dolce è un ottimo vino per la pasticceria alla frutta secca. Il Castello di Cacchiano vinifica uno dei migliori Vin Santo Classico con la Malvasia in purezza. Un vino potente, di un bell'ambrato dove la noce, la cannella, il miele, i datteri, le confetture di susine, il pepe, il caffè e lo zafferano sono solo una parte della straordinaria complessità aromatica di questo vino. Il palato non delude, ancora elegante e complesso, nella sua sapidità e freschezza che bilancia la dolcezza. 60 mesi di affinamento per un vino da meditazione o per il panforte. Castello di Volpaia, con il 60% di Trebbiano ha i colori dorati con i riflessi ambrati, con odori lievemente smaltati con toni salmastri. Seguono poi il miele e la pesca sciroppata. Il palato dolce e fresco ha un bel retrogusto amarognolo, molto lungo con i sentori del legno. Le rese massime sono ridotte a 2 tonnellate per ettaro. L'abbinamento ideale è con la torta di ricotta. La Fattoria Le Fonti torna all'ambra classico con il suo Vin Santo dagli eleganti profumi di nocciola, fichi secchi, erbe di campo e spezie. Il palato è intenso, con un gusto dolce di caramello. Ottimo per i formaggi erborinati. In Val d'Elsa l'ottima azienda Isole e Olena produce il Vin Santo Classico, sempre ambra brillante. L'olfatto è prorompente e complesso, con una gamma che parte dal dattero e il tamarindo, fino alla classica noce, miele e caramella d'orzo, il tutto annaffiato con tocchi salmastri. Il palato richiama esattamente gli aromi del naso, aggiungendo una bella acidità a contrastare la potente dolcezza. Tutto con un bel finale minerale lungo, perfetto per la crème brûlée all'arancia.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il Vin Santo del Chianti Classico?
    Il Vin Santo del Chianti Classico viene prodotto principalmente utilizzando due varietà di uva bianca: Trebbiano Toscano e Malvasia. Secondo il disciplinare, la base ampelografica deve essere costituita da almeno il 60% di queste due uve, spesso in uguali proporzioni o con prevalenze diverse a seconda dello stile desiderato dall'enologo. Il Trebbiano Toscano contribuisce alla struttura e alla resa produttiva, garantendo corpo al vino, mentre la Malvasia apporta la componente aromatica essenziale, conferendo quelle note floreali e fruttate tipiche del passito toscano. Questa combinazione permette di ottenere un equilibrio unico tra potenza strutturale e raffinatezza olfattiva.
  • In quali zone specifiche del Chianti Classico si produce il Vin Santo DOC?
    La produzione del Vin Santo del Chianti Classico DOC è limitata ai comuni che rientrano nel consorzio del Chianti Classico, situati nelle province di Firenze e Siena. Nello specifico, le aree interessate includono Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, Greve in Chianti, Barberino Val d'Elsa, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. I terreni variano significativamente da zona a zona, passando dal galestro della Val di Pesa alle argille di Greve, fino al tufo di Castelnuovo Berardenga, influenzando profondamente il carattere finale del vino.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche e i profili di dolcezza del Vin Santo Classico?
    Il Vin Santo del Chianti Classico presenta un colore che varia dal paglierino chiaro all'ambrato intenso, fino all'oro antico, a seconda dell'invecchiamento. Al naso offre profumi intensi di miele, frutta secca (mandorle, nocciole), fichi secchi, spezie e talvolta note balsamiche o saline. Al palato può presentarsi in tre versioni: secco, amabile o dolce. Nonostante la possibile dolcezza marcata, il vino è sempre caratterizzato da una buona acidità e sapidità che ne bilanciano la struttura, rendendolo vellutato e mai stucchevole. L'affinamento avviene solitamente per diversi anni in botticelle di legno, sviluppando complessità e note ossidative eleganti.
  • Con quali cibi è consigliato abbinare il Vin Santo del Chianti Classico?
    Grazie alla sua versatilità e al contrasto tra dolcezza e acidità, il Vin Santo del Chianti Classico si abbina perfettamente a una vasta gamma di piatti. È eccellente come vino da meditazione da solo. In tavola, si sposa idealmente con i dolci tipici toscani come il panforte, la torta di ricotta e la pasta di mandorla. Si abbina anche bene alla pasticceria alla frutta secca e alle creme. Inoltre, trova grande armonia con i formaggi stagionati, specialmente quelli erborinati o piccanti, dove la sapidità del caseificio contrasta piacevolmente con la dolcezza del vino, creando un equilibrio gustativo sofisticato e memorabile.
  • Quanto tempo richiede l'affinamento per ottenere un Vin Santo Classico di qualità?
    L'affinamento del Vin Santo del Chianti Classico è un processo lungo che determina la qualità finale del vino. Sebbene il disciplinare preveda periodi minimi, molte cantine produttrici affidano il vino a botriche di legno per durate superiori, spesso intorno ai quattro anni (48 mesi) o addirittura fino a sessanta mesi (5 anni). Questo lungo periodo di maturazione in legno permette allo sviluppo delle note ossidative, come vaniglia, tabacco e spezie, di integrarsi perfettamente con i profumi primari delle uve appassite. Un affinito prolungato garantisce una struttura più rotonda, un colore ambrato profondo e una maggiore complessità aromatica, rendendo il vino adatto alla meditazione.

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