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Uva e Vitigni · Vitigni rossi

Uva rara

Aggiornato il 16 ottobre 20123 capitoli5 domande frequenti
Uva rara

La varietà

L'Uva Rara è il nome che in alcune zone si dava al vitigno Bonarda adattato ad aree geografiche specifiche da moltissimi anni, tanto da essere considerato un vitigno parente se non uguale. Oggi gli ampelografi sono tutti concordi nel ritenere i due vitigni separati e differenti. L'Uva rara è un vitigno radicato da molti secoli nelle province di Novara e Vercelli in Piemonte e nella provincia di Pavia in Lombardia, dove viene spesso confusa con la Bonarda e la Creatina. Questo si deve ad un'errata valutazione del 1877 ad opera di Di Rovasenda, che la confuse con la Bonarda di Gattinara, anche se usava utilizzare un doppio nome per sottolineare un'ipotesi diversa. Stesso errore fu fatto nel 1906 da Molon. Recentemente invece non vi è alcun dubbio sul fatto che i due vitigni sia diversi e non presentino nessuna parentela nel 1906, considerava l'Uva Rara un sinonimo del vitigno Bonarda. Oggi è stato ormai appurato che non c'è alcuna parentela fra i due anche se sono comunque accettati alcuni sinonimi entrati ormai nel vocabolario popolare come Bonarda di Cavaglià, Bonarda di Gattinara, Balsamina e altri meno utilizzati. Il vitigno si presenta con grappoli di dimensioni medie o medio-piccole, a forma conica, tozzo e accentuatamente a spargolo. Le bacche hanno dimensioni medie, di forma sferica con alcune forme schiacciate dovute alla pressione che gli acini hanno tra di loro. Le bucce sono blu fitto con alte concentrazioni di pruina. I sistemi di allevamento più efficaci sono gli espansi con allevamento a controspalliera. Il vitigno è molto vigoroso, addirittura troppo nel periodo che coinvolge la fioritura tanto da provocare un forte fenomeno di colatura da tenere sotto controllo. Il vitigno è sensibile all'oidio, mediamente alla peronospora, ma resiste bene a fenomeni di marciume e avversità climatiche come la grandine. Generalmente viene coltivato su vari tipi di terreni, con preferenza per quelli argillosi, su colline basse a circa 200-300 metri di quota. Spesso viene coltivato a Guyot.

I vini dell'Uva Rara

L'Uva Rara non viene quasi mai impiegata in purezza, mentre invece viene utilizzata nel taglio con altri vitigni piemontesi per apportare alcune caratteristiche specialmente nei vini di Chieri, del Monferrato e dell'Astigiano. Quando impiegata in purezza però riesce a fornire buoni vini, specialmente nella denominazione IGT, spesso commercializzate nel Pavese, ma anche in Piemonte e in alcune aree dell'Emilia. I colori del vino sono quelli del rubino classico, con bei profumi fruttati e delicati, comunque ben duraturi e persistenti. Si riconoscono al naso bei sentori di marasca principalmente, seguiti da una varia gamma di frutti rossi, spesso in evoluzione verso la maturità. I sapori confermano il naso, con un bel finale abbastanza lungo. Generalmente il mosto viene macerato per una settimana, in modo da avere una buona estrazione degli aromi e dei tannini, con temperature intorno ai 28°C. Sono vini da consumare generalmente giovani, anche se non manca qualche vinificazione capace di affinarsi in un paio d'anni. I vini prodotti con l'Uva Rara trovano molti abbinamenti per la facilita dei gusti. Si possono bere con i salumi freschi in antipasto, o con primi al ragù e al sugo. Possono accompagnare anche carni rosse non troppo elaborate e formaggi che non superino la media stagionatura. Qualche abbinamento anche con carni bianche come coniglio e lepre, magari in umido o alla cacciatora. Anche in assemblaggio l'Uva Rara non è comunque molto utilizzata. La si trova in qualche denominazione ma più che altro nel disciplinare, come nell'Oltrepo Pavese o nel Gattinara. Invece è usata come uva da tavola, grazie alla dolcezza della sua polpa.

