I colori del vino

Vino rosso calabria

Cirò

In provincia di Crotone si produce un eccellente vino in purezza dal Gaglioppo. Un vino elegante, che ancora non ha sviluppato appieno le sue potenzialità ma ha già conquistato l'Italia e numerosi riconoscimenti.

di Redazione

22 ottobre 2011

La zona vinicola

L'area vinicola del Cirò è una ristretta zona che va dalla costa ionica crotonese e si addentra per qualche chilometro nell'entroterra ai margini del Parco Nazionale della Sila, in una zona collinare ai margini orientali del Parco. L'altimetria degrada con un andamento costante verso il mare, con pendenze medie non eccessive, con le vette più alte che si trovano nell'estrema zona occidentale. La zona presenta delle forme carsiche e di superficie, con sviluppo di sistemi ipogei tra i più importanti sistemi carsici in gessi d’Italia. I sedimenti affioranti sono costituiti da argille marnose siltose grigie-azzurre ricche di fossili (pesci fossili, foraminiferi, ostracodi, ecc.) depositatesi nel Pliocene tra i 400 e gli 800 metri di profondità e sono poi coperte da strati verso l’alto di biocalcareniti, noduli algali, frammenti di molluschi e di piccole biocostruzioni a Coralli del Pleistocene. Il clima è temperato, gli inverni miti, ma con forti nevicate a cadenza generalmente decennale per l'arrivo di correnti polari. La temperatura estiva è calda ma ventilata dalle brezze marine che sporadicamente sono afose per le ondate dello scirocco o del libeccio. Le temperature massime possono arrivare intorno ai 40 °C ma con bassi tassi di umidità. Le piogge sono intense in autunno, mentre gli inverni sono poco piovosi e le stagioni estive molto secche con problemi di siccità.

I vitigni rossi

Il vitigno autoctono Gaglioppo trova in questo particolare settore un ambiente estremamente favorevole, producendo un vino di ottima qualità con un leggero taglio ottenuto con il Barbera, il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon, il Sangiovese, il Merlot e le altre autoctone a bacac rossa autorizzate in Calabria.

Il Cirò Doc

Questa denominazione di origine controllata fu istituita per decreto legge nel lontano 2 aprile 1969, per autorizzare la produzione di vini bianche e rossi in tre distinti settori in cui ricadono nel primo settore i comuni di Cirò e Cirò Marina e in parte i territori dei comuni di Melissa e Crucoli, nel secondo la località Torretta e nel terzo la località Piana di Mazza, entrambe nel comune di Crucoli. Come base ampelografica l'assemblaggio è costituito dal Gaglioppo per un minimo del 80% affiancato dalle uve a bacca rossa provenienti dalle varietà autorizzate in Calabria, da sole o congiuntamente fino ad un massimo del 20% ad esclusione delle varietà Barbera, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Merlot, che possono concorrere fino ad un massimo del 10%. Il Cirò prevede le tipologie Rosso, Classico, Classico Superiore, Classico Superiore Riserva, Superiore e Superiore Riserva. Le uve per la produzione del Cirò nelle tipologie Classico, Classico Superiore e Classico Superiore Riserva devono essere prodotte nel territorio dei comuni di Cirò e Cirò Marina. Le rese delle uve non devono superare le 11,5 tonnellate per ettaro, con un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12% vol. Il Cirò non può essere commercializzato prima del 1° giugno dell'anno successivo all'annata di produzione delle uve. Il Cirò Rosso Superiore e il Cirò Rosso Classico Superiore se sottoposti ad un invecchiamento non inferiore a due anni, a decorre a partire dal 1° gennaio successivo all'annata di produzione delle uve, possono riportare in etichetta la qualifica di Riserva. I Cirò Rosso e il Cirò Rosso Classico con un titolo alcolometrico volumico complessivo minimo di 13,5% vol, possono fregiarsi della qualificazione Superiore. Il Cirò Rosso ha colore rosso rubino, più o meno intenso, con riflessi violacei, con tendenza al granato nelle riserve. L'odore è gradevole, delicato, intensamente vinoso. Il sapore è secco, corposo, caldo, armonico, vellutato con l'invecchiamento. Sono ottimi vini per arrosti, capretti al forno e formaggi duri. Per il Superiore Riserva l'abbinamento è anche con la cacciagione e le carni grigliate, mentre con il Classico si associa anche il cuore, il filetto di bue in crosta e gli spiedini.

Le aziende

Questo vino è una delle eccellenze calabresi e sono molte le aziende, nonostante la ridotta porzione di territorio sotto la denominazione, che lo vinificano con ottimi risultati a livello nazionale. Caparra & Siciliani è tra le aziende più affermate e premiate, con ottime reazioni da parte dei migliori enologi italiani, fin dagli anni sessanta. Il Mastro Gurato è un assemblaggio del 70% di Gaglioppo e 30% di Greco Nero, dal rubino luminoso, e gli aromi eleganti. I complessi aromi di visciola sotto spirito sono amalgamati con profumi di fiori secchi e spezie. Fine ed equilibrato, possiede tannini setosi. Per lui il cinghiale ion casseruola. Nel Classico Superiore Volvito Riserva, vinificato dal Gaglioppo in purezza, il colore diventa granato, con intensi toni balsamici al naso, equilibrati con le spezie dolci e la china. Morbido ed elegante anche nei tannini si accompagna alla selvaggina in umido. Il Rosso Classico Solagi è di rubino brillante con naso intenso di fiori appassiti e frutti sotto spirito. Fresco e lungo si serve con le fettuccine al sugo di cinghiale. Il Rosso Classico giovane invece ha colori rubino trasparente, naso intenso floreale che poi evolve verso l'amarena. Fresco e delicato per i saltinbocca. Enotria produce il Classico Superiore Piana delle Fate Riserva dal colore granato luminoso, con frutta rossa sotto spirito su fondi balsamici. Al palato è fresco, asciutto e dai tannini levigati. Un ottimo abbinamento con i brasati. La Fattoria San Francesco ha conseguito per il suo Classico Ronco dei Quattroventi, vinificato in purezza, i cinque grappoli. Il rubino è ben vino, il naso elegante e complesso, con frutti rossi e fiori secchi che poggiano sulle spezie dolci e le note balsamiche. In bocca è equilibrato, morbido e solido, con un lungo finale. Da degustare con il pecorino di Crotone. Il Classico Donna Madda aggiunge al floreale e il balsamico un tocco iodato. Il corpo è solido, il gusto fresco e asciutto. Il finale sapido si abbina bene con la selvaggina in umido. Ippolito 1845 produce un'ampia linea di Cirò, partendo dal Classico Superiore Colli del Mancuso Riserva, un vino elegante intenso e complesso. Il naso attraversa una vasta gamma, dalla confettura di frutta rossa alle spezie e il rabarbaro con note balsamiche sempre presenti. Morbidezza e persistenza caratterizzano la bocca, con i brasati da abbinare nei pasti. Il Classico superiore Ripe del Falco Riserva del 1992, vinificato in purezza ha una sorprendente longevità, con un bouquet di tabacco, sottobosco, cuoio e spezie. Al palato è austero, morbido e persistente. Ottimo con lo spezzatino di cinghiale. Il Classico Superiore Liber Pater ha aromi di frutta rossa matura e spezie dolci. Caldo e fresco per gli arrosti misti. Il Rosso Classico invece richiede in abbinamento i formaggi mediamente stagionati. Santa Venere ha il Classico Superiore Federico Scala Riserva di un granato vivo e complessi aromi speziati avvolti da note scure di humus e fungo. Solido ed equilibrato si abbina con la selvaggina. Il Rosso Classico invece, con rubino brillante e profumi floreali e speziati, è fresco e giovane per le cotolette panate. Da segnalare anche le aziende Parrilla e Zito.

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Domande frequenti

  • Qual è il vitigno principale del Cirò DOC e quali regole di assemblaggio impone il disciplinare?
    Il vitigno principe del Cirò DOC è il Gaglioppo, che deve costituire almeno l'80% dell'assemblaggio. Il restante 20% può essere completato da altre uve a bacca rossa autorizzate in Calabria, come il Barbera, il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon, il Sangiovese e il Merlot, che però hanno un limite individuale massimo del 10%. Questa struttura garantisce al vino la sua identità autoctona mantenendo flessibilità per eventuali affinamenti varietali, pur preservando il carattere tipico del territorio crotonese.
  • Come si distinguono le diverse tipologie di Cirò Rosso, specialmente tra Classico e Superiore?
    Le differenze principali risiedono nella zonizzazione geografica e nel grado alcolico. Le versioni 'Classico', 'Superiore' e 'Riserva' devono provenire esclusivamente dai comuni di Cirò e Cirò Marina. La qualifica 'Superiore' richiede un titolo alcolometrico minimo di 13,5% vol, mentre la 'Riserva' impone un invecchiamento obbligatorio di almeno due anni dal 1° gennaio successivo alla vendemmia. Esistono inoltre le categorie base Rosso, Classico e Classico Superiore, ciascuna con specifiche requisiti di produzione e commercializzazione posticipata al 1° giugno dell'anno successivo.
  • Che caratteristiche organolettiche presenta il Cirò Rosso e come cambia con l'invecchiamento?
    Il Cirò Rosso si presenta inizialmente con un colore rosso rubino più o meno intenso e riflessi violacei; durante l'invecchiamento, tende a virare verso tonalità granate. L'odore è gradevole, delicato e intensamente vinoso. Al palato offre un sapore secco, corposo, caldo e armonico, con una texture vellutata che si affina col tempo. La struttura tannica diventa più setosa e persistente, rendendo il vino ideale per accompagnare piatti robusti grazie alla sua capacità di bilanciare grassi e sapori complessi.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Cirò Rosso Classico Superiore Riserva?
    Grazie alla sua struttura complessa, ai tannini levigati e alle note balsamiche e speziate, il Cirò Rosso Classico Superiore Riserva si abbina magnificamente a carni rosse elaborate e selvaggina. È perfetto per brasati, cacciagione in umido, stufati di cinghiale e carni grigliate. La sua eleganza e persistenza permettono di esaltare i sapori intensi di questi secondi piatti, creando un equilibrio sensoriale ottimale dove il vino non sovrasta la pietanza ma ne completa l'espressione gustativa.
  • In quale contesto territoriale e climatico viene prodotto il Cirò DOC?
    La zona di produzione si estende in provincia di Crotone, dalla costa ionica fino ai margini del Parco Nazionale della Sila, con pendenze moderate e terreni carsici ricchi di fossili marini (argille marnose e biocalcareniti). Il clima è temperato, con estati calde ma ventilate dalle brezze marine e inverni miti. Le precipitazioni sono concentrate in autunno, mentre l'estate è spesso secca. Questo ambiente unico, combinato con la vicinanza al mare, favorisce la maturazione ottimale del Gaglioppo, conferendo ai vini freschezza e aromaticità peculiari.

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