tappi stopper

Tappi per vino

Tappi per spumanti

I tappi per spumante sono dei tappi particolari studiati per resistere alle pressioni esercitate dal gas all'interno del vino. Ci sono anche delle soluzioni per tappare vini già aperti, molto efficaci e poco costose, suggerite per i prodotti di alta qualità.

di Redazione

11 giugno 2012

Lo spumante

Per vini spumanti si intendono si intendono quei vini effervescenti che abbiano una pressione interna di almeno 3,5 bar. Vengono ottenuti seguendo le varie metodologie tra cui le più nobili e pregiate sono il metodo classico della seconda fermentazione in bottiglia, o champenoise, o il metodo Charmat-Matinotti, con la seconda fermentazione in autoclave. Avendo una pressione interna che può determinare incidenti come la rottura della bottiglia o l'apertura involontaria del vino, gli spumanti devono essere tappati con tappi particolari e una volta stappati non possono essere riutilizzati. Vanno quindi ritappati, se avanzati, con tappi speciali regolarmente in commercio.

Il tappo a fungo

Il tappo a fungo che tutti conosciamo come il classico tappo per spumanti, è appositamente studiato per resistere alla pressione interna esercitata dall'anidrite carbonica contenuta nel vino. La sua forma consente di creare una pressione sul collo della bottiglia maggiore di quella esercitata dal gas sulla base del tappo, riuscendo così, coadiuvata dalla gabbietta metallica, a rendere sicuro l'imbottigliamento degli spumanti. È composto principalmente da due parti, realizzate separatamente e poi unite con delle colle speciali. La parte superiore, detta testa, è un pezzo unico che viene poi unito al corpo, che resterà a contatto con il vino. Come si sa il corpo ha un diametro superiore a quello del collo della bottiglia, e quindi va inserito con apparecchiature speciali, che riescano a stringerlo ed a inserirlo senza problemi. Esistono anche i tappi in plastica, leggermente diversi, ma sono sconsigliati per gli spumanti in quanto offrono minore resistenza. C'è inoltre da superare la normale diffidenza verso la plastica degli appassionati, che vedono in questo materiale una sorta di blasfemia del vino.

Tappi stopper per spumanti

Molti si pongono il problema della conservazione dello spumante una volta aperta la bottiglia e non consumata del tutto. Oltre alla vecchia soluzione casalinga del cucchiaino inserito nel collo, che riesce a diminuire la fuoriuscita del gas, nei bar e ristoranti dove si vendono prodotti di alta qualità e questa soluzione non è certamente accettabile, vengono usati i tappi stopper, tappi specifici che possono essere suddivisi in due categorie. Lo stopper normale, per l'uso quotidiano della mescita al bicchiere quando si deve ristappare spesso la bottiglia, e quelli speciali, che consentono il reinserimento del gas attraverso macchinari specifici. Il normali sono dotati di una valvola di chiusura a molla con le due alette che vanno ad incastrarsi con il collo della bottiglia per esercitare la giusta resistenza alla pressione. Quelli speciali invece sono in lattice elastico, dotati di un foro centrale dove si inserisce il beccucchio per insufflare di nuovo il gas attraverso un piccolo macchinario dotato di bombola. Vengono bloccati da uno speciale fermo a quattro alette che si inserisce tra il collo e il tappo dalla testa piatta.

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Domande frequenti

  • È possibile riutilizzare il tappo originale di sughero dopo aver aperto lo spumante?
    No, il tappo a fungo originale non è mai riutilizzabile. Questa tipologia di tappo è progettata per resistere a pressioni interne elevate (minimo 3,5 bar) grazie alla sua struttura rigida e alla gabbietta metallica. Una volta rimosso, il sughero perde la sua integrità strutturale e la capacità di sigillare ermeticamente, rendendolo inadatto a mantenere la frizzanza. Per conservare correttamente un avanzi di spumante, è fondamentale utilizzare appositi tappi stopper specifici per bevande gassate, che garantiscono una tenuta stagna diversa da quella del semplice sughero.
  • Quali sono le differenze principali tra il metodo Classico e il metodo Charmat nella produzione dello spumante?
    La differenza sostanziale risiede nel luogo della seconda fermentazione. Nel Metodo Classico (o Champenoise), la seconda fermentazione che genera le bollicine avviene direttamente all’interno della singola bottiglia, conferendo spesso note più complesse e tostate. Nel Metodo Charmat-Martinotti, invece, la fermentazione secondaria avviene in grandi autoclavi di acciaio sotto pressione, prima dell’imbottigliamento. Entrambi i metodi producono vini con pressione interna superiore ai 3,5 bar, richiedendo quindi l’uso di tappi speciali resistenti allo scoppio, indipendentemente dal processo produttivo scelto.
  • Come funziona tecnicamente il tappo stopper per garantire la conservazione dello spumante aperto?
    I tappi stopper funzionano creando una chiusura meccanica ermetica sul collo della bottiglia. Gli stopper quotidiani sono dotati di una valvola a molla con alette che si incastrano saldamente nel collo, opponendosi alla pressione del gas interno. Le versioni professionali, utilizzate nelle enoteche, sono realizzate in lattice elastico con un foro centrale: permettono di inserire un beccuccio per reinsufflare anidride carbonica da una bombolina, ripristinando la pressione originale. Un fermo a quattro alette blocca ulteriormente il dispositivo, impedendo la fuoriuscita del gas e preservando freschezza e bollicine per diversi giorni.
  • Perché i tappi in plastica sono sconsigliati per l'imbottigliamento professionale degli spumanti?
    I tappi in plastica sono sconsigliati perché offrono una resistenza meccanica inferiore rispetto al sugro compresso tradizionale. La pressione interna dello spumante può variare notevolmente durante la conservazione e il trasporto; il materiale plastico potrebbe deformarsi o cedere sotto stress, aumentando il rischio di perdite o, nei casi estremi, di rottura della bottiglia. Inoltre, esiste una forte resistenza culturale tra gli appassionati e i professionisti del settore, che considerano il sugro il materiale nobile e appropriato per garantire sia la sicurezza fisica della bottiglia che l'autenticità dell'esperienza enologica.

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