Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice

Vino rosso toscano

Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice

Il Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice che viene prodotto nel territorio di Montepulciano, si caratterizza per essere uno dei più importanti vini toscani e, probabilmente, potrebbe occupare una delle prime posizioni all'interno di un'ipotetica classifica di vini da dessert o da meditazione italiani.

di Redazione

05 settembre 2011

Vin Santo di Montepulciano DOC Occhio di Pernice

Stiamo parlando di uno dei vini di maggiore successo dell'intera produzione vinicola della regione Toscana. Questo vino rosso ha la particolare caratteristica di sfruttare diverse uve importanti per l'uvaggio. Infatti, l'uvaggio è formato, per una percentuale non inferiore al 50% da uve Sangiovese (in questo territorio c'è la tradizione di coltivare tali uve nella varietà Prugnolo Gentile). Mentre possono concorrere alla formazione dell'uvaggio anche tutte quelle altre uve che provengono da dei vitigni raccomandati o autorizzati per quanto concerne la provincia di Siena.

Tecniche di coltivazione

In realtà, si tratta delle medesime procedure che vengono sfruttate per la formazione del Vin Santo “bianco”: in primo luogo, deve avvenire un'attenta e minuziosa opera di selezione delle uve, poi una fase di appassimento naturale, la vinificazione all'interno di botti di legno e l'invecchiamento con il vino che viene conservato in caratelli di rovere. Le più importanti differenze sono rappresentate, sopratutto, dal voler rispettare degli standard di qualità decisamente più elevati, con l'obiettivo di ricavare un vino intenso e concentrato, ma che possegga, nel medesimo tempo, un ottimo livello di eleganza. Il Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice che viene prodotto nel territorio di Montepulciano, si caratterizza per essere uno dei più importanti vini toscani e, probabilmente, potrebbe occupare una delle prime posizioni all'interno di un'ipotetica classifica di vini da dessert o da meditazione italiani.

Caratteristiche organolettiche

L'Occhio di Pernice si caratterizza per avere una colorazione rossa con delle tonalità particolarmente vivaci che possono variare dall'ambrato al topazio, con un tratto tipicamente color unghia rossiccia, che diventa marrone con il passare degli anni.

Abbinamenti

In realtà risultano ben poche quelle pietanze che si dimostrano adatte ad accompagnare un vino di tale pregio: si tratta, tutto sommato, di uno dei quei vini che si trovano all'interno di una ristretta cerchia che è meglio non abbinare ad alcun piatto e conservare in cantina solamente per utilizzarli nel caso in cui si abbiano degli ospiti speciali a tavola, che siano in grado di assaporare e gradire il pregio e il gusto di tale vino rosso.

Zona di produzione

La denominazione Vin Santo di Montepulciano DOC si caratterizza per la produzione di vini solamente sfruttando dei vitigni che rientrano nel territorio circostante Montepulciano, proprio nella stessa misura del Montepulciano DOC, che si produce solo ed esclusivamente nella Campagna Senese. Le varietà che vengono prodotte sotto tale denominazione sono ben tre: stiamo parlando del Vin Santo di Montepulciano DOC, a cui si accompagnano l'Occhio di Pernice e il Riserva. Per quanto riguarda le tecniche di lavorazione ed anche quelle di vinificazione, dobbiamo sottolineare come non ci siano particolari differenze tra quelle che vengono utilizzate per produrre il Vin Santo del Chinati DOC e la maggior parte degli altri Vi Santo che sono caratterizzati da un'origine toscana.

Vin Santo di Montepulciano DOC

Questo vino rosso si può ricavare dalla vinificazione di uve Malvasia Bianca, ma anche Grechetto bianco (che nel territorio viene spesso chiamato con il nome di Pulcinculo) e Trebbiano Toscano. L'uvaggio di queste tre varietà di uve non deve mai essere inferiore alla percentuale del 70%. eventualmente, c'è la possibilità di concorrere alla formazione dell'uvaggio del Vin Santo dei Montepulciano DOC anche per altre uve che vengono prodotte all'interno di differenti vitigni, che risultano, però, sempre autorizzati o raccomandati per la provincia di Siena, a patto che non siano dei vitigni aromatici.

