L'aromatico cabernet sauvignon

Curiosità uva

Uva aromatica

Le uve aromatiche sono quelle uve che contengono nelle bucce alte concentrazioni di terpeni, molecole alla base della catena alimentare e responsabili degli aromi ceduti al vino. Proprio dal contatto del mosto con le bucce si riescono a trasferirle poi nel vino e più sarà lungo questo contatto, più aromatico esso risulterà.

di Redazione

29 giugno 2012

La definizione di uva aromatica

Quando si parla di uva aromatica si intende una varietà che riesce a fornire nel vino degli aromi caratteristici ben definiti e simili ai profumi dell'uva fresca o ad aromi riconducibili ad una particolare specie. Il profumo di mosto al naso è ad esempio una caratteristica aromatica per una specie, ma anche il caratteristico profumo di peperoni verdi che contraddistingue il Cabernet Sauvignon, in qualsiasi area sia coltivato, definisce la qualità per questa varietà di uva aromatica. Lo stesso si può dire ad esempio per il Pinot Nero, che si contraddistingue sempre per gli intensi aromi di frutti di bosco, più o meno maturi a seconda della vinificazione e dell'invecchiamento del vino, o per il Nebbiolo, che dona al vino un caratteristico profumo floreale di viola. Altre uve aromatiche sono ad esempio considerate il Sauvignon, con i suoi spiccati odori erbacei, o il Vermentino, in cui gli aromi citrini sono sempre ben presenti, insieme a quelli della frutta esotica. Altri intensi vitigni aromatici si trovano in quelli da appassimento, come il moscato, che si caratterizza spesso per un profumo di frutti bianchi in confettura, o il Gewurztraminer per la sua opulenta frutta esotica espressa nel vino. Fornitori di queste aromaticità sono le alte concentrazioni di terpeni che caratterizzano la buccia pruinosa di queste varietà.

I terpeni

I terpeni contenuti nelle bucce degli acini sono i protagonisti che forniscono i profumi ed i gusti al vino. Questi sono delle biomolecole, ovvero delle molecole complesse composte sempre da carbonio e idrogeno a cui si legano i minerali principali assorbiti dalla pianta nel terreno, quali l'azoto, il potassio, il fosforo, lo zolfo e gli altri sali caratteristici dei processi di fotosintesi. Queste biomolecole sono alla base della struttura della pianta come elementi nutritivi indispensabili, e quindi alla base della catena alimentare di tutti gli esseri viventi. Sono le molecole che andranno poi a costituire gli zuccheri, i carboidrati e le proteine, oltre alle altre macromolecole costruttrici del DNA. I terpeni vengono prodotti da tutte le piante, in concentrazioni diverse, e anche da alcuni insetti. Le piante che hanno alte concentrazioni di terpeni sono quelle più aromatiche, come ad esempio, l'alloro piuttosto che la menta. Vengono quindi sfruttati anche nella produzione di essenze e profumi in combinazione con altri elementi.

I terpeni nel vino

Chiaramente nel processo di vinificazione i terpeni vengono utilizzati per aromatizzare il vino e passano direttamente e naturalmente dalla buccia al mosto attraverso i processi di fermentazione e macerazione. Il contatto delle bucce con il mosto e il succo è quindi fondamentale nel dare la profumazione e il gusto al vino e generalmente questo contatto è sempre ricercato in modo ossessivo da parte dei produttori. L'unica controindicazione riguarda i vini bianchi, in quanto nelle bucce sono contenuti anche i coloranti del vino e un contatto eccessivo andrebbe a colorare troppo il succo. L'abilita del produttore di vino bianco sarà allora nello stabilire i tempi giusti in modo da avere sia gli aromi che la colorazione paglierina. Questo spiega anche perché i vini bianchi siano sempre più delicati e meno spiccati in aromi rispetto ai rossi.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra le uve aromatiche rosse e quelle bianche?
    Le uve aromatiche rosse, come il Pinot Nero o il Nebbiolo, tendono a sviluppare profili complessi di frutti di bosco maturi, spezie e note floreali intense grazie a una lunga macerazione sulle bucce. Al contrario, le uve bianche aromatiche, come il Vermentino o il Sauvignon Blanc, esprimono prevalentemente note agrumate, erbose, fiori bianchi e talvolta frutta tropicale. La differenza chiave risiede nella gestione della vinificazione: mentre i rossi cercano un contatto prolungato per estrarre colore e tannini oltre agli aromi, i bianchi devono limitare il tempo di contatto per evitare l'estrazione di pigmenti indesiderati, mantenendo così la freschezza e la colorazione paglierina tipica.
  • Cosa sono esattamente i terpeni e quale ruolo svolgono nell'aroma del vino?
    I terpeni sono biomolecole organiche costituite principalmente da carbonio e idrogeno, prodotte dalle piante come meccanismo di difesa e attrazione. Nelle uve, si concentrano soprattutto nelle bucce e sono i responsabili diretti degli aromi primari distintivi. Quando il mosto entra in contatto con le bucce durante la fermentazione, questi composti volatili si trasferiscono nel vino, conferendogli quel bouquet caratteristico che ricorda fiori, agrumi, erbe o frutta. Più alta è la concentrazione di terpeni nella varietà, più intenso e riconoscibile sarà il profilo aromatico finale, distinguendo queste uve da quelle neutre.
  • Come influisce la durata della macerazione sull'intensità aromatica del vino?
    La macerazione, ovvero il periodo di contatto tra le bucce e il mosto, è il fattore determinante per l'estrazione degli aromi. Un contatto breve, tipico di molti vini bianchi leggeri, preserva la freschezza ma limita l'espressione aromatica. Una macerazione prolungata, invece, permette un trasferimento maggiore di terpeni e polifenoli, risultando in vini molto più profumati, strutturati e complessi, come accade per i rossi o per alcuni bianchi invecchiati. Tuttavia, nei vini bianchi, un'eccessiva macerazione rischia di estrarre troppi tannini amari e pigmenti scuri, alterando sia il gusto che la limpidezza cromatica desiderata.
  • Perché il Cabernet Sauvignon è considerato un'uva aromatica nonostante non sia dolce?
    Il termine 'aromatico' in enologia non si riferisce solo allo zucchero residuo, ma alla presenza marcata di aromi primari specifici legati alla genetica della vite. Il Cabernet Sauvignon possiede elevate concentrazioni di metossipirazine, composti responsabili del caratteristico aroma di peperone verde, erba tagliata o ribes nero. Questa identità olfattiva è costante indipendentemente dall'area di coltivazione, rendendolo inequivocabilmente aromatico. A differenza dei vini dolci come il Moscato, qui l'aromaticità si combina con tannini potenti e acidità, creando un profilo complesso e strutturato piuttosto che semplicemente fragrante.
  • Quali sono gli esempi più comuni di uve bianche e rosse fortemente aromatiche?
    Tra le uve bianche, il Moscato d'Asti è l'esempio classico per i suoi intensi profumi di fiori arancio e pesca, seguiti dal Gewürztraminer, noto per la sua opulenza di litchi e spezie, e dal Sauvignon Blanc, ricco di note erbacee e agrumate. Il Vermentino offre invece un mix di agrumi e frutta esotica. Tra i rossi, il Pinot Noir spicca per la delicatezza di ciliegia e frutti di bosco, mentre il Nebbiolo è celebre per le note di rosa secca e pece. Anche il Cabernet Sauvignon rientra in questa categoria per il suo marcato sentore vegetale, dimostrando che l'aromaticità non è esclusiva dei vini dolci o leggeri.

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