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Vini DOC e DOCG

Aggiornato il 19 luglio 20133 capitoli4 domande frequenti
le doc

Un accenno storico su DOC e DOCG

I vini DOC e DOCG sono quei vini protetti da una particolare legislazione che ne difende la qualità e l'identità legandoli al territorio storico di produzione, dove da secoli le uve vengono lavorate con le stesse metodologie e le stesse varietà. Nei secoli si sono stabilite delle produzioni di qualità che con il mercantilismo internazionale post-rinascimentale prima e con la globalizzazione moderna oggi rischiavano di essere sottratte alle rispettive nazioni per essere malamente imitate e perdere cosi identità e qualità. Si chiamano denominazione d'origine, e provengono da una lunghissima gestazione figlia del mercantilismo inglese che iniziò, con i primi traffici internazionali su larga scala, a porre i problemi di difesa dei prodotti locali e nazionali. L'antenato dei primi DOC del mondo fu il Porto, per il quale già nel Settecento furono trovate delle formule a difesa della sua autoctonicità e qualità contro le imitazioni e le contraffazioni. All'epoca il Porto, e poi altri vini, iniziarono a conoscere fama internazionale, e le loro imitazioni potevano non solo garantire introiti agli imitatori, ma anche rovinare la loro reputazione con imitazioni di pessima qualità. Ma i veri padri delle denominazioni d'origine sono storicamente i francesi, con le loro AOC con cui iniziarono a difendere i loro Champagnes, dopo che cinquantanni prima, era il 1855, Napoleone III introdusse la prima legislazione francese a difesa dei suoi vini, i grandi Bordeaux già allora ricercati e considerati di pregio. Seguirono poi i vini della Borgogna, gli stessi Bordolesi e molti altri fino ad arrivare alle numerose denominazioni odierne. Era il 1907 quando lo Champagne divenne una AOC, Appellation d'Origin Contrôllée, la prima denominazione difesa dalla legge. L'Italia e i suoi viticoltori dovettero invece attendere gli anni 60 del Novecento per poter vedere il governo approvare una legislazione a difesa dei prodotti enologici della nostra penisola. Le prime DOC (successivamente vennero istituite anche le DOCG), videro protagonisti i vini migliori, ma oggi tutte le regioni hanno i loro vini protetti.

I DOC

L'acronimo DOC, Denominazione di Origine Controllata, costituisce un marchio di garanzia specifico e legato ad un territorio eno-viticolo particolare e tradizionale in cui la vinificazione sia regolata e risponda ad una normativa che abbia come obbiettivo la qualità e l'identità territoriale. Anche in questo caso l'obbiettivo è quello di garantire i nostri prodotti dalle falsificazioni e dalle imitazioni che videro spesso l'uso improprio di nomi italiani nel tentativo di venderli come nostri. In Italia come detto in precedenza si è dovuto attendere gli anni 60 del Novecento per vedere la luce della prima legge a difesa dei nostri prodotti, e precisamente la legge numero 930 del 12 luglio 1963. La difesa dei nostri prodotti è essenziale non solo per la qualità, ma anche per la difesa dell'enorme volume d'affari generata dalle nostre aziende, fondamentale per l'andamento economico del nostro paese. L'esempio preso a modello chiaramente è quello francese, con appositi disciplinari a livello regionale che possano istituire le varie denominazioni. Con la Denominazione di Origine Controllata si vuole legare il nome del prodotto, spesso molto famose e per questo abusato all'estero, alla disciplina legale che possa proteggerlo. Si disciplina infatti non solo il metodo di produzione e tutte le caratteristiche necessarie, ma anche l'esatta zona di produzione, con validità internazionale. Il nome è appunto vietato nell'utilizzo al di fuori di questa area delimitata. Oggi sono moltissime le DOC a 50 anni di distanza dalla prima che vide il famoso Moscato di Pantelleria il Marsala come tra i primi vini ad essere difesi da una legge organica, insieme al Chianti, al Barolo e agli spumanti d'Asti. Il merito della legge a difesa dei nostri vini, ivi inclusa la dicitura di Denominazione di Origine Controllata si deve all'avvocato romano Rolando Ricci consulente negli anni cinquanta per Ministero dell'Agricoltura.