Selezione uve

L'operazione di selezione dell'uva è davvero particolarmente minuziosa e dettagliata : infatti, le uve devono superare un'operazione di appassimento all'interno di locali appositamente attrezzati, che devono essere caratterizzati da un notevole impianto di ventilazione. Ovviamente, una volta che sarà raggiunto il corretto livello zuccherino, le uve dovranno subire le operazioni di ammostamento, pressatura e macerazione, con quest'ultima che deve essere portata a termine all'interno di botti realizzate in legno. IN seguito all'operazione di svinatura, dobbiamo sottolineare come il vino che si ricava deve subire l'opera di invecchiamento: si tratta di un periodo di conservazione all'interno di caratelli realizzati in rovere, che non deve essere inferiore ai tre anni per quanto riguarda la tipologia base, mentre sono da rispettare almeno cinque anni in riferimento alla tipologia Riserva. Una delle altre principali differenze che intercorrono tra le due tipologie di Vin Santo che abbiamo preso in considerazione riguarda essenzialmente la capacità dei caratelli che servono per l'invecchiamento: per la tipologia tradizionale, la capacità di tali contenitori non può oltrepassare i 300 litri, mentre per quanto riguarda il Riserva i caratelli non possono superare una capacità pari a 125 litri. Si tratta di un dato particolarmente importante per quanto concerne le caratteristiche del vino finito: una volta che vengono ad essere minori le dimensioni dei caratelli, infatti, possono sicuramente incrementare le difficoltà relative all'invecchiamento del vino, ma sicuramente i profumi e i sapori caratteristici di questi contenitori potranno aderire più facilmente e con risultati migliori al vino ivi conservato.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Vin Santo di Montepulciano classico e la versione Occhio di Pernice?
    La distinzione fondamentale risiede nell’uvaggio utilizzato per la fermentazione. Il Vin Santo di Montepulciano DOC classico è ottenuto prevalentemente da uve bianche, specificamente Malvasia Bianca, Grechetto (Pulcinculo) e Trebbiano Toscano, che devono costituire almeno il 70% dell'assemblaggio. Al contrario, l'Occhio di Pernice è un vino rosso dolce prodotto utilizzando una percentuale minima del 50% di Sangiovese, noto localmente come Prugnolo Gentile. Entrambe le versioni condividono le stesse rigorose tecniche di appassimento e invecchiamento in caratelli di rovere, ma la presenza predominante del Sangiovese conferisce all'Occhio di Pernice una struttura, un colore e una complessità aromatica nettamente diversi, tipici dei vini rossi intensi.
  • Quanto tempo deve invecchiare il Vin Santo di Montepulciano prima di essere immesso al consumo?
    I tempi di invecchiamento obbligatori variano in base alla categoria del vino. Per la tipologia base, il Vin Santo deve riposare nei caratelli di rovere per un periodo minimo di tre anni. Se si parla invece della versione Riserva, l'invecchiamento è più lungo e richiede almeno cinque anni. Un dettaglio tecnico cruciale riguarda la dimensione dei contenitori: per il Riserva, i caratelli hanno una capacità massima di 125 litri, contro i 300 litri consentiti per la versione base. Questa minore volumetria favorisce un maggiore contatto tra il vino e il legno, accentuando le note ossidative e la concentrazione aromatica, rendendo il Riserva generalmente più complesso e strutturato rispetto alla versione standard.
  • Come cambia il colore del Vin Santo Occhio di Pernice nel corso degli anni?
    Il colore del Vin Santo Occhio di Pernice è dinamico e riflette l'evoluzione del vino durante l'invecchiamento. All'atto dell'imbottigliamento o nelle fasi iniziali, presenta una colorazione rossa dalle tonalità vivaci, che può variare dall'ambrato al topazio, mantenendo quella caratteristica sfumatura rossiccia tipica detta "color unghia". Man mano che il vino matura negli anni, soprattutto grazie all'ossidazione controllata nei caratelli di rovere, la pigmentazione si scurisce progressivamente. Con il passare del tempo, il colore tende a trasformarsi in un marrone intenso, segnalando una maggiore concentrazione e lo sviluppo di note terziarie complesse, tipiche di un vino da meditazione di grande prestigio.
  • È possibile abbinare il Vin Santo Occhio di Pernice a piatti salati o va bevuto solo da solo?
    Sebbene tecnicamente sia un vino da dessert o da meditazione, il Vin Santo Occhio di Montepulciano Occhio di Pernice possiede una struttura così elegante e complessa da permettere abbinamenti sorprendenti. Non è limitato al solo consumo puro, sebbene sia eccellente per apprezzarne la purezza aromatica. Può essere accostato a formaggi stagionati e semi-stagionati, come il Pecorino di Pienza o il Parmigiano Reggiano invecchiato, dove i sapori intensi bilanciano la dolcezza del vino. Inoltre, trova perfetta armonia con dolci secchi alle mandorle, torroni o pasticceria secca. L'abbinamento ideale rimane comunque quello con i sapori forti della cucina toscana, dove la sua acidità e struttura aiutano a pulire il palato.
  • Qual è il ruolo specifico del processo di appassimento nella produzione di questo vino?
    L'appassimento è la fase critica che determina la qualità finale del Vin Santo. Dopo una selezione accurata delle uve, queste vengono poste in locali dotati di forte ventilazione per perdere acqua e concentrare gli zuccheri e i composti fenolici. Questo processo non avviene semplicemente all'aria aperta, ma in ambienti controllati per evitare muffe nocive. Solo quando si raggiunge il giusto livello zuccherino, le uve vengono pigiate e vinificate. L'appassimento permette di ottenere mosti densi e ricchi, fondamentali per creare quel profilo gustoso intenso e concentrato tipico dell'Occhio di Pernice, garantendo al contempo l'eleganza necessaria per non risultare stucchevole, bilanciando la dolcezza residua con la struttura tannica del Sangiovese.

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