L'antica cantina di Ruinart

Curiosità champagne

Storia dello Champagne

La storia dello Champagne è fatta di grandi casualità storiche e splendide intuizioni, di necessita di mercato e di un grande lavoro da parte dell'uomo. La storia ha posto di fronte moltissime sfide alla viticoltura della regione e, un po per fortuna, molto per bravura, la Champagne oggi è la regione più identificata con il vino. E le casualità storiche indicano che senza gli ex odiati inglesi, forse lo Champagne sarebbe ancora un vino “normale”.

di Redazione

25 gennaio 2012

L'Antichità fino al Rinascimento

Nell'Antichità la regione dello Champagne fu coltivata prima dai Galli e successivamente dai Romani che però ne vietarono la coltivazione per lungo tempo prima di appassionarsi definitivamente a questo vino. Naturalmente era un vino talmente diverso da quello odierno, rosso, spesso addizionato con spezie e miele, come era tipico nell'antichità. Nel medioevo si abbandonarono le spezie, grazie a vinificazioni più attente e lentamente nel rinascimento si iniziarono le coltivazioni in bianco attuali, fino a sfociare nello Champagne moderno ufficialmente nato dopo gli esperimenti di Dom Pérignon. Comunque la regione ebbe una storia vinicola continuativa, e iniziò ad essere una zona di rilevanza europea quando la flotta mercantile inglese cominciò la conquista delle rotte navali dell'atlantico e del mediterraneo alla ricerca di fiorenti commerci, in cui il vino, vista la passione verso il nettare di Bacco, era una delle principali attività di scambio. La Champagne, essendo la regione vinicola più vicina a Londra, era indubbiamente favorita rispetto a molte altre.

La nuova fase

Il problema dei vini della Champagne diventò nei secoli il segreto del suo successo. La regione infatti, se da un lato contribuisce con un terreno ricco per le viti, dall'altro soffre per clima troppo freddo, per cui le uve non riescono a maturare a sufficienza. Questo in passato causava una vinificazione povere in alcol, per cui gli inglesi erano costretti ad aggiungere dello zucchero per aumentarne la gradazione. Questa pratica sarà poi utilizzata per la vinificazione e la spumantizzazione di questi vini, trasformandoli da banali vini da tavola ai grandi effervescenti delle occasioni importanti che oggi conosciamo. L'aggiunta di zucchero infatti fa partire una seconda fermentazione, quindi oltre al conseguente aumento della gradazione alcolica, si ha anche il classico sviluppo di anidrite carbonica caratteristico della fermentazione. Inizialmente questo venne considerato un difetto del vino, ma con il tempo e l'affinazione delle tecniche di addizione dello zucchero, si passò ben presto ad un autentica mitizzazione di questo vino, raggiungendo l'apice nel novecento.

Le tappe fondamentali

Le tappe fondamentali per lo Champagne moderno partono dagli studi di Dom Pérignon, che per primo mise a punto i dosaggi e gli uvaggi migliori per ottenere la seconda fermentazione. Contemporaneamente i vetrai inglesi cominciarono a produrre delle bottiglie che resistevano alle pressioni interne del vino, contribuendo così in maniera determinante alla commercializzazione di questo vino. Altre tappe fondamentali per lo Champagne sono l'invenzione delle pupitres, a cui abbiamo dedicato un articolo, e quella dello zuccheroenometro, ad opera di M.François nel 1836, con cui si poteva misurare con un'approssimazione molto soddisfacente gli zuccheri residui presenti nel vino fermo prima dell'aggiunta dei lieviti e dello zucchero per la seconda fermentazione. Con le successive richieste inglesi per un vino sempre più secco, questo strumento si rilevò decisivo per la trasformazione dello Champagne da un banale spumante dolce a uno dei più celebrati vini al mondo, se non il più mitizzato e identificato con il vino.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è l'origine storica dello Champagne e quale ruolo hanno avuto gli inglesi?
    Lo Champagne nasce da una combinazione di fattori storici e geografici. Sebbene la viticoltura nella regione abbia origini antiche, il suo destino cambiò radicalmente quando la flotta mercantile inglese iniziò a dominare le rotte atlantiche e mediterranee. Essendo la Champagne la regione vinicola più vicina a Londra, divenne il principale fornitore per il mercato britannico, appassionato al vino. Questa domanda commerciale costante trasformò una zona locale in un centro di rilevanza europea, gettando le basi per ciò che sarebbe diventato il vino più famoso al mondo.
  • Perché il clima freddo della Champagne ha portato alla creazione del vino frizzante?
    Il clima rigido della regione impedisce alle uve di maturare completamente, risultando in vini naturali poveri di alcol. In origine, questa era considerata un difetto. Per correggere la bassa gradazione, i produttori aggiungevano zucchero, pratica inizialmente adottata per soddisfare le esigenze degli acquirenti inglesi. Tuttavia, questa aggiunta innescava una seconda fermentazione durante il trasporto o lo stoccaggio, producendo anidride carbonica e creando bollicine. Ciò che era iniziato come una correzione tecnica per un vino 'difettoso' si rivelò accidentalmente la chiave per creare un prodotto unico e desiderabile.
  • Chi è Dom Pérignon e qual è stato il suo contributo tecnico?
    Dom Pérignon è la figura leggendaria associata alla nascita dello Champagne moderno. Il suo contributo fondamentale non fu l'invenzione del metodo spumante dal nulla, ma l'ottimizzazione delle pratiche vinicole. Mise a punto i migliori blend di uve (uvaggi) e perfezionò i dosaggi necessari per controllare la seconda fermentazione. Grazie ai suoi studi, si riuscì a stabilizzare il processo di spumantizzazione, trasformando un fenomeno chimico imprevedibile in una produzione artigianale costante e di alta qualità, elevando lo status del vino da semplice bevanda locale a prodotto di lusso.
  • Come hanno contribuito i vetrai inglesi allo sviluppo dello Champagne?
    La tecnologia delle bottiglie giocò un ruolo cruciale quanto la chimica del vino. Le prime bottiglie erano fragili e non potevano resistere alla pressione interna generata dalla seconda fermentazione, causando esplosioni frequenti. I vetrai inglesi, rispondendo alla crescente domanda, svilupparono contenitori più spessi e resistenti in grado di sopportare tali pressioni. Senza questa innovazione industriale, la commercializzazione sicura e su larga scala dello Champagne sarebbe stata impossibile, poiché il vino non avrebbe potuto essere immagazzinato o trasportato mantenendo intatte le sue preziose bollicine.
  • A cosa servono i pupitres e lo zuccherometro nello Champagne?
    Questi strumenti rappresentano l'industrializzazione e la precisione della viticoltura champagne. I pupitres sono rastrelliere inclinate utilizzate per la rimessatura manuale delle bottiglie, permettendo ai sedimenti di depositarsi nel collo per essere eliminati successivamente. Lo zuccherometro, inventato da M. François nel 1836, permise di misurare con precisione gli zuccheri residui nel vino fermo prima dell'aggiunta di lieviti e zucchero. Questi strumenti furono decisivi per passare da uno spumante dolce e irregolare a un prodotto secco, bilanciato e standardizzato, rispondendo alle preferenze dei mercati internazionali.

Potrebbe interessarti anche