I vini DOCG

Il DOCG, ovvero la Denominazione di Origine Garantita, nasce invece più tardi quando le DOC erano divenute numerose e con delle delimitazioni territoriali cosi ampie che spesso inglobavano, per ragioni commerciali, anche aree poco storiche nella produzione di vini famosi. In particolare il riferimento era al Chianti, la cui area di delimitazione era divenuta troppo vasta e superava di gran lunga la parte storica classica. Fu cosi approvato il disciplinare del DOCG Chianti Classico per delimitare la zona storica circoscritta. Per non incorrere nelle stesse problematiche del DOC, i vini che intendano richiedere la protezione sotto la DOCG devo dimostrare una piccola dimensione storica di prestigio. Infatti i vini che chiedono questa denominazione devono aver già ottenuto la DOC e devono avere una storia certificata di pregio di almeno 5 anni. In questo modo si limita di molto questa denominazione garantendone l'assoluta qualità.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza sostanziale tra un vino DOC e uno DOCG?
    La differenza principale risiede nel livello di garanzia e nei requisiti storici richiesti. La DOC (Denominazione di Origine Controllata) certifica che il vino proviene da un'area geografica specifica e segue norme di produzione rigorose. La DOCG (Denominazione di Origine Garantita) rappresenta un gradino superiore: per ottenerla, un vino deve già possedere la denominazione DOC e dimostrare una storia di eccellenza certificata di almeno cinque anni. Inoltre, la DOCG impone controlli ancora più severi, spesso includendo la numerazione seriale delle bottiglie per garantire l'autenticità assoluta e prevenire frodi.
  • Perché esistono queste denominazioni e qual è la loro origine storica?
    Le denominazioni nascono dall'esigenza di proteggere l'identità e la qualità dei vini contro le imitazioni e le contraffazioni, specialmente con l'avvento del commercio internazionale. Sebbene l'Italia abbia istituito le sue leggi negli anni '60, il modello deriva dalle pratiche francesi, come l'AOC dello Champagne del 1907, e persino dal Porto portoghese del XVIII secolo. L'obiettivo è tutelare i produttori locali e i consumatori, assicurando che il nome del vino sia legato esclusivamente a un territorio specifico e a metodi di lavorazione tradizionali tramandati nel tempo.
  • Chi ha promosso l'introduzione della legislazione sui vini in Italia?
    Il merito dell'approvazione della legge italiana sulla tutela dei vini, inclusa la figura della DOC, spetta principalmente all'avvocato romano Rolando Ricci. Consulente del Ministero dell'Agricoltura negli anni Cinquanta, Ricci fu fondamentale nel redigere la normativa che culminò con la Legge 930 del 12 luglio 1963. Questa legge pose le basi per il sistema attuale, proteggendo i vini italiani dalle false etichette e valorizzando il legame indissolubile tra il prodotto, il territorio di origine e le tecniche di vinificazione storiche.
  • Come è nata la classificazione DOCG e perché è stata creata?
    La DOCG è nata per risolvere un problema specifico delle prime DOC: alcune zone di produzione erano diventate troppo vaste, inglobando aree non storiche per motivi commerciali, diluendo così l'identità del vino. Un esempio emblematico è il Chianti, la cui estensione aveva superato i confini classici. Per preservare l'eccellenza, si è creato il disciplinare del Chianti Classico DOCG, riservandolo alla zona storica. La DOCG richiede quindi ai vini di dimostrare una consolidata reputazione di pregio per almeno cinque anni, garantendo così una qualità superiore e una delimitazione territoriale più precisa rispetto alla DOC.

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