Colline Lucchesi

La zona vinicola

La produzione di questa denominazione si svolge sulle colline a est che dominano la città di Lucca e che delimitano l'omonima piana.

Le colline sono geologicamente costituite da più strati, con il primo, più profondo, caratterizzato da rocce evaporitiche di cui i calcari e i gessi ne costituiscono la formazione principale. Su questo strato si poggia un piano calcareo, intercalato da marne e silicio sul quale poggia a sua volta uno strato sedimentario di torba costituito da arenarie e marne.

Il clima è temperato e mite, data la bassa altitudine delle colline e la vicinanza del mare, che influisce con i suoi venti salmastri a temperature miti anche d'inverno.

Il dolce panorama delle Colline Lucchesi

Storie e leggende delle colline lucchesi

Prezzo: in offerta su Amazon a: 11,05€
(Risparmi 1,95€)


I vitigni bianchi

Il Bianco della Tenuta Fubbiano Nella produzione dei vini bianchi sotto la denominazione Colline Lucchesi si utilizzano i vitigni delle varietà Trebbiano Toscano, Chardonnay, Sauvignon, Vermentino, Greco, Grechetto e Malvasia del Chianti.

Il Greco è un vitigno molto coltivato nel sud Italia, di origine ellenica, che riesce a fornire vini di qualità dai profumi nobili. In Toscana viene utilizzato per il taglio di alcuni bianchi secchi, perché non riesce ad avere gli stessi splendidi risultati forniti nel meridione in quanto preferisce i climi caldi e secchi.

Il Grechetto è invece una varietà molto coltivata nel centro Italia, dove produce vini ricchi e robusti, con carattere peculiare, che quando ben vinificato riesce a riprodurre ottimi aromi di noce e vernice, utilizzati soprattutto in Umbria nella zona di Torgiano. La sua struttura è molto solida, tanto da essere impiegato anche nella produzione dei Vin Santo ed essere anche una componente del famoso Cervaro bianco dove supporta lo Chardonnay.


  • calici bianchi Il verde della montagna si alterna all’azzurro carico del mare, lo spettacolo di centri storici antichissimi e ricchi di opere d’arte procede di pari passo con il fascino delle colline. Siamo in Tosca...
  • Il Panorama di San Gimignano e i suoi vigneti La produzione della Vernaccia di San Gimignano si svolge sulle splendide colline della provincia di Siena, di natura tufacea e argillosa, con prevalenza di argille gialle e una forte concentrazione di...
  • Il panorama nei dintorni di Porto Ercole L'area di produzione dell'Ansonica Costa dell'Argentario è quella parte del territorio toscano in provincia di Grosseto che abbraccia tutta la zona collinare costiera delle famose località turistiche ...
  • Il panorama a Bolgheri La zona di produzione del Bolgheri si trova sul litorale sabbioso maremmano in provincia di Livorno. È una zona del tutto particolare, pianeggiante e al livello del mare, e per molti versi anomala per...

Fermentazioni. L'arte contemporanea lungo la strada del vino. Colline lucchesi e Montecarlo. Catalogo della mostra

Prezzo: in offerta su Amazon a: 8,1€
(Risparmi 9,9€)


Il Colline Lucchesi DOC bianco

La denominazione di origine controllata Colline Lucchesi prende vita dal decreto ministeriale del 8 Luglio 1997 per autorizzare la produzione di vini bianchi e rossi nei soli territori comunali di Lucca, Porcari e Capannoni nell'omonima provincia.

Per quanto riguarda la produzione dei vini bianchi, vengono autorizzate oltre alla tipologia Bianco, anche le tipologie monovarietali Sauvignon e Vermentino, e la produzione di Vin Santo, anche nella tipologia Occhio di Pernice che, nonostante in questa zona sia ottenuta con uve rosse, come da tradizionale metodologia, assume dei colori rosati.

La base ampelografica per produrre il Bianco prevede l'impiego del Trebbiano Toscano nelle percentuali che vanno dal 45 al 70%, a cui si affiancano le altre uve Chardonnay, Sauvignon, Vermentino, Greco, Grechetto e Malvasia del Chianti, di cui Chardonnay e Sauvignon possono essere impiegati insieme o da soli fino al 30%. La percentuale per i monovitigni riguardante la varietà indicata in etichetta è il classico 85% comune a quasi tutti i disciplinari italiani.

Le rese massime autorizzate per i vitigni corrispondono a 10 tonnellate per ettaro.

Per i Vin Santo che siano ottenuti dopo il tradizionale appassimento, la commercializzazione non può essere effettuata se non dopo tre anni dalla produzione, con decorrenza al 1° novembre.

I vini, ad eccezione del Vin Santo, hanno colori paglierini, con il Sauvignon che può assumere anche toni dorati, con naso aromatico e palato secco e vellutato. Il Vermentino resta sempre secco, ma con palato vellutato e gusti fruttati, mentre al naso ha la caratteristica gamma olfattiva molto intensa del vitigno. Il Bianco leggero resta più delicato, sia come naso che come palato. Il Vin Santo ha invece le caratteristiche dei vini passiti, con colori che vanno dal dorato all'ambrato, e i profumi aromatici classici. Anche il palato risulta quello di un classico passito dolce e vellutato nella tipologia amabile, mentre resta asciutto e setoso nella tipologia secco.

Negli abbinamenti il Bianco si associa bene agli antipasti di mare, alle minestre di verdure, ai piatti a base di uova e ai formaggi molli. Il Vermentino si abbina bene ai crostacei, ai formaggi molli, ma anche alle carni bianche come il pollo allo spiedo. Per il più aromatico Sauvignon si suggeriscono i pesci alla griglia, le minestre di verdure, i carciofi e i formaggi molli, mentre per il Vin Santo gli abbinamenti sono i classici dessert e la pasticceria alla crema.


Le aziende

La Fattoria Sardi Giustignani produce un buon Colline Lucchesi Vermentino Quinis tagliato con un 10% di Sauvignon, molto aromatico e ben sapido al palato, con toni citrini e vegetali. Se ne suggerisce il servizio con le tartine alla crema di avocado e gamberetti. Il Bianco Villa Sardi ivece prevede un 25% di Grechetto, un 30% di Vermentino e un 45% di Trebbiano per avere un vino fresco e floreale, sapido e di pronta beva per gli aperitivi con gli amici.

Tenuta di Valgiano utilizza metodi biodinamici per produrre i suoi vini, tra cui il Colline Lucchesi Bianco Giallo dei Muri dai toni paglierini luminosi e le gamme olfattive esotiche del frutto della passione, completate dall'acacia e dallo zucchero vanigliato. Il palato rispecchia la vena fruttata del naso, dotandola di buona freschezza e un buon finale mediamente lungo. È un ottimo vino per il branzino in crosta di patate.




COMMENTI SULL' ARTICOLO