vigneti

Vino bianco pugliese

Lizzano

Il Lizzano è un vino che sfrutta le quantità fornite dal Trebbiano e le qualità dei vitigni nobili come lo Chardonnay o il Sauvignon. Produzioni più che altro locali.

di Redazione

18 dicembre 2013

La zona vinicola

L'area di produzione della denominazione di origine controllata Lizzano DOC si trova a 25 km ad oriente della cittadina di Taranto, in una zona che viene considerata la parte del Salento al confine meridionale delle Murge Tarantine. Qui il vino si produce da tremila anni, ovvero con l'arrivo delle prime colonizzazioni greche e fenice, poi riprese dai Romani, e la zona era protagonista di forti scambi commerciali anche grazie ai numerosi porti naturali della regioni che consentivano l'attracco di navi da carico. Si tratta di una topografia dell'area quasi del tutto pianeggiante, classico della pianura salentina, per lo più coltivata ad olivi, frutteti con alberi generalmente di mandorlo e fichi, e chiaramente vigneti. Ci troviamo esattamente nella zona dei trulli, vicino ad Alberobello, le cui case caratteristiche sono infatti costruite dalle pietre estratte nei terreni in modo che potessero essere coltivati. Si tratta di una situazione quasi usuale in Puglia, con il suolo occupato da massi calcarei che impediscono la coltivazione e devono essere rotti e rimossi. In questa zona sono stati usati per le case mentre in tutta la Puglia vanno a costituire i famosi muretti che delimitano le parcelle lungo le strade, formando quell'aspetto caratteristico della regione. Il territorio è quindi caratterizzato dal calcare e da una natura carsica molto accentuata, come le famose e vicine Grotte di Castellana testimoniano. Vi sono molte argille e terre rosse, miste a sabbia, depositate su questo calcare stratificato su un basamento molto solido formatosi in epoca antica dal fondo marino dell'antica Tetide, il mare primordiale che poi lasciò il posto al Mediterraneo. Questo basamento fu originato dai fossili marini di conchiglie poi stratificati sul fondo. Una volta emersi per effetto dello scontro tra le placche Euroasiatiche e Africana, le aree calcaree furono sottoposte all'azione delle glaciazioni fino a formare l'attuale natura carsica del territorio, con la presenza di molti inghiottitoi e buche, create dalla fragilità del calcare anche sotto l'azione delle piogge. In questi inghiottitoi vengono incanalate le piogge e i torrenti sotterranei che riforniscono di acqua le piante in superficie, che altrimenti avrebbero gravi difficoltà vista l'assenza di corsi d'acqua in superficie. La zona è quella classica del clima mediterraneo, caldo in estate e temperato in inverno, con temperature sempre al di sopra dello zero. Le estati inoltre non sono molto afose grazie alle brezze marine.

I vitigni bianchi

I vitigni bianchi utilizzati per la produzione dei vini sotto la denominazione Lizzano sono principalmente il Trebbiano Toscano, lo Chardonnay e il Pinot Bianco. Parte dell'assemblaggio può essere composta anche dal Malvasia bianco, dal Sauvignon e dal Bianco d'Alessano. Il Trebbiano è tra questi il vitigno più usato, più che altro per fornire quantità al vino, mentre la qualità viene apportata chiaramente dagli altri vitigni. Il Trebbiano sappiamo che è il vitigno bianco più utilizzato in Italia, soprattutto al centro, che fornisce vini abbastanza scialbi. Qui in zona viene coltivati massicciamente, anche se poi viene sempre assemblato. Lo Chardonnay invece è forse il vitigno bianco migliore al mondo, capace non solo di risultati qualitativi eccellenti, ma anche di ottime rese e capacità di adattamento a qualsiasi tipo di clima e terreno. La sua facilita di coltivazione lo rende sicuramente il vitigno più amato al mondo. Di grande qualità sono anche il Malvasia lunga e soprattutto il Sauvignon, un'altra grande nobile bianca che fornisce grandissimi risultati. L'assemblaggio con lo Chardonnay è tanto raro quanto pregiato nei risultati, e non se ne comprende il motivo di tanta rarità.

Il Lizzano DOC bianco

La denominazione di origine controllata Lizzano nasce con il decreto del 21 dicembre del 1988, e autorizza la vinificazione in bianco, rosso e rosato, nei soli comuni di Lizzano e Fagiano. Le uve autorizzate dal disciplinare sono il Trebbiano toscano che può variare dal 40% al 60%, lo Chardonnay per almeno il 30% e il Pinot bianco con la stessa percentuale. A questo assemblaggio si possono aggiungere il Malvasia Lunga Bianca per un massimo del 10%, il Sauvignon fino al 25% e il Bianco di Alessano con la stessa percentuale. Non sono disciplinate menzioni mono-vitigno. Le rese delle uve non possono superare le 14 tonnellate per ettaro, mentre le gradazioni alcoliche devono garantire almeno il 10,00% vol. Il vino ha colori paglierino scarico e sono in genere fruttati nel profumo sempre abbastanza delicato. Al palato i vini risultano freschi e secchi, di buon corpo, da abbinare a numerose pietanze. Esiste anche la tipologia bianco Lizzano spumante con una bella spuma briosa e fine, dal perlage persistente. La gamma organolettica rispecchia quella del vino fermo. Diversi gli abbinamenti, ottimo con i crostacei freschi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni obbligatori per produrre il Lizzano DOC bianco?
    Il disciplinare del Lizzano DOC impone un assemblaggio preciso per il vino bianco. Il vitigno principale deve essere il Trebbiano Toscano, che costituisce dal 40% al 60% del blend, fornito prevalentemente per volume. Alla base della struttura qualitativa ci sono lo Chardonnay e il Pinot Bianco, ciascuno presente per almeno il 30%. È possibile integrare l'assemblaggio con altre varietà aromatiche: Malvasia Lunga Bianca, Sauvignon e Bianco d'Alessano, ciascuna con un contributo massimo del 10% o 25% a seconda della varietà. Questa combinazione permette di bilanciare la neutralità del Trebbiano con l'eleganza e l'aromaticità degli altri vitigni nobili.
  • Dove si trova geograficamente la zona di produzione del Lizzano DOC?
    La denominazione Lizzano DOC è prodotta esclusivamente nei territori dei comuni di Lizzano e Fagiano, situati in provincia di Taranto. Geograficamente, quest'area si colloca a circa 25 chilometri a est della città di Taranto, rappresentando la parte meridionale delle Murge Tarantine, al confine con il Salento. Il paesaggio è tipico della pianura salentina, celebre per la presenza dei trulli di Alberobello nelle vicinanze. Si tratta di una zona storicamente legata alla viticoltura fin dall'epoca delle colonizzazioni greche e fenicie, caratterizzata da una topografia prevalentemente pianeggiante adatta sia agli oliveti che ai vigneti.
  • Com'è composto il suolo e qual è il suo impatto sulla viticoltura?
    Il suolo del Lizzano DOC è di natura carsica, ricco di calcare derivato dall'antico fondale marino della Tetide, arricchito da argille, terre rosse e sabbie. Questa conformazione geologica, resa evidente anche dalle vicine Grotte di Castellana, presenta una forte permeabilità dovuta alla presenza di inghiottitoi e buche carsiche. Tale caratteristica idrogeologica è cruciale per la viticoltura: permette di incanalare le acque piovane verso le radici delle viti attraverso flussi sotterranei, garantendo l'idratazione necessaria alle piante nonostante l'assenza di corsi d'acqua superficiali e il clima mediterraneo spesso secco.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del Lizzano DOC bianco?
    Il Lizzano DOC bianco si presenta con un colore paglierino più o meno scarico. Al naso offre profumi fruttati delicati, tipici della sua composizione varietale. Al palato si conferma fresco e secco, dimostrando una buona struttura corporea che lo rende versatile. Le caratteristiche sensoriali riflettono l'equilibrio tra il volume fornito dal Trebbiano e la finezza aromatica dello Chardonnay e del Sauvignon. Esiste anche la versione spumante, ottenuta con metodo tradizionale o Charmat, che mantiene una spuma briosa e fine con un perlage persistente, replicando la gamma organolettica del vino fermo ma con la vivacità bollicina.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Lizzano DOC?
    Grazie alla sua freschezza, al corpo equilibrato e ai profumi delicati, il Lizzano DOC bianco è estremamente versatile in tavola. L'abbinamento ideale, e spesso consigliato come eccellenza, riguarda i crostacei freschi, dove la mineralità del vino esalta la dolcezza del mare. Tuttavia, la sua struttura lo rende adatto anche a una vasta gamma di pietanze: ottimi come aperitivo, si accompagnano perfettamente a antipasti leggeri, primi piatti con sughi di pesce, carni bianche cotte alla griglia e formaggi freschi o semistagionati. La versione spumante è perfetta per celebrazioni o come accompagnamento a stuzzichini e sushi.

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