Montecucco

La zona vinicola

La denominazione Montecucco viene prodotta nelle campagne a nord di Grosseto, in una zona collinare costituita prevalentemente di calcare, posta in una particolare posizione geografica che più di altre zona rivela gli aspetti degli scontri fra le placche tettoniche avvenute nella preistoria.

Qui infatti, grazie all'azione delle pressioni a cui è stato sottoposto il sottosuolo, si sono formate crepe, e grotte sotterranee, soprattutto nella parte più vicina al parco naturale e al confine umbro, che come è noto, risente ancora di attività sismiche anche di notevole impatto.

I suoli sono generalmente poveri, con strati superficiali di arenarie.

Il clima è temperato secco, e consente così la concentrazione naturale degli aromi negli acini, dotando il succo anche di buona densità.

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I vitigni bianchi

I colori del vino Nella produzione dei vini bianchi sotto questa denominazione vengono utilizzati i vitigni delle varietà Malvasia bianca, Vermentino, Grechetto bianco e Trebbiano toscano.

La Malvasia bianca viene utilizzata in questo territorio per concorrere alla produzione del Vin Santo, ma sfortunatamente non riesce ad apportare quelle caratteristiche aromatiche e strutturali che solitamente si hanno dalla sua vinificazione congiuntamente agli altri vitigni. Ne risulta così una produzione di passiti non certo indimenticabile, soprattutto se posta al confronto con la grande tradizione che questa tipologia ha in Italia. Anche il Grechetto, che dovrebbe supportare le altre uve in appassimento e che generalmente fornisce ottimi risultati, non riesce nella zona a coadiuvare questa produzione. Vedremo in futuro se i produttori saranno capaci di migliorare queste produzioni o se il territorio non consente una qualità maggiore forse a causa della povertà del terreno. Il Vermentino invece riesce ad esprimersi a discreti livelli


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Il Montecucco DOC bianco

La denominazione di origine controllata Montecucco venne istituita dal decreto ministeriale del 30 luglio 1998, recentemente modificata il 9 settembre 2011, per autorizzare la produzione di vini bianchi, rossi e rosati nei territori comunali di Roccalbegna, Cinigiano, Campagnatico, Civitella Paganico, Castel del Piano, Arcidosso e Seggiano, tutti in provincia di Grosseto.

Per la produzione di vini bianchi sono state autorizzate le tipologie Bianco e Vin Santo, e la tipologia monovarietale del Vermentino, dove questo vitigno deve essere presente con il classico 85% nel vino.

La base ampelografica del Bianco viene invece composta da un taglio di Trebbiano Toscano e Vermentino corrispondente ad un minimo del 40%, mentre quella del Vin Santo prevede l'impiego di almeno il 70% di Grechetto, Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano.

Le rese massime delle uve da utilizzare sono stabilite in 11 tonnellate per ettaro, che sviluppino un grado alcolico di almeno 11% vol.

Il Vin Santo deve riposare per almeno tre anni prima di essere commercializzato, ed avere un grado alcolico superiore al 16% vol.

I vini hanno colori paglierini, che nel Vin Santo, come nei classici passiti, assumono i toni dorati forti o ambrati molto densi. Le gamme olfattive dipendono molto dall'assemblaggio scelto dal produttore e orientativamente sono delicate, con il Vermentino che rispecchia le sue qualità ed è più fruttato, mentre il Vin Santo è intenso, con il naso dolce dei frutti maturi e delle confetture. Il bianco e il Vermentino sono vini secchi, con il secondo che riesce ad esprimere una certa morbidezza e sapidità classica del vitigno, mentre il Bianco è sicuramente più fresco. Il Vin Santo ha invece anche al palato tutte le caratteristiche dei passiti, con una bocca vellutata e aromatica.

Con il Bianco si preferiscono abbinamenti con i crostacei e i molluschi, oltre che con le minestre in brodo di pesce e gli antipasti di magro, mentre il Vermentino si associa meglio alle grigliate di pesce, e alle verdure. Per il Vin Santo gli abbinamenti sono i classici dessert e la pasticceria secca.


Le aziende

L'Agricola Ribusieri produce il Montecucco Vermentino Chiaranotte con il vitigno in purezza e il classico vestito paglierino. Il naso non delude i toni floreali, seguiti dalla frutta esotica, ananas in primis, freschi e vivaci. Il palato è sempre fresco, bilanciato in una buona dose di sapidità e morbidezza, con un bel finale fresco. L'azienda lo suggerisce con tre buoni piatti diversi tra loro come la crema fredda di cetrioli e yogurt, crostini toscani con fegatini, capperi e acciughe e la storica pappa al pomodoro toscana.

Nella Tenuta di Montecucco il Vermentino giallo paglierino ha spiccate note floreali e fruttate, con un palato sapido supportato da un buon corpo e una media struttura. Questo lo porta all'abbinamento con piatti saporiti, pesce alla brace e minestre di verdure.

Ancora il Vermentino protagonista anche alla Fattoria Casabianca, con un prodotto sempre ben strutturato e sapido, con un finale molto persistente. Gli aromi sono quelli dei frutti esotici e dei finali leggermente vegetali, per i pesci in bianco e con le creme non troppo speziate.

L'Azienda Agricola I Mori produce sempre un Vermentino sapido e fresco, che si distingue per un bel equilibrio secco-morbido, che lo rende un vino facile da bere con molte pietanze.




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