vernaccia

Vino bianco sardo

Vernaccia di Oristano

La Vernaccia di Oristano è un vino di grande qualità, che ricorda molto da vicino gli Sherry spagnoli, con accostamenti del tutto particolari.

di Redazione

04 giugno 2014

La zona vinicola

La zona vinicola della Vernaccia di Oristano corrisponde al territorio di alcuni comuni chiaramente dell'omonima provincia, che hanno un orogenesi relativamente recente, corrispondente al Pleistocene in cui l'attività vulcanica ha formato numerosi depositi minerali sopra rocce di origine molto più antiche, formatesi dall'emersione del fondale marino, origine comune a tutta l'Italia e a parte dell'Europa. La conformazione del territorio prevede presenze geologiche di quarzi e graniti, rocce metamorfiche lavorate in profondità ad alte pressioni e temperature. Le attività vulcaniche hanno inoltre lasciato sul terreno presenze importanti di minerali, fondamentali a fornire alle bucce delle uve elementi aromatici essenziali, in particolare per varietà come la Vernaccia, profumata e penetrante. Durante l'Oligocene l'isola si è divisa dal continente e questo ha provocato la formazione di andesiti e igninbriti, altri minerali di natura vulcanica mentre il Miocene ha formato altri elementi essenziali alle uve, come calcare, arenarie e marne fossili. Toponomasticamente questo ha formato una serie di vallate e colline dolci interne, mentre di fronte al golfo di Oristano si staglia una piana. Le uve nell'area sono coltivate da tempo immemorabile, e si possono trovare delle tracce negli scavi archeologici. L'isola poi fu interessata dai commerci dei Fenici prima e dei Romani poi, che fecero fiorire la viticoltura e la produzione di vino. Dopo la caduta dell'impero la coltivazione dell'uva subì un brusco rallentamento che solo il Rinascimento riuscì a far tornare a livelli accettabili, quando gli Spagnoli prima, e i Piemontesi poi, fecero rifiorire la produzione dei vini, importando anche molte uve dal continente. Oggi oltre alle uve autoctone, rilanciate dall'istituzione delle denominazioni di origine controllata, sono presenti sull'isola molte uve di origine spagnola, come il Carignano, o di origine ligure come il Vermentino, che stanno facendo la fortuna dei produttori, con vini di alta qualità. La Vernaccia locale ha altrettanti ammiratori tra gli appassionati, anche se non ha raggiunto la popolarità tra i consumatori avuta dalle altre uve.

La Vernaccia

La Vernaccia non rappresenta una singola uva, ma un gruppo di varietà diverse tra loro e molto spesso nemmeno parenti. Il suo nome infatti indica già la sua origine, il Vernacolo, con cui si indicavano nel Medioevo le uve e i prodotti locali. Per cui le varie Vernacce italiane possono avere origini completamente diverse e sicuramente sono tra loro non imparentate. In particolare la Vernaccia di Oristano è una varietà bianca autoctona della Sardegna che fornisce risultati molto particolari nei vini, molto simili agli Sherry spagnoli con profumi ai fiori di mandorlo e un palato amarognolo. È presente sull'isola da moltissimo tempo, con le prime notizie che risalgono al 1327, con una descrizione nelle due opere Brave di Villa di Chiesa e Carta de Logu. In un periodo immediatamente successivo vennero approvate delle leggi a sua protezione nel comune di Iglesias. La Vernaccia in Sardegna fu molto popolare nei secoli passati ma subì anch'essa le nefaste conseguenze dell'epidemia di fillossera della metà dell'ottocento, con un ridimensionamento più che consistente. Solo alla metà del Novecento il vitigno venne riscoperto, grazie alla passione di molti produttori che ne esaltarono le qualità vincolando la produzione a determinati fattori. Un altro elemento che ha messo a rischio la coltivazione di Vernaccia in Sardegna sono stati gli incentivi della comunità europea per espiantare i vigneti circa venti anni fa, nonostante la grande qualità espressa dalla Vernaccia. I suoi vini infatti sono infatti di grande qualità e possono essere abbinati a piatti atipici molto aromatici, formaggi erborinati, pietanze molto piccanti o con la bottarga. Comunque in genere si abbina a piatti molto saporiti, ma anche con la pasticceria secca, oppure servita in meditazione.

La Vernaccia DOC

La Vernaccia di Oristano DOC fu istituita con il decreto del ministero datato 11 agosto 1971, per produrre vini derivanti esclusivamente dalle uve della Vernaccia sarda senza nessun taglio. Le uve vengono prodotte in una ventina di comuni della provincia di Oristano, con rese che non devono superare le 8 tonnellate per ettaro e i vini devono raggiungere una gradazione alcolica di almeno 14% vol. Quando arriva a 15% vol ed è stato invecchiato almeno tre anni può usare la menzione Superiore, e Riserva se questo invecchiamento arriva ai 4 anni. In Marzo il vino, filtrato e chiarificato, viene messo in botti di castagno o di rovere e subisce almeno due anni di invecchiamento per la tipologia generica. La Vernaccia di Oristano ha colore giallo dorato o ambrato, con un naso ai fiori di mandorlo. Al palato risulta secca e calda, con un bel corpo fine e un finale di mandorle amare, anche nelle diverse tipologie invecchiate.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali della Vernaccia di Oristano?
    La Vernaccia di Oristano si distingue per un colore che varia dal giallo dorato all'ambrato, tipico dei vini ossidativi. Al naso spiccano note floreali, in particolare di fiori di mandorlo, accompagnate da sentori complessi dovuti all'invecchiamento. Al palato si presenta secco, caldo e strutturato, con un corpo fine e un finale persistente caratterizzato dal classico retrogusto di mandorla amara. Questa combinazione lo rende un vino elegante ma deciso, capace di esprimere sia la freschezza iniziale che la profondità data dalla maturazione.
  • Come si ottiene l'affinità con gli Sherry spagnoli?
    L'analogia con gli Sherry nasce dal metodo di invecchiamento e dalla gestione dell'ossidazione. Dopo la vendemmia, il vino viene sottoposto a un processo di affinamento in botti di legno (castagno o rovere) per almeno due anni. Questo contatto con il legno e l'esposizione controllata all'aria favoriscono lo sviluppo di profili sensoriali simili a quelli dei vini fortificati spagnoli, conferendo quelle note ossidative, di frutta secca e spezie che ricordano lo stile Jerezano, pur mantenendo l'identità unica del vitigno sardo.
  • In quali abbinamenti culinari si consiglia di servire questo vino?
    Grazie alla sua acidità vivace e al finale amarognolo, la Vernaccia di Oristano è estremamente versatile in cucina. Si abbina eccellentemente a formaggi erborinati e stagionati, il cui sapore intenso viene bilanciato dal vino. È ideale anche con piatti piccanti, carni rosse cotte lentamente, pesce affumicato e, in Sardegna, con la bottarga. Non disdegna la compagnia della pasticceria secca, come biscotti alle mandorle o torroni, dove le sue note di mandorla trovano perfetta risonanza.
  • Cosa significano le menzioni 'Superiore' e 'Riserva' sulla etichetta?
    Queste diciture indicano gradi di invecchiamento superiori allo standard base. Mentre la tipologia generica richiede almeno due anni di invecchiamento in botte, la menzione 'Superiore' è riservata ai vini che raggiungono almeno il 15% di grado alcolico e sono invecchiati per un minimo di tre anni. La menzione 'Riserva', invece, implica un affinamento ancora più lungo, di almeno quattro anni. Entrambe le categorie offrono una maggiore complessità aromatica e una struttura più matura rispetto alla versione giovane.
  • È possibile bere la Vernaccia di Oristano da sola o solo a tavola?
    Assolutamente sì, la Vernaccia di Oristano è eccellente anche in meditazione, ovvero bevuto puro come aperitivo o digestivo. La sua struttura alcolica (minimo 14% vol) e i sentori di frutta secca e spezie lo rendono un compagno ideale per momenti di relax. Bere il vino da solo permette di apprezzarne appieno la temperatura corretta e l'evoluzione degli aromi durante la degustazione, evidenziando la sua eleganza e la persistenza finale senza le distrazioni degli alimenti.

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