Il panorama della zona

Vino bianco siciliano

Contea di Sclafani

La Sicilia conosce una cultura vinicola già da molti secoli prima dell'anno zero, e in questa particolare zona trova la produzione di ottimi vini, soprattutto grazie alla famosa azienda vinicola Tasca d'Almerita.

di Redazione

16 novembre 2011

La zona vinicola

Il Contea di Sclafani si produce in una zona che si trova nel Parco delle Madonie a 150 chilometri ad est di Palermo. Il suo nome evoca un antico stato feudale presente nell'isola dal XII secolo fino al 1812, che segnò l'abolizione del feudalesimo in Sicilia. La zona comunque rimase famosa nella sua nomenclatura, dovuta con tutta probabilità, alle origini greche della civilizzazione dell'isola e alla presenza di templi dedicati ad Esculapio. Le montagne delle Madonie, nelle cui zone collinari limitrofe si sviluppa la produzione vinicola, sono di natura calcarea, con altitudini molto alte. Le colline su cui invece si coltiva la vite hanno caratteristiche sabbiose e argillose, di aspetto morbido e dolce, pur rimanendo di origine calcarea. Il clima della Sicilia è caldo e temperato, e le estati lunghe aiutano la crescita delle viti e lo sviluppo degli aromi nei vini.

I vitigni bianchi

I vitigni utilizzati per la produzione di questi bianchi sono quelli nobili, Chardonnay, Pinot Bianco e Sauvignon, e quelli autoctoni Catarratto, Grecanico, Grillo e Inzolia, generalmente coltivati in tutta la Sicilia. L'Inzolia, altrimenti detto Ansonica, è una varietà importante coltivata prevalentemente in Sicilia e sporadicamente anche in Toscana, dove viene indicata con il suo secondo nome. La coltivazione è in diminuzione, anche se resta una fortissima presenza nella Sicilia occidentale, dove è molto apprezzata per la sua aromaticità che si abbina perfettamente al Catarratto per la produzione di vini secchi da tavola. Nelle produzioni migliori i vini sono caratterizzati da un buon profumo di noce, mentre in quelle peggiori si nota una sostanziale mancanza di acidità e aromi.

Il Contea di Sclafani DOC bianco

La denominazione di origine controllata Contea di Sclafani fu creata il 21 agosto 1996 per decreto legge. Autorizza la produzione di vini bianchi e rossi in quattro comuni della provincia di Agrigento e Caltanissetta, in diverse tipologie, che per i bianchi sono i monovarietali ognuno per ogni vitigno e le tipologie Bianco generico, Bianco Spumante, Dolce e Dolce Vendemmia Tardiva. Per il Bianco generico la quantità delle uve autoctone, tranne il Grillo, deve essere di almeno il 50%, mentre nei monovarietali la percentuale sale al solito 85%. Le rese massime sono consentite tra le 10 e le 12 tonnellate per ettaro a seconda del vitigno e di 8 tonnellate per le uve appassite. Il vino, una volta prodotto, deve subire un invecchiamento di due anni e di sei mesi per il Vendemmia tardiva che deve subirlo in botte. Le metodologie per la produzione di spumanti devono essere le due classiche utilizzate in Italia per la spumantizzazione dei vini. I vini prodotti sono eleganti, con profumi fruttati e sapori sapidi e asciutti. In genere il colore è paglierino, che in alcuni prodotti può assumere sfumature verdognole. Gli Ansonica si abbinano bene a spaghetti alle seppioline o ai moscardini, mentre con lo Chardonnay si possono fare accostamenti anche con funghi e vitello, oltre che con il pesce. Il Grillo puo trovare negli involtini di melanzane e le lasagne, ottimi compagni oltre ai soliti pesce spada e pesci alla griglia o gli antipasti e i frutti di mare.

Le aziende

L'azienda di punta di questa denominazione è certamente Tasca d'Almerita, l'unica che è riuscita a distinguersi sia a livello nazionale, che internazionale, con dei vini che hanno conquistato numerosi premi e riconoscimenti, tra cui le menzioni dell'Associazione Italiana Sommelier. Produce molte tipologie di Contea di Sclafani, tra cui lo Chardonnay in purezza di 14,5% vol. Il colore è dorato molto fitto, con una elegante gamma olfattiva di frutti maturi e fiori appassiti. Ben raffinata è la nota di cumino, affiancata da aromi di funghi e di sottobosco. Il palato conferma le senzazioni olfattiva con una struttura potente e molto alcolica che avvolge l'equilibrio sapido e fresco e accompagna la lunga persistenza. Per queste sue caratteristiche se ne consiglia il consumo con piatti strutturati, come il filetto di dentice al tartufo. Sempre lo Chardonnay in purezza è il protagonista dello spumante Almerita metodo Classico, che racchiude le migliori qualità di fragranza, freschezza, sapidità e mineralista dei migliori prodotti spumantizzati italiani come i famosi Franciacorta. In più la terra di Sicilia fornisce al vino una struttura potente, cremosa e di notevole concentrazione tanto da farlo abbinare a piatti molto strutturati come i risotti ai funghi porcini con il caciocavallo locale. Il vino viene maturato per ben 23 mesi sulle fecce. Il Contea di Sclafani Nozze d'Oro invece, sfrutta tutta la gamma varietale autoctona delle coltivazioni siciliane per raggiungere ottimi risultati, eleganti e raffinati, a partire dall'aromaticità dell'Inzolia. È un vino molto minerale, dagli intensi ed eleganti profumi floreali. Anche il palato non delude, con notevole struttura e freschezza. È un ottimo abbinamento per le ostriche.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali autorizzati per il Contea di Sclafani DOC bianco?
    La denominazione Contea di Sclafani DOC consente l'uso di vitigni internazionali come Chardonnay, Pinot Bianco e Sauvignon, affiancati dalle varietà autoctone siciliane quali Catarratto, Grecanico, Grillo e Inzolia (nota anche come Ansonica). Per le etichette definite "Bianco generico", le uve autoctone devono costituire almeno il 50% dell'assemblaggio, escludendo il Grillo. Nei vini monovitigni, la percentuale del vitigno principale deve salire all'85%. Questa flessibilità permette di ottenere profili aromatici diversi, spaziando dalla freschezza minerale del Grillo alla struttura sapida dell'Inzolia.
  • Come si presenta il colore e l'aroma tipico di un Contea di Sclafani bianco?
    Il colore predominante è paglierino, talvolta con leggere sfumature verdognole che indicano freschezza e giovanezza. Al naso, questi vini si distinguono per profumi fruttati, sapidi e asciutti. A seconda del vitigno, si possono rilevare note floreali eleganti, specialmente nell'Inzolia, o aromi più strutturati come frutta matura e spezie nel Chardonnay. Il palato conferma spesso una buona sapidità e una persistenza piacevole, con un equilibrio tra freschezza e corpo che varia in base all'invecchiamento e alla tipologia specifica scelta.
  • Quali sono le regole fondamentali di invecchiamento per questa DOC?
    Secondo il disciplinare, il vino Contea di Sclafani deve subire un periodo di invecchiamento minimo di due anni prima della commercializzazione. Esiste un'eccezione per la tipologia "Vendemmia Tardiva", che richiede un affinamento di almeno sei mesi in botti di legno. Questo processo contribuisce a sviluppare complessità aromatica e una struttura più avvolgente. Le rese massime consentite variano tra le 10 e le 12 tonnellate per ettaro, garantendo una concentrazione adeguata degli zuccheri e degli aromi nelle uve destinate alla fermentazione.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Contea di Sclafani Chardonnay?
    Lo Chardonnay di Contea di Sclafani, specialmente nelle versioni più strutturate e affinate come quelle prodotte da Tasca d'Almerita, si abbina eccellentemente a piatti ricchi e saporiti. Grazie alla sua potenza alcolica e alla nota sapida, è ideale con il filetto di dentice al tartufo, i risotti ai funghi porcini con caciocavallo locale o piatti a base di vitello e funghi. Lo stesso vitigno, se impiegato nello spumante Metodo Classico, offre freschezza e mineralità perfette per accompagnare antipasti elaborati e primi piatti cremosi, sfruttando la sua capacità di pulire il palato.
  • Cosa rende unico l'abbinamento tra Inzolia e Catarratto in questa zona?
    L'Inzolia, o Ansonica, è una varietà autoctona molto apprezzata in Sicilia occidentale per la sua marcata aromaticità. Quando viene assemblata con il Catarratto, crea un profilo armonioso ideale per vini secchi da tavola. L'Inzolia apporta note di nocciola e frutta bianca, mentre il Catarratto conferisce struttura e acidità. Questo binomio è particolarmente efficace per accompagnare piatti di mare leggeri, come spaghetti alle seppioline o moscardini, dove la freschezza del vino esalta la dolcezza dei molluschi senza sovrastarne il sapore delicato.

Potrebbe interessarti anche