Vin Santo del Chianti Classico

La zona vinicola

La produzione del Vin Santo del Chianti Classico riguarda una porzione di territorio più ristretta rispetto a quella senza specificazione Classico che corrisponde esattamente all'area delimitata per il famoso DOCG Chianti dei famosi rossi.

Anche se ridotta, la porzione di territorio rimane comunque vasta, quindi poco decifrabile nello specifico per quel che riguarda le caratteristiche del , cioè quelle geologiche e climatiche che influiscono sulla crescita dei vitigni e quindi di conseguenza sulla qualità dei vini.

Sommariamente si può pero affermare che i terreni possono essere divisi in cinque macro-aree caratterizzate dal Galestro (scisti argillose) in Val di Pesa, dalle argille e il calcare a Greve in Chianti, arenarie nei Monti del Chianti, la pietra calcarea alberese nella zona centro-meridionale e il tufo nell'area di Castelnuovo Berardenga. Tutti i territori sono comunque ricchi di ciottoli, e quasi il 70% è coperto da boschi. I ciottoli svolgono una importante funzione regolatrice nelle regolazioni termiche durante le escursioni notturne, restituendo il calore imprigionato di giorno e riscaldando così i vitigni.

I colori del Vin Santo

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I vitigni bianchi

Il LornanoCome nella denominazione gemella senza la menzione Classico e più ristretta come porzione di territorio, per questa denominazione vengono utilizzati i vitigni delle varietà di Trebbiano Toscano e Malvasia. Anche in questo caso la Malvasia svolge nell'assemblaggio la funzione aromatica, mentre il Trebbiano quella produttiva grazie alle sue rese maggiori.


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Il Vin Santo del Chianti Classico DOC bianco

La denominazione di origine controllata Vin Santo del Chianti Classico fu istituita dal decreto ministeriale del 24 ottobre 1995 successivamente riformato nell'ottobre del 2011. autorizza la produzione di vini passiti bianchi e rossi in parte delle provincie di Firenze e Siena, nei comuni di Castellina, Gaiole, Radda, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, Greve in Chianti, Barberino Val d'Elsa, San Casciano e Tavernelle Val di Pesa, che furono stabilite gia da un decreto ministeriale del 31 luglio 1932.

Per i vini passiti bianchi la base ampelografica deve essere costituita da almeno il 60% di Trebbiano e Malvasia. Le rese massime sono fissate a 8 tonnellate per ettaro e sottoposte al metodo classico di appassimento

i vini hanno colori che vanno dal paglierino all'ambrato, passando per l'oro. I profumi classici del passito si ripresentano anche qui, intensi e aromatici, variabili a seconda della specifica zona di produzione, ma con palato che può essere delle tre tipologie secco, amabile o dolce, comunque sempre ben vellutato.


Le aziende

Le aziende impegnate nella produzione di questa denominazione sono moltissime e quasi sempre con ottimi risultati. Badia a Coldibuono vinifica il Vin Santo Classico con un equilibrato assemblaggio al 50% di Trebbiano e di Malvasia per avere un prodotto ambra chiaro, con una bella sensazione olfattiva di vaniglia, miele d'acacia, mandorla e fichi secchi. Molto dolce al palato, ma bilanciato da un'ottima acidità, dopo quattro anni di affinamento. Un ottimo vino da meditazione.

Il Vin Santo Classico San Niccolò di Castellare di Castellina sprigiona belle sensazioni di frutta candita e miele ma in bocca risulta troppo dolce, comunque un po bilanciata dalla possente struttura. Bene con i formaggi piccanti e la pasticceria cremosa.

Da Castello della Panaretta il Vin Santo ha i colori dell'oro antico e assume ottimi profumi di caffè, fichi secchi, miele e nocciole, con una base mentolata appena sfumata. Fresco e dolce è un ottimo vino per la pasticceria alla frutta secca.

Il Castello di Cacchiano vinifica uno dei migliori Vin Santo Classico con la Malvasia in purezza. Un vino potente, di un bell'ambrato dove la noce, la cannella, il miele, i datteri, le confetture di susine, il pepe, il caffè e lo zafferano sono solo una parte della straordinaria complessità aromatica di questo vino. Il palato non delude, ancora elegante e complesso, nella sua sapidità e freschezza che bilancia la dolcezza. 60 mesi di affinamento per un vino da meditazione o per il panforte.

Castello di Volpaia, con il 60% di Trebbiano ha i colori dorati con i riflessi ambrati, con odori lievemente smaltati con toni salmastri. Seguono poi il miele e la pesca sciroppata. Il palato dolce e fresco ha un bel retrogusto amarognolo, molto lungo con i sentori del legno. Le rese massime sono ridotte a 2 tonnellate per ettaro. L'abbinamento ideale è con la torta di ricotta.

La Fattoria Le Fonti torna all'ambra classico con il suo Vin Santo dagli eleganti profumi di nocciola, fichi secchi, erbe di campo e spezie. Il palato è intenso, con un gusto dolce di caramello. Ottimo per i formaggi erborinati.

In Val d'Elsa l'ottima azienda Isole e Olena produce il Vin Santo Classico, sempre ambra brillante. L'olfatto è prorompente e complesso, con una gamma che parte dal dattero e il tamarindo, fino alla classica noce, miele e caramella d'orzo, il tutto annaffiato con tocchi salmastri. Il palato richiama esattamente gli aromi del naso, aggiungendo una bella acidità a contrastare la potente dolcezza. Tutto con un bel finale minerale lungo, perfetto per la crème brûlée all'arancia.



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