I produttori

Tra i produttori che utilizzano piccole percentuali di Uva Rara c'è San Giorgio a Santa Giulietta, in provincia di Pavia, con il suo Oltrepo Pavese Barbera Becco Giallo, dove il Barbera viene tagliato con un 10 per cento di Croatina, Vespolina e Uva Rara in parti uguali. Il vino ha belle profumazioni alla viola, con confetture di more su fondi di terra umida e caffè. In bocca si esprime con complessità e morbidezza, con bei tannini e una bella acidità. Da provare con la bistecca al pepe. L'azienda vinifica anche l'Oltrepo Pavese Bonarda Rebecca con il 90 per cento di Croatina tagliata con il 10 per cento di Vespolina e Uva rara. Il vino ha un bellissimo colore porpora, con una gamma sensoriale vinosa, con belle profumazioni di frutti rossi, dalla ciliegia al melograno, fino al lampone. Il palato si ammanta di bei tannini e una decisa freschezza, per abbinarsi al risotto al taleggio. Anche Vanzini usa piccole percentuali di Uva Rara per i suoi Oltrepo, come l'ottimo Sangue di Giuda, con il 50 per cento di Croatina e il 35 per cento di Barbera. Gran vino porpora con aromi profondi di fragoline di bosco, susine e succhi di frutta. Il palato è bilanciato, fresco e sapido, per la sbrisolona. Utilizzato anche per la Bonarda con l'80 per cento di Croatina e il 10 di Barbera. Ancora porpora, con il melograno, il ribes, la visciola e la viola. Il palato è brioso, con discreti tannini. Da provare con le lasagne al ragù.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Uva Rara e Bonarda? Sono lo stesso vitigno?
    Nonostante la storica confusione nata nel XIX secolo, oggi gli ampelografi confermano che Uva Rara e Bonarda sono due vitigni distinti e privi di parentela genetica diretta. L'equivoco nacque da errate valutazioni ottocentesche che li associavano erroneamente. Sebbene siano spesso coltivati nelle stesse zone del Piemonte orientale e della Lombardia, presentando grappoli simili, l'Uva Rara possiede caratteristiche varietali proprie, come una maggiore vigoria durante la fioritura e una specifica sensibilità all'oidio. È importante non scambiarli: l'Uva Rara è un vitigno antico delle province di Novara e Vercelli, mentre la Bonarda (spesso identificata con Croatina in alcune regioni) ha origini e profili organolettici differenti.
  • Come si presenta l'uva Rara e quali sono le sue caratteristiche agronomiche?
    L'Uva Rara produce grappoli medi o medio-piccoli, di forma conica e tozza, con acini sferici leggermente schiacciati e buccia blu fitta ricoperta di prugna. Agronomamente, si distingue per una notevole vigoria vegetativa, che richiede attenzione particolare durante la fioritura per controllare il fenomeno della colatura (caduta dei fiori). Il vitigno mostra una resistenza discreta alle avversità climatiche come la grandine e ai marciumi, ma è sensibile all'oidio e moderatamente alla peronospora. Predilige terreni argillosi su colline basse (200-300 metri) e si alleva efficacemente con sistemi espansi come il controspalliera o il Guyot, garantendo buone produzioni se gestito con cura.
  • Com'è il sapore e l'aroma del vino prodotto con Uva Rara in purezza?
    Il vino monovarietale di Uva Rara offre un colore rubino intenso e profumi fruttati delicati ma persistenti, dominati dal sentore caratteristico della marasca e supportati da una gamma di frutti rossi evoluti. Al palato conferma queste note, con un finale piuttosto lungo e strutturato. La macerazione dura solitamente una settimana a temperature controllate (circa 28°C) per estrarre correttamente aromi e tannini. Sebbene sia concepito per essere bevuto giovane per apprezzarne la freschezza, alcune vinizzazioni di qualità dimostrano una buona capacità di affinamento, migliorando in bottiglia dopo un paio d'anni di invecchiamento.
  • Con quali piatti si abbina meglio il vino Uva Rara?
    Grazie alla sua struttura equilibrata e alla facilità di gusto, l'Uva Rara è estremamente versatile in tavola. Si abbina eccellentemente con i salumi freschi come antipasto, oppure con primi piatti ricchi come ragù, sughi tradizionali o risotti al formaggio (es. taleggio). Per i secondi, è ideale con carni rosse non eccessivamente elaborate, formaggi a media stagionatura e carni bianche cotte in umido o alla cacciatora, come coniglio e lepre. La sua acidità e i tannini moderati lo rendono un compagno perfetto per piatti della tradizione contadina che richiedono un vino capace di pulire il palato senza sovrastare i sapori.
  • In quali zone geografiche e denominazioni si trova principalmente l'Uva Rara?
    L'Uva Rara è un vitigno autoctono radicato storicamente nelle province di Novara e Vercelli in Piemonte e nella provincia di Pavia in Lombardia. Viene utilizzato prevalentemente in assemblaggio, specialmente nell'Oltrepò Pavese insieme a Croatina e Barbera, e in alcune DOC piemontesi come Chianti, Monferrato e Astigiano. Tuttavia, le migliori vinificazioni in purezza si trovano spesso nelle IGT lombarde e piemontesi. Non è raro trovarla anche in Emilia. Nonostante la presenza nei disciplinari di alcune DOC, il suo impiego puro rimane una scelta di nicchia, riservata a produttori attenti alla valorizzazione delle uve locali meno comuni.

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