Freisa

Vitigni rossi

Freisa

La Freisa è un antico vitigno autoctono del Piemonte, anche se nulla si sa sulla sua effettiva origine. In passato considerato un pregiato, oggi trova ampia diffusione nella regioni, con vini di discreta qualità, ma certamente non comparabili con i grandi rossi piemontesi. Comunque i suoi vini sono suggestivi anche se semplici.

di Redazione

08 ottobre 2012

La varietà

Il Freisa (o la Freise) è vitigno a bacca rossa autoctono piemontese a bacca rossa, di cui non si hanno certezze sull'effettiva origine. Le prime testimonianze scritte risalgono al cinquecento quando un vino molto pregiato con il nome di Fresearum veniva inserito in alcuni tariffari della dogana piemontese del comune di Pancalieri, nell'attuale provincia di Torino, nell'anno 1517. Successivamente Pietro Francesco Cotti descrive le sue coltivazioni di Fresia nella Val di Nieve a Brichetto del 1692 e poi altre tracce risalgono al 1760 quando in alcuni registri della Cantina di Lu vengono inscritte tra gli acquisti alcune barbatelle del vitigno e la vendita di vino Freisa. Per avere invece la prima descrizione ampelografica bisognerà attendere il famoso Calendario Georgico della Società Agraria di Torino del Conte Nuvolone, che descrisse molte delle varietà piemontesi nel 1799. Un altro conte invece, verso il finire dell'ottocento, lo descrivera come tra i più diffusi vitigni del Piemonte nel suo Album ampelografico. Si tratta del Conte Giovanni di Rovasenda, noto e stimato botanico del secolo, che presiedeva l'apposita commissione incaricata della classificazione dei vitigni piemontesi. Oggi il vitigno resta molto diffuso nelle province di Alessandria, Asti, Cuneo, e nella zona di Casale Monferrato. Viene classificato in due sottotipi, la Freisa Piccola, più pregiata e coltivata in collina, e la Freisa Grossa, meno pregiata e comunque indicata in realtà come Neretta Cuneese diffusa nell'area di Salluzzo e come Freisa di Nizza diffusa nell'area di Pinerolo. Questo sottotipo è molto produttivo, ma qualitativamente inferiore rispetto al suo fratello piccolo, piu indicato in produzioni di pregio. Una certa diffusione del vitigno Grosso si trova anche in Argentina con meno di mille ettari coltivati, mentre le estensioni totali piemontesi si sono ridotte a partire dagli anni 90 del novecento a poco più di 2000 ettari coltivati. Il vitigno si presenta con grappoli lunghi di forma cilindrica, poco alati con un andamento quasi a spargolo. Le bacche sono tendenzialmente ovali con dimensioni medie. Alta la presenza di pruina sulle bucce fini ma molto coriacee, di colore nero tendente al blu. La Freisa è un vitigno vigoroso, con rese medio alte specialmente nel sottotipo Grosso, che arriva a maturazione nel periodo a cavallo tra il mese di settembre e quello di ottobre. I sistemi di allevamento utilizzati nella sua coltivazione sono la controspalliera e il Guyot, con potature espanse e lunghe che lascino molte gemme sul ramo. La Freisa si segnala anche per un'ottima attitudine nei riguardi delle malattie e delle muffe anche se si segnala una certa sensibilità all’oidio. Trova nei terreni del Piemonte a struttura argillosa e marnosa, un ottimo luogo dove crescere rigogliosa, tanto da essere molto utilizzata sia in purezza che nei tagli in tutta la regione, ricca di questo tipo di micro-terroir. La sua resistenza al marciume la rendono altrettanto apprezzata in una regione notoriamente umida.

I vini della Freisa

La Freisa è un vitigno che riesce ad apportare al vino una buona concentrazione tannica, con belle profumazioni fruttate. Anche l'apporto di colore è discreto, ma soprattutto quello acido e strutturale che gli consentono invecchiamenti di medio termine. È un caratteristico vitigno piemontese dunque, dove i profumi del lampone e della violetta sono costanti e penetranti. Il gusto può essere secco o amabile, e facilmente il vino può presentarsi in versione leggermente frizzante. Bevuto giovane è un ottimo e fresco corroborante, dotato di vivacità e brillantezza, mentre negli invecchiamenti assume dei toni più maturi, con i frutti che si scuriscono verso il nero e qualche accenno terziario. Ha anche una sua denominazione di origine propria ed una vinificazione dolce, ottimo abbinamento per la pasticceria secca o cremosa. La versione secca invece trova incontri culinari con i salumi, le carni rosse non elaborate e alcuni formaggi stagionati, ma si può anche abbinare a primi al ragù.

I produttori

In purezza la Freisa produce dei buoni risultati come il Monferrato Freisa La Bernardina DOC di Accornero, con belle profumazioni di terra bagnata e mirtillo che si ripete al palato, fresco e con tannini incisivi. Non molto lungo, chiude con gusti leggermente amari, per un abbinamento del tutto inusuale con il merluzzo alle erbe verdi. Buona produzione in purezza anche dalla Cascina Gilli, con due vini, uno fermo e l'altro frizzantino. Il Freisa d'Asti Vigna del Forno DOC si pregia di intensi aromi ai frutti di bosco, con un palato dotato di buona sapidità e freschezza, per incontrare il pollo fritto. Il Freisa d'Asti vivace è invece di toni più delicati al ribes seguiti da tocchi vegetali. Frizzantino, il palato risulta molto fresco ma anche con tannini accentuati, per essere associato al cotechino con purè di patate. Buon Freisa d'Asti anche dalla Cascina Roera, ancora con sensazioni terrose e bei tocchi di ginepro, a cui seguono sentori d'arbusto e bacche macerate. Ottima struttura piena al palato, dotato sempre di tannini evidenti e di una bella acidità, per piatti ben forti come la pasta all'uovo con fegatini.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra Freisa Piccola e Freisa Grossa?
    La distinzione è fondamentale per la qualità del vino. La Freisa Piccola è considerata più pregiata, viene coltivata prevalentemente in collina e produce vini con caratteristiche superiori. Al contrario, la Freisa Grossa è un sottotipo molto più produttivo ma qualitativamente inferiore; spesso viene confusa o identificata con la Neretta Cuneese o la Freisa di Nizza. Sebbene la Freisa Grossa sia diffusa in aree specifiche come Salluzzo e Pinerolo, per ottenere vini di pregio si preferisce quasi esclusivamente l'utilizzo della selezione Piccola, che offre una struttura e un profilo aromatico nettamente migliori.
  • Come si presenta il sapore e l'acidità della Freisa?
    La Freisa è nota per la sua spiccata acidità e struttura, elementi che le conferiscono una buona capacità di invecchiamento di medio termine. Al naso predominano note fruttate intense, tipicamente lampone e violetta, accompagnate da sfumature di frutti di bosco maturi. In bocca, il vino può variare dal secco all'amabile, fino alla versione leggermente frizzante. Da giovane è fresco e vivace, mentre con l'invecchiamento i frutti si scuriscono verso il nero e emergono note terziarie. I tannini sono generalmente presenti e incisivi, garantendo una struttura robusta adatta a diversi abbinamenti gastronomici.
  • Con quali cibi è meglio abbinare la Freisa?
    Grazie alla sua acidità e ai tannini marcati, la Freisa secca si abbina perfettamente a piatti strutturati. È ideale con salumi, carni rosse non troppo elaborate, formaggi stagionati e primi piatti al ragù. Versioni più vivaci o frizzanti, come quelle prodotte da Cascina Gilli o Roera, trovano ottimi riscontri con piatti forti come la pasta all'uova con fegatini, il cotechino con purè o persino il pollo fritto. Esiste inoltre una versione dolce, perfetta per accompagnare la pasticceria secca o cremosa, offrendo così un ventiere di possibilità enogastronomiche molto ampio.
  • Dove viene coltivata principalmente questa uva?
    La Freisa è un vitigno autoctono del Piemonte, storicamente legato alla zona di Pancalieri, ma oggi la sua coltivazione si concentra principalmente nelle province di Alessandria, Asti, Cuneo e nell'area di Casale Monferrato. Predilige terreni argillosi e marnosi, tipici di queste zone collinari piemontesi, che ne favoriscono la crescita rigogliosa grazie alla resistenza al marciume radicolare. Sebbene le estensioni siano diminuite rispetto al passato, restando intorno ai 2000 ettari, rimane un vitigno diffuso e caratterizzante per i vini locali, con piccole presenze anche in Argentina.